Capitolo 31

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Il silenzio che seguì il nostro bacio sul divano era quasi surreale. I battiti del mio cuore sembravano riempire ogni angolo della stanza, e il calore che proveniva dal corpo di Milo mi faceva sentire come se fossi in un sogno che non volevo svegliarmi. Non riuscivo a pensare a nulla, a nessuno, solo a lui e a quel momento che sembrava sospeso nel tempo. Era come se tutte le mie incertezze svanissero ogni volta che le sue labbra toccavano le mie. Eppure, nel fondo del mio cuore, c'era una voce che continuava a chiedersi cosa sarebbe successo dopo.

Non so quanto tempo sia passato, ma alla fine, Milo si staccò da me, guardandomi con uno sguardo che non riuscivo a decifrare. «Non voglio che tu pensi che stia cercando di complicarti la vita,» disse, con un tono di voce che suonava un po' incerto, quasi come se stesse cercando di proteggermi.

«Non lo stai facendo,» risposi, anche se la mia mente era ancora in subbuglio. Non riuscivo a decifrare cosa stesse succedendo tra di noi. Era troppo presto per capire, ma allo stesso tempo sentivo che qualcosa stava cambiando.

Milo si alzò dal divano, sistemandosi la giacca in pelle con un gesto distratto. «Devo andare,» disse, senza aggiungere altro. Sembrava che fosse arrivato al termine di una parte di questa storia, ma io non riuscivo a smettere di pensare a lui, anche quando mi voltai verso la porta per accompagnarlo. Mi baciò ancora una volta, velocemente, come se fosse un gesto che non poteva rimanere in sospeso. Non ci furono parole tra di noi quando se ne andò, solo quel silenzio che avvolgeva la casa.

Quando tornai dentro, sentii l'esigenza di distrarmi. Aprii il telefono, cercando di allontanare i pensieri da tutto ciò che stava succedendo. Ma appena sbloccai la schermata, i miei occhi si fermarono su una foto che non avrei mai voluto vedere. Luke. Era lui, sorridente, con una ragazza che non avevo mai visto prima. Aveva i capelli biondi, corti, con un taglio a caschetto che le dava un'aria un po' più giovane, ed era più bassa di lui. La loro foto sembrava naturale, intima, come se fosse normale per loro stare così, senza niente di forzato.

Il mio cuore sprofondò. Non riuscivo a distogliere lo sguardo. Perché? Perché mi sentivo come se avessi ricevuto un pugno nello stomaco? Luke... con lei? Non ero preparata a vederlo in quella situazione. L'avevo visto come il ragazzo che amavo, ma ora, guardando quella foto, mi sembrava di vedere un'altra persona.

Griffin aveva ragione: prima o poi qualcuno mi avrebbe spezzato il cuore e quel qualcuno era Luke Eisner,il ragazzo che pensavo fosse cambiato grazie alla nostra relazione.
Cercai di leggere più volte la data,sperando inutilmente che fosse una foto vecchia,ma i dati erano chiari: 2 giorni fa. Lo stesso giorno in cui era venuto a casa mia per chiarire...

Le lacrime iniziarono lentamente a riempire i miei occhi azzurri,posai il telefono sul tavolino e mi accovacciai su me stessa,scoppiando in un pianto silenzioso,forse,la cosa peggiore di tutta quella situazione era il senso di colpa che sentivo ma che non avevo.

La colpa è sua,Katherine

È tutta colpa sua.

Passai tutto il giorno sul divano a piangere e cercare in tutti modi di non sentirmi in colpa,fino a che mio padre e mio fratello non tornarono a casa.
Sapevo che dovevo parlarne,ma mio padre era già tanto se lo vedevo e se mio fratello venisse a scoprire...non immagino neanche il casino che succederebbe.

-

«Kath,sono a casa» Sentii la profonda voce di mio padre e il clic della porta che si chiudeva.

Corsi ad abbracciarlo con un sorriso stampato sulle labbra. Le braccia di mio padre,oltre a quelle di Milo,erano quelle in cui mi sentivo veramente al sicuro.

Quando arrivò anche mio fratello,ci sedemmo tutti e tre sul tavolo a cenare,solo noi tre. Da quando mi ero trasferita a New York raramente cenavo solo con Ivan e papà,ormai ero abituata a cenare con i Manheim.

Lights,Camera,Love~Milo Manheim Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora