CAPITOLO VENTITRE' (PARTE UNO)

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settimana del 15 aprile 2008
Ballo di primavera
Ne vedremo delle belle
(19 giorni prima che Skye muoia)

What's going on on the floor?
I love this record baby but I can't see straight anymore
Keep it cool, what's the name of this club?
I can't remember but it's alright, a-alright
- Lady Gaga, Just Dance




Il ballo di primavera fu un disastro assurdo. Non del tutto per lo meno, dai, c'erano state cose positive, in fondo.

Ma andiamo con ordine.

La Northern aveva affittato il Ritz-Carlton, sulla Quinta Strada per l'intera serata. I professori si erano raccomandati di non far sfigurare la scuola.
Il corpo studentesco era in quieto fermento. Si diceva che la Northern aveva assoldato il corpo di ballo di uno spettacolo Off-Broadway e c'era chi addirittura diceva che Idina Menzel sarebbe stata la madrina della serata.

Lola era tornata a casa in visibilio e Dolly era altrettanto agitata ed emozionata. Jake non l'aveva pensata così, affatto. Avea fatto il trattamento del silenzio per giorni interi e Lola aveva incominciato a stancarsi. Lo affrontò il giorno prima del ballo e prese una piega alquanto spiacevole.

«Senti» disse Lola placcandolo dopo la lezione di Trigonometria. «Mi vuoi parlare?»

«Non c'è nulla da dire» rispose secco Jake, riducendo gli occhi in due fessure. Lola non sapeva quanto avesse pianto e ascoltato i The Smith nei giorni precedenti, dandogli quell'aria smorta ogni qual volta che gli si parava davanti.

«Jake» sottolineò Lola il nome del ragazzo con tono disperato, guardando il pavimento. «Credo che tu sappia perché non ti ho invitato.»

«Ah, non ne ho idea, Dolores.» replicò piccato.

«Non fare così, ti prego» la voce di lei era un lamento strozzato.

«Oh, eccome. Scegli signorino Perfettini perché è bianco e ti vergogni di me che sono nero» Jake era fin troppo calmo. Pacato quasi. Lola, in ogni caso, capì che poteva scoppiare da un momento all'altro.

«Non è per quello» Lola era offesa da tale insinuazione.

«E per cosa?» chiese, lo sguardo torvo si spostava da una parte all'altra del corridoio e gli occhi della ragazza, che sistemava nervosamente i capelli corvini dietro l'orecchio destro.

«Mia mamma è il tuo tutore legale. Sei in affido e ...» si morse il labbro. «Se ti adottasse sarebbe un casino!»

«Sai, vero, che se vuole può non adottarmi? Che può tenermi in affido senza ufficializzare la cosa? Un padre ce l'ho già, grazie tante.» La fissò un secondo ed esalò: «Speravo non fosse questo il motivo.»

«In che senso?» chiese Lola esasperata.

«Se era per una questione razziale almeno avevo un valido motivo per odiarti. Ora sento solo una grandissima delusione.» guardò l'orologio da polso e concluse: «Beh, vado. La lezione di Scienze Naturali inizia fra poco e vedi di muovere il culo anche tu.» Detto ciò se la svignò, la faccia era altrettanto incazzata.

𝙍𝙤𝙨𝙨𝙤 𝘿𝙞 𝙎𝙚𝙧𝙖La tua prossima ossessione. Scoprilo ora