Tra il vento e la pioggia non si vede nulla. Corro i mezzo alla strada senza preoccuparmi di probabili automobili che potrebbero investirmi: chi uscirebbe con questo tempo?
Tu, cretino tu senza ombrello.
Raggiungere casa mia non è difficile né troppo lungo in condizioni normali ma adesso sembra un'odissea. La cosa che mi fa più paura è la città deserta, le luci spente, le case chiuse.
Scavalco un paio di cassonetti dei rifiuti che sono rotolati giù dal marciapiede e finalmente riconosco l'entrata della mia casa.
Il grande albero di ciliegie che faceva ombra in giardino nelle ore più calde delle giornate estive, è ridotto ad un misero e indecente tronco senza vita in posizione orizzontale davanti al portone della villetta. Questa vista mi turba non poco.
Corro attraverso i pochi metri del piccolo cortile ormai irriconoscibile e busso forte con i pugni sulla finestra. Immediatamente la tendina verde mela della cucina si sposta lasciano spazio al viso di Kate sconvolto.
Apre velocemente i vetri e mi aiuta a scavalcare il davanzale. Solo ora mi rendo conto di essere completamente bagnato.
Che spirito d'osservazione!
Non ho tempo per te...
Novità!
Kate mi abbraccia fregandosene dei miei vestiti gocciolanti e io la stringo al petto fregandomene di bagnarla.
Non la sopporto ma le voglio un mondo di bene. Non mi sarei mai perdonato se le fosse successo qualcosa.
Kate è più grande di me di tre anni ma mi sento comunque in dovere di proteggerla, in fin dei conti sono molto più alto di lei.
- La mamma? - domando allarmato sciogliendo questa insolita e dolce manifestazione d'affetto reciproco.
- Era a casa di zio Matt quando ha iniziato a piovere e ha deciso di passare la notte li, è troppo rischioso mettersi a guidare con questa bufera -
Spiega sfilandosi di dosso la felpa che ho bagnato abbracciandola e cambiandola con una asciutta.
Kate sale al piano di sopra e riscende poco dopo con dei vestiti asciutti per me e delle pantofole.
- Togliti le scarpe che rovini il parquet - ordina.
- Si signore! - esclamo mettendo una mano sulla fronte e cercando di mantenere un'espressione seria. Kate inizia a ridere e mi lancia le pantofole con poca delicatezza.
Cambio velocemente gli indumenti bagnati e mi godo la sensazione dei tessuti caldi e asciutti sulla pelle mentre passo un asciugamano rosso sui capelli.
- Ah Newt, quasi dimenticavo: il tuo portatile... diciamo che, ecco... ha leggermente.. preso fuoco - balbetta, evidentemente si aspetta che io mi arrabbi o inizi a imprecare cercando di rianimare quello stupido computer.
- Me ne farò una ragione - dico sbuffando e lasciandomi cadere con poca delicatezza su una poltrona.
- Uhg... quindi hai smesso di guardare quelle, porcherie? - domanda sempre abbastanza seria.
Faccio cenno di sì con il capo - Non mi servono più, ora ho di meglio sorellina - e dentro di me sorriso compiaciuto pensando al sorriso perfetto di Thomas.
Sorriso...
Problemi?
Forse intendevi culo perfetto
Ci risiamo, taci!
- Il mio fratellino ha trovato una ragazza? - domanda mia sorella con sghignazzando, curiosa come sempre.
- Uhm no, cioè... Uhm..si - perchè queste cose sono così difficili da spiegare?
- 'Uhm si' o 'uhm no'? - chiede lanciandomi un cuscino che mi colpisce in pieno viso.
La ignoro.
- Uhm... più o meno - resto sul vago, per oggi è meglio.
- Uhm - fa lei di risposta non contenta della mia spiegazione.
Forse 'uhm' sarà il vostro 'per sempre'?
Troppo spiritoso, davvero, non respiro...
Colpa della pioggia.
Aiuto.
Il mio pensiero corre subito a Tommy: vorrei avvertirlo, dirgli di non uscire di casa per nessun motivo e assicurargli che sto bene, si, forse dovrei farlo.
Pregando che il telefono fisso non abbia fatto la stessa fine del mio caro e vecchio portatile, digito il numero di casa del mio ragazzo e lancio la chiamata.
Esulto quando sento il primo squillo, segno che la linea non è interrotta ne occupata.
Al primo suono ne seguono tanti altri ma nessuna risposta. Chiamo altre volte, riscrivo il numero per essere sicuro che sia quello giusto ma Thomas non risponde mai.
Mi rendo conto che sto iniziando a tremare, immagino sempre il peggio in situazioni critiche e stavolta non posso farne a meno.
Kate mi studia con gli occhi, probabilmente cercando di capire quale siano i miei problemi.
- Newt, che succede? -
- Thomas - balbetto in preda al panico.
Kate sembra non capire; certo, non lo conosce.
- Un tuo amico? Non risponde? - chiede avvicinandosi alla sedia sulla quale sono seduto e mi mette una mano sulle spalle come in segno di conforto.
- È il mio ragazzo - spiego come se nulla fosse. Quando mi accorgo di cosa ho appena detto un brivido corre lungo la mia schiena e sento il bisogno di sbattere la testa al muro.
Ripetutamente su uno spigolo.
Grazie.
Sempre al tuo servizio.
Fottiti.
Ci pensa Thomas.
Dio...
- Che figo! Ho sempre voluto un fratello gay! Con te ammetto che avevo perso le speranze, mi stupisci sempre Newt! Che cosa dolce! - esclama saltellando con un sorriso che mette in mostra tutti i denti e poi mi abbraccia togliendomi il respiro per alcuni secondi. Restituitemi mia sorella. Anzi no, tenetevela che io preferisco questa.
- Ti prego, non continuare - la imploro, la mia voce è sul punto di cedere, i pensieri al limite e il lume della ragione si è spento da un po'.
- Se vuoi possiamo andare a cercarlo - propone come se fuori non ci fosse la fine del mondo e si trattasse di una caccia al tesoro la mattina di Pasqua.
Ma approvo la sua iniziativa, tutto pur di essere certo che Tommy stia bene.
Bebeeeeem
Si, sono pessima, lo so.
Non ho riletto il capitolo quindi scusate eventuali errori, domani correggo tutto.
Buona notte.
||Hollynka
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Maze Boy ||Newtmas||
FanfictionSe i soggetti A2 e A5 fossero dei normali ragazzi di sedici anni? Se la C.A.T.T.I.V.O non esistesse? Come sarebbe la vita dei protagonisti di James Dashner in un mondo normale? Prima del labirinto. Prima dei dolenti. Prima dell'eruzione... {Sono pre...
