- Adesso mi spieghi che ti è preso, stupido testa di Pive! - non sono abituato ad urlare contro uno dei miei migliori amici, ma non riesco a contenermi.
Certi giorni Newt è l'amico più sincero della terra, in quei momenti potrei dirgli tutto, sento come se tra noi ci fosse un legame particolare.
Poi ci sono i giorni cattivi, in quei casi è meglio se parliamo il meno possibile, diventa un estraneo.
Questo evidentemente è un giorno cattivo per Newt ma ultimamente per lui sono solo giorni cattivi.
Infatti cerca quasi di ignorarmi, fa finta di non aver sentito la mia domanda ma posso leggere qualcosa nei suoi occhi: qualcosa tipo rabbia.
Newt continua a respirare meccanicamente quello stupido fumo. Il mio istinto mi dice di strappargli quella dannata sigaretta dalle mani e lanciarla in una pozzanghera, non voglio che si faccia del male. Ma mi trattengo, dopotutto la situazione non mi pare nemmeno adatta.
- Rispondimi! - urlo avvicinando mi ancora a lui. La puzza di fumo si fa più forte e sento una scarica di brividi percorrermi la schiena per poi lasciare spazio al freddo, di nuovo.
- Te l'ho già detto, mi stai sul cazzo Thomas - alza di poco il mento e porta in fuori la mascella per recitare uno dei suoi soliti cipigli fastidiosi.
- Bene, quando torni in te fa uno squillo - concludo per poi voltarmi e allontanarmi silenziosamente.
In un momento quel Pive è riuscito a rovinarmi la serata, non ho più voglia di stare qui. Come se non ci fosse più un motivo per rimanere...
Ma è strano.
Molto strano.
Saluto velocemente gli altri ragazzi e Teresa.
Cammino lentamente, penso, non riesco a togliermi dalla testa il mio amico. È un pensiero fisso: perchè mi ha trattato così? Ho fatto qualcosa di sbagliato? Eppure abbiamo sempre parlato di ogni problema. Solo lui sa alcune cose su di me, cose di cui ho paura anche io che riguardano il passato, gli ho detto tutti i miei pensieri su tutto, sempre.
Io so cose che lui non direbbe a nessuno, una di quelle cose, forse la più importante, è la dinamica dell'incidente.
Newt non ne parla volentieri, anzi, non ne parla e basta. Pensa che non ricordare cosa è successo possa guarire la sua caviglia. Io so che sente dolore ogni volta che giochiamo a calcetto, ogni volta che fa tardi a scuola e deve correre, ogni volta che sale le scale ma non lo da a vedere.
C'è chi è bravo a tenere per se il dolore mentale, lui no, lui nasconde benissimo il dolore fisico e non sa coprire i sentimenti.
Almeno, così sembra...
Arrivo davanti al portone del palazzo e frugo nelle tasche per cercare il mazzo di chiavi. Quando tocco il metallo freddo tiro un sospiro di sollievo. Ho sempre l'ansia di perdere gli oggetti importanti, tipo le chiavi, il telefono, la carta d'identità.
Sento uno strano rumore alle mie spalle, mi volto di scatto. Non c'è nessuno ma i rumori continuano e li sento sempre più vicini. L'adrenalina inizia a correre nel mio corpo. In un giorno normale chiamerei questa sensazione paura ma oggi no, oggi è mista alla rabbia.
La rabbia e la vendetta spesso ti spingono a fare cose che da solo non faresti mai; ti prendono a braccetto e ti portano in braccio al pericolo senza che tu te ne renda conto, bendano la paura.
Mi avvicino all'area dove mi sembra di aver sentito il fruscio e cerco di guardare meglio dietro i cespugli per quanto il buio me lo permetta.
La persona, o quel che è, sembra starsene ferma in basso, sotto alle foglie. Senza pensarci due volte tirò un calcio, forte e nella direzione giusta.
Gazza, il gatto della mia vicina di casa, salta fuori dall'oscurità con un verso poco amichevole. L'adrenalina svanisce e mi sento uno stupido.
Scuoto la testa e me ne torno verso il portone. Il gatto mi segue a distanza miagolando, mi fissa con quel suo unico occhio inquietante. Con il buio è ancora più da film horror.
Scuoto ancora la testa e entro nel palazzo.
Una sensazione di disagio continua a seguirmi.
Come se qualcuno mi stesse guardando...
Bebeeeeeeeem
Fine del quarto capitolo :)
Questo era un po' meglio, forse.
Cosa ne pensate dei personaggi?
Aggiorno presto, forse domani.
||Hollynka
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Maze Boy ||Newtmas||
FanfictionSe i soggetti A2 e A5 fossero dei normali ragazzi di sedici anni? Se la C.A.T.T.I.V.O non esistesse? Come sarebbe la vita dei protagonisti di James Dashner in un mondo normale? Prima del labirinto. Prima dei dolenti. Prima dell'eruzione... {Sono pre...
