Rieccoci qua, amici 👋🏻
Il capitolo è molto più corto rispetto agli altri, ma visto che aspettate da un po' ho pensato che avreste comunque apprezzato.
Buona lettura. 🫶🏻
Vince
Non sapevo cosa fosse peggio: il casino che si era abbattuto sulla mia famiglia soltanto poche ore prima o il pensiero che Leila si trovasse nella stanza accanto alla mia, con addosso il pigiama della ragazza che mi ero scopato l'estate scorsa, e che fra non molto avrebbe sposato mio padre, il che... mi riportava al casino che si era abbattuto sulla mia famiglia quella notte.
Mi strofinai la faccia e mi girai su un fianco, con il viso verso la finestra. Pioveva ancora. Sul comodino, il mio telefono lampeggiava saltuariamente ricordandomi una serie di notifiche di Madison che avevo lasciato in sospeso perché non avevo avuto la testa per pensare anche a quello.
Durante il viaggio in macchina, dove Leila si era impadronita del mio volante senza se e senza ma, avevo avvisato Blake accennandogli che era successo qualcosa di grosso a casa e che ero andato via di corsa.
Gli avevo chiesto di avvisare Madison, perché se l'avessi fatto io, avrebbe voluto sapere tutti i dettagli. E questo avrebbe significato dirle che non ero partito da solo. Sapermi con Leila l'avrebbe fatta impazzire, e non volevo rischiare un'altra scenata come quella alla baita dei nonni di Nate.
Anche Leila aveva avvisato Ethan, e stranamente lui l'aveva lasciata andare via con me senza ribattere. Mi era sembrato strano, molto strano, soprattutto dopo quello che era accaduto tra di noi nell'ascensore.
Ma avrei avuto tempo e modo per approfondire.
Nel frattempo, sospirai e tornai a guardare il soffitto. Avevo la testa invasa da mille pensieri. Non riuscivo ancora a credere che l'FBI avesse fatto irruzione in casa mia. Sapevo che in tutti quegli anni mio padre aveva collezionato una serie infinita di scheletri nell'armadio.
Non si arrivava dov'era arrivato lui senza qualche sporco segreto, ma l'FBI era troppo persino per un uomo come mio padre.
Per non parlare del fatto che era avvenuto tutto sotto gli occhi terrorizzati di Sierra. E non c'era modo che potesse dimenticare una scena del genere.
Mi girai di nuovo sul fianco, e provai a chiudere gli occhi ma li riaprii subito dopo. Ero troppo irrequieto per riuscire a dormire. Sentii la necessità di agire, e fare qualcosa che mi permettesse di vederci chiaro, e l'idea di intrufolarmi nell'ufficio di mio padre e rovistare tra le sue cose mi balenò nella mente.
Il fatto era che se avessi scoperto qualcosa di compromettente, non sarei più potuto tornare indietro.
Mi sollevai, poggiando la schiena contro la spalliera del letto e mi sfilai la maglia del pigiama perché faceva sempre troppo caldo in quella casa.
Afferrai il cellulare dal comodino e scrissi un messaggio: "Stai dormendo?"
Non era passato molto da quando avevo dato la buonanotte a Leila, per cui c'erano buone probabilità che fosse ancora sveglia. La risposta che mi arrivò poco dopo ne fu la conferma: "Tu a quanto pare no".
"Non riesco a chiudere occhio".
"È stata una notte difficile, è comprensibile".
E io stavo pensando persino di renderla peggiore.
Allungai il braccio per recuperare il pacchetto di sigarette che tenevo dentro il cassetto del comodino, insieme all'accendino. Ne sfilai una e la incastrai tra i denti senza accenderla. "Tu perché non dormi?"
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UNFAIR PLAY
RomanceSPIN-OFF DELLA TRIOLIGIA DI BETTER SPORT ROMANCE ❄️🏒 Vincent Rice è la stella della squadra di hockey. Leila Collins è la sorella intoccabile del suo migliore amico. Lui ha la reputazione da playboy. Lei non si fida degli uomini. Una notte. Una mac...