Come with me

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Il giorno dopo Harry e Louis non andarono a scuola perché si doveva fare una disinfestazione. Una ragazza aveva trovato un topo nel suo armadietto e aveva fatto scoppiare l'allarme, quindi il preside aveva ordinato ai ragazzi di non mettere piede a scuola fino al lunedì della settimana successiva, il cinque maggio.

Il mese di aprile era volato, non si erano resi conto dello scorrere del tempo a causa di tutti i vari impegni che avevano occupato le loro giornate. In più non bisognava dimenticare Rachel e Ivy che rappresentavano la distrazione per eccellenza. Non riuscivano a stare al loro passo, erano troppo rapide e forti per lasciarsi abbindolare, nonostante i due ragazzi ci stessero provando con tutte le loro forze.

«Ieri notte ho messaggiato con Ivy» ammise Louis seduto sulle scalinate del parco, le braccia appoggiate sulle ginocchia piegate al petto. «Ha detto che ieri sera è stata davvero bene e che si è divertita, contrariamente a quanto avessi pensato.»

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Harry era appoggiato al muretto alle sue spalle, lo zaino ai piedi e lo sguardo perso sulle nuvole grigie che stavano iniziando ad occupare il cielo azzurro sopra di loro. Il sole era già scomparso, e ovviamente i due ragazzi non si erano portati l'ombrello.

«Ieri al luna park ho fatto morire di paura Rachel» annunciò il riccio mentre Louis alzava lo sguardo su di lui.

«Che peccato però, siamo stati tutti e quattro al Luna Park e non ci siamo incontrati per niente.»

Ma Harry continuò. «Eppure aveva lo sguardo perso nel vuoto quando siamo saliti sulla navicella. Sono proprio una testa di cazzo a non essermene accorto. Nonostante lei mi stia ripetendo in continuazione di non prenderla, mi sento proprio un coglione.»

Louis si alzò in piedi e gli si avvicinò, appoggiandogli una mano sulla spalla. «Dai Harold, un piccolo spavento non è niente di che. Ieri Ivy rischiava seriamente di vomitarmi addosso. Vedrai che non sarà questo a fermarci» gli disse, abbozzando un piccolo sorriso. Harry spiegò le labbra in un riflesso involontario e, riafferrando lo zaino dai suoi piedi, se lo riappoggiò sulle spalle.

«Andiamo via adesso, altrimenti la pioggia ci becca in pieno e non ho nessuna intenzione di tornarmene a casa fradicio dalla testa i piedi.»

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Louis sollevò le spalle e lo seguì, uscendo rapidamente da Hyde Park e immettendosi nelle strade trafficate dagli impiegati e dai lavoratori. Londra era così grande che non sarebbero mai riusciti ad individuarle, soprattutto in quei giorni poichè il weekend era alle porte.

«Domani andiamo alla festa di Michael?» chiese Louis, fermandosi a guardare le vetrine dei negozi.

Harry uscì in fuori il labbro inferiore. «Certo, perché non dovremmo?»

«In caso Ivy e Rachel..» iniziò Louis, ma poi si zittì. «Nah, perché dovrebbero stare con noi? Vorranno sicuramente stare con le amiche.»

Harry lo guardò, assottigliando gli occhi. «Non diamo tutto per scontato. Magari ne potremmo riparlare con loro normalmente» affermò, sorridendo con un angolo della bocca.

Louis scoppiò a ridere, e alcune donne si girarono dubbiose nella loro direzione.

«Non dermordiamo eh, Harold?»

«Posso fare figuracce, ma si tratta sempre di me e te. Non potremmo sprecare occasioni del genere!» disse ridendo a sua volta, sebbene comunque non la pensasse esattamente così. Non da un po' di tempo, ormai. Chissà perché non era più interessato a giocare con le ragazze come avrebbe fatto fino a circa due settimane prima. Le loro abitudini stavano cambiando troppo rapidamente, le donne stavano acquistando sempre più potere da esercitare su di loro.

The match || l.t.  h.sDove le storie prendono vita. Scoprilo ora