15 Giugno
Danny si presentò davanti al direttore verso mezzogiorno scortato da un paio di guardie dallo sguardo teso.
<Avanti signor Losky, si accomodi pure>.
L'uomo si sedette scrutando il locale dalle pareti giallo sgargiante, ingombro di libri e soprammobili, disordinato, confusionario.
<Le piacciano i libri?>
Danny scosse la testa mentre lo sguardo si perdeva sul pavimento.
<Capisco, o non sa leggere, oppure i suoi trascorsi delinquenziali non le hanno permesso di approfondire quello che io definisco un bisogno primario>.
<Respirare è un bisogno primario>.
<Ma allora sa' anche parlare e mi dica la sua vita è fatta del solo respirare o c'è qualcos'altro?>
Danny alzò gli occhi, labbra serrate in una smorfia, pensiero altrove.
Il tetto di una palazzina fatiscente, una sdraio, un ragazzino assorto fra le pagine di un libro.
Daniel Losky sognava ad occhi aperti pensando alle avventure di Huckleberry Finn, a quella zattera sgangherata che viaggiava fra le acque del Mississippi e infine alla sensazione di libertà che chiunque vorrebbe provare almeno una volta nella propria vita.
Sorrise pensando che molto probabilmente la sua vita avrebbe preso una piega diversa; non ci sarebbero state avventure, fiumi, ne tantomeno la sospirata libertà.
Sarebbe cresciuto in un quartiere malfamato, senza una figura paterna e con una madre alcolizzata e violenta.
Forse alla fine ci sarebbero stati loro, quei tomi di carta rilegata che l'avrebbero condotto in luoghi sconosciuti dove gli adulti e le cattive persone non potevano entrare.
Tutto sembrava così incerto e maledettamente ingiusto, era solo un ragazzino nato e cresciuto nel posto sbagliato, un semplice punto in una cartina geografica.
Così passarono gli anni e Daniel divenne Danny, abile borseggiatore, figlio della malavita locale.
I libri furono dapprima riposti su una vecchia libreria piena di crepe, in seguito rinchiusi in uno scatolone e lasciati in soffitta.
Lentamente Danny vide svanire i sogni di fronte alla realtà, che aveva atteso paziente in un angolo, pronta a fare la sua comparsa in ogni momento.
Di quel ragazzino sul fiume e la sua libertà non rimaneva più nulla.
<Signor Losky, è tra noi?>
Danny si scosse, una lacrima era scesa fino a lambire le labbra.
<Le mie parole l'hanno turbata?>
<No, è solo stanchezza>.
<Benissimo, allora arriverò immediatamente al punto; lei è un problema, mi creda, non a livello comportamentale ma semplicemente a livello logistico>.
<Mi sta forse dicendo che non sa' dove mettermi?>
<Beh, in un certo senso è così, diciamo che lei è qui a River Side ma allo stesso tempo non dovrebbe essere a River Side>.
<Quindi la mia presenza in questo penitenziario è poco gradita>.
<Perpiscace come dicono,ma per l'esattezza la sua presenza non è gradita in alcun penitenziario dello stato>.
<E quindi cosa avrebbe intenzione di fare? Proscogliermi da ogni accusa e lasciarmi andare?>
<Potrebbe essere un'idea, lei avrebbe la libertà che tanto desidera ed io sarei sollevato da un peso, ma purtroppo temo che andrà a finire in un altro modo>.
Mi faccia indovinare, le sue guardie per puro caso potrebbero trascinarmi in palestra o in qualche altro luogo e riempirmi di botte fino allo sfinimento>.
<Diciamo che pensavo più ad una cosa del tipo, lei sparisce per sempre da questo mondo e tutti vissero felici e contenti>.
Danny rabbrividi' al solo pensiero di una fossa umida e buia, immobile ma cosciente di fronte a quei cumuli di terra che lentamente ricoprivano il suo corpo.
Si alzò tentando una sortita di qualche genere ma fu bloccato dalle guardie e rimesso a sedere.
<Si calmi signor Losky, non ho detto che la farò sparire, ho semplicemente affermato che sarebbe la soluzione migliore per tutti; adesso le dirò cos'ho intenzione di fare, per prima cosa la rimandero' nel buco per un altro po' di tempo, poi tornerà nella sua cella e ogni tanto riceverà la visita di qualche detenuto autorizzato>.
<E cosa ci sarebbe di così diverso da quello che ho passato finora?>
<Assolutamente nulla, se non fosse che il trattamento durerà fino a quando non sarà lei stesso a chiedermi di farla sparire da questo mondo>.
Danny degluti', capendo che quelle non erano solo minacce, ma vere e proprie promesse, fatte da una persona a cui bastava un semplice schiocco delle dita.
<Ha paura, la leggo nei suoi occhi; sa', da questo ufficio sono passati delinquenti di ogni risma, i duri senza paura, i remissivi, i complessati e poi quelli come lei; io li chiamo i senza uscita e a dire il vero provo un po' di pietà per questa gente che nonostante tutto si aggrappa alla vita in modo così patetico>.
Il direttore alzò una mano.
Le guardie si mossero, prelevando il detenuto di forza.
<Ah, un'altra cosa, prima di congedarla definitivamente le concedero'un ultimo attimo di pietà; avrà notato che qui tutti mi chiamano semplicemente direttore; beh, per lei farò un eccezione, da oggi potrà chiamarmi signor Dix>.
<Alan Dix>.
Gli occhi, la mente e una singola immagine fluirono improvvisamente nella stanza; Danny li poteva vedere indistintamente.
Ora conosceva il perché della sua condanna.
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VARIANTE
HorrorFino a dove può spingersi una persona per amore? Può un uomo cadere fra le braccia del buio senza alcuna possibilità di ritorno? Walter Chris Stewart non aveva altre possibilità.... o almeno così credeva.
