CAPITOLO VENTUNO

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se supporti questa storia lascia una stellina e un commento, che sono sempre apprezzati <3

That's why, darling, it's incredible
That someone so unforgettable
Thinks that I am unforgettable too

- Nat King Cole, Unforgettable

«Sei strana in questi giorni, Lola. Che succede?» chiese Seth aggrottando le sopracciglia. Non era da lui fare una domanda del genere. Non era il tipo. Il tono e i gesti, però, tradivano una certa preoccupazione.

Avevano finito un lavoro di gruppo e Jake e Larissa si erano messi a discutere dall'altra parte della classe mentre lei e Seth si erano avviati verso la caffetteria. 

Lola non rispose subito. Nel frattempo Seth si preparò il vassoio con tutto ciò che gli piaceva, un bel piatto di crocchette di pollo e lattuga con contorno di patatine fritte, un panino al tonno e maionese e una Dr. Pepper. 

Si sedettero al tavolo più vicino alla finestra che dava sul cortile secondario, il preferito di Seth. 

«Niente» rispose poi lei staccando gli occhi dal cibo che aveva nel piatto. Aveva preso purè di patate e arrosto d'anatra e ci stava giocando da cinque minuti abbondanti con la forchetta. Lola poi gli concesse un sorriso, un sorriso falso abbastanza da convincere il biondino. «Dici che dovrei invitare Harold al ballo di primavera?» chiese sviando il discorso a piè pari.

Seth si irrigidì. Ecco che tornava quella strana sensazione. Quello strano formicolio che gli attraversava le braccia. Quel fastidio che provava per Harold.

Cos'era? Da dove veniva tutta quella nuvola nera? Accantonò la sensazione e stava per rispondere quando arrivò Harold. Si sedette accanto alla ragazza e le cinse la vita dandole un piccolo bacio sulla guancia.

«Che si dice?» Harold sorrise apertamente. Qualcosa in Seth si mosse. Non sapeva se dovesse sciogliersi, incazzarsi o prendere e andare via da lì. Dio quanto è bello e -- fermò il pensiero, terrorizzato.

Questa cosa che provava per Harold era iniziata verso dicembre, in sordina. Lo aveva mandato nel panico. Il desiderare qualcosa da lui, qualcosa di romantico l'aveva mandato in crisi. Lui era un ragazzo e un ragazzo non desidera certe cose. Tanto meno il desiderio di baciare il suo migliore amico.

Scacciò rapidamente un'altra immagine a dir poco lusinghiera dalla mente e volse lo sguardo alla coppietta davanti a lui.

Faceva male. Disperatamente male e la cosa peggiore era che li sosteneva. Si vedeva che si facevano del bene a vicenda. Che il loro amore era puro, genuino e quel tanto che bastava per essere ancora infantile. Un primo amore che sarebbe rimasto tale.

«Si dice che volevo invitarti al ballo di primavera» Lola arrossì violentemente. Harold le sorrise e accettò. Fu la pugnalata finale.

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Tutta la scuola, naturalmente, lo venne a sapere e a Helen Fletcher le ribollì il sangue nelle vene.
Aveva una voglia irrefrenabile di strapparle ogni singolo capello. Perché? Aveva promesso di non dare più fastidio a Lola ma era tentata di metterle una rana dello stagno più grande di Central Park nel suo armadietto. Era a tanto così da fare un'altra pazzia.

Oltre al frappè, Helen aveva umiliato Lola nei corridoi con frecciatine al suo aspetto fisico o il fatto che non è bello vedere una donna ossessionarsi alle cose da nerd, seguita dalle risatine di George e di Kimberly.

«COS'HA LEI CHE IO NON HO, DIMMELO GEORGE.» Erano a casa della ragazza e stava dando i numeri. Aveva i capelli scompigliati e stillava come un'aquila. «SONO BELLA. SO DI ESSERLO MA DIO SANTO PERCHE' NON IO. NON SONO GRASSA, HO DEI BEI CAPELLI, HO I SOLDI. COSA MI MANCA?»

«Non sei canonicamente dolce o comprensiva. Sei ambiziosa e hai una certa punta di malizia.» si intromise Kimberly.

Helen era paonazza e da un momento all'altro poteva scoppiare. George le prese la mano e con sorriso amaro le concesse: «Potrei dire la stessa cosa. Cos'ha lui che io non ho? Me ne faccio una ragione, forse me la metto via. Ti amo, Nelly.» Kimberly emise un gridolino felice. «Il tuo caratteraccio, il fatto che non ti sottometti a nessuno e il tuo gusto nel vestirti. Mi piaci così come sei. E mi basta. Mi dico che mi basta. Posso aspettare, sai? Io ci sarò sempre.»

Helen si fermò di colpo, ancora con le lacrime in volto e lo guardò. Non era Harold, certo, però quella confessione in qualche modo le aumentò l'ego. Avrebbe dato tempo alla situazione. Farsi passare la cotta per Harold in primis.

«Sai che non posso amarti ora, George.» il tono di voce della ragazza era ancora piuttosto alto. «E con questo non voglio rovinare la nostra amicizia. Sarò una stronza ma ho un cuore. Almeno, per voi due ce l'ho.»

George sorrise: «Ti capisco. Te l'ho detto, so aspettare. E abbiamo tutto il tempo del mondo.»

Kimberly si alzò dal divanetto e li abbracciò: «Siete così dolci. Beh, se deve nascere qualcosa, nascerà» concluse facendo l'occhiolino a George, che arrossì violentemente.

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Jake lo venne a sapere naturalmente. Fece cadere le braccia nodose sul materasso e si rigirò dall'altra parte. Era troppo stanco. 

Perché infrangere la promessa? pensò scocciato.

Una brutta sensazione si impadronì dei suoi pensieri. E se fosse perché il suo guardiano legale era la stessa madre di Lola? Aveva paura dei giudizi? Poteva anche capirla, avrebbe fatto lo stesso ma allo stesso tempo questo scenario lo fece sprofondare in una tristezza assurda.

Il che era tutto dire, visto che si stava disperando per una ragazza. Quante ragazze avrebbe trovato nella vita, dopotutto? Un centinaio, no, forse migliaia. Sapeva in cuor suo che nessuna si sarebbe avvicinata a Lola. Era la ragazza gelosamente custodita nel suo cuore. E i suoi occhi, così verdi. Così vivi, disegnati.

Quegli occhi che lo spaventavano e rassicuravano al tempo stesso. Ci poteva nuotare, se solo l'avesse voluto.

Volle invece credere che fosse per una questione razzista, era più facile da accettare. Inoltre, la più verosimile, per quanto fosse una ragione deplorevole, secondo lui.

Rimase sotto le coperte a rimuginare.

Sì, in ogni caso, bramava di annegare in quegli occhi.

















NOTA AUTRICE:

Che si dice raga? 

Siamo già al capitolo ventuno di questa storia che ha avuto alti e bassi ma siamo ancora qui, no?

Sto già scrivendo il capitolo ventidue e a breve vi farò dei piccoli spoiler!! 

Avete previsioni su come si svilupperà la matassa?

Vi aspetto nei commenti <3 

Vi voglio bene ~

𝙍𝙤𝙨𝙨𝙤 𝘿𝙞 𝙎𝙚𝙧𝙖La tua prossima ossessione. Scoprilo ora