A: Nathaniel
-Newt devo parlarti. Vediamoci alle cinque al parco vicino scuola. Ti passo a prendere ;)
Fisso il telefono da qualche minuto, il mio amico non risponde.
Forse non dovevo mandargli il messaggio? Non devo parlargli?
Non devo dirgli come mi sento?
Come posso parlargli se non so neanche io cosa dire?
Di cosa gli devo parlare?
Perchè tutto questo casino?
Non mi capisco.
Decido di farmi una doccia veloce e poi mi vesto sperando in una risposta del mio migliore amico.
Mentre asciugo i capelli lo schermo del cellulare si illumina e sblocco immediatamente l'aggeggio elettronico. La curiosità mi sta mangiando.
Perchè tutta questa agitazione?
In fondo è solo Newt...
Da: Nathaniel
Hai il prosciutto in quelle caspio di orecchie!? Ma vediamoci comunque.
Ps. Cammino da solo, non ho bisogno del tuo passaggio.
Sono sempre più confuso.
Il mio migliore amico è diventato bipolare o cosa?
Anche io ultimamente sono strano ma non sono impazzito come Newt!
Rileggo il messaggio più volte. Non vuole un mio passaggio? Si arrangia.
Mi accorgo che manca poco all'ora dell'appuntamento e decido di prendere la bicicletta, tanto Newt verrà a piedi.
Appuntamento? Ho davvero detto 'appuntamento'?
Ok, sto impazzendo anche io.
In fondo al garage umido trovo la mia bici rossa e la libero dalle ragnatele e da un po' di polvere. Non sono uno a cui piace fare sport e si vede.
Inizio a pedalare ad un passo sostenuto e sono già abbastanza stanco. Noto che si sta facendo tardi e accelero, quanto i miei polmoni permettono.
Ora posso intravedere gli alberi secolari del parco nel tipico colore autunnale. Amo l'autunno, tutta questa vita 'morta' mi affascina.
Gli effetti dei temporali di qualche giorno fa si vedono ancora nelle strade della città.
Larghe pozze come specchi costeggiano il viale alberato, numerose fosse sono sparse tra il ciottolato.
Vedo una figura alta e magra venirmi incontro, riconosco la capigliatura spettinata e il solito cipiglio autoritario dipinto sul viso di angelo.
Si, sto impazzendo.
Ed è tutta colpa tua Newt.
Il biondo alza una mano in segno di saluto e io pedalo nella sua direzione senza staccare gli occhi del suo corpo.
Lascio che la pazzia divori i miei pensieri.
E, proprio come un povero fuori ti testa, penso a queste cose nei pochi secondi che mi dividono dal mio migliore amico.
- Attento Tommy! - non capisco che Newt mi sta urlando di guardare dove metto le ruote finché non cado in un fosso, con tutta la bici.
È più profondo e più largo di quanto immaginassi, copre completamente me e la bicicletta. Il manubrio è piantato tra le mie costole e il mio braccio è in una posizione del tutto innaturale.
Ho dato una bella botta.
Newt si affaccia e inizia a ridere come un bambino davanti al suo cartone animato preferito.
Le nostre teste sono a pochi centimetri di distanza, potrei toccargli il viso se alzassi una mano.
- Hai finito di ridere? - domando scocciato mettendo un finto broncio.
Smette di ridere rumorosamente ma un grande sorriso continua ad avere il possesso delle sue labbra.
Sono io, sono io la causa del suo sorriso.
So che non dovrei, ma questo pensiero mi fa stare bene.
- Afferra la mia mano, testa di Pive - esclama il biondo sporgendo il braccio destro nella mia direzione. Afferrò la sua mano con una stretta decisa e, al suo segnale, carico il peso sulle gambe e mi do una spinta per risalire verso l'alto. Newt tira la mia mano, forse fin troppo forte, infatti perdo l'equilibrio appena metto i piedi a terra.
Anche il ragazzo di fronte a me non sembra più troppo stabile e cade all'indietro trascinandomi con se.
Mi ci vuole qualche secondo per mettere a fuoco la situazione: Newt è steso a terra a pancia in su, io sono sopra di lui, per fortuna mi sono sorretto con le braccia posizionandole ai lati della sua testa.
Una posizione provocatoria, oserei dire.
Ma quei pensieri abbandonano subito la mia mente malata. Newt mi guarda dritto negli occhi color nocciola e non si muove. I nostri bacini si toccano e le gambe sono sovrapposte scompostamente. La mano destra del mio migliore amico è ancora stretta sul mio polso e l'altra è abbandonata lungo il fianco sinistro in una posizione più naturale.
Mi alzo di malavoglia. Rotolo su un fianco e mi metto a sedere poco distante dal mio amico. Anche lui mi imita e si mette seduto sui ciottoli freddi.
Newt si schiarisce la gola, non ride più, anzi, sembra pensieroso e distaccato.
Ci alziamo in contemporanea e controllo lo stato della mia bici: il manubrio completamente girato e alcuni fili (quelli che collegano le ruote ai freni, credo) sono spezzati di netto, la ruota posteriore ha un taglio ampio alcuni centimetri e la vernice è raschiata in parecchi punti. Oltre tutto, la bicicletta si trova ancora incastrata tra le pietre della fossa.
Decido quindi di lasciarla lì e, forse, tornerò più tardi a riprenderla. Di certo non corro il rischio che qualcuno possa rubarla.
Passo tutto il resto del pomeriggio a camminare di fianco al mio migliore amico, non diciamo una parola per tutto il tempo. Newt tiene gli occhi fissi a terra, io guardo il paesaggio intorno e ogni tanto non posso fare a meno di fermare gli occhi sul profilo perfetto del mio amico.
Ormai questi strani pensieri malati sono così frequenti che non faccio neanche la fatica di reprimerli. Ci sono e basta, cerco di farci poco caso.
Quando Newt chiede che ore sono, dopo molte altre passate in assoluto silenzio nel parco quasi vuoto, noto che è abbastanza tardi e dovrei tornare a casa.
Ci salutiamo senza troppo entusiasmo e torniamo ognuno a casa propria. A piedi.
Questa notte non credo che riuscirò a dormire, ho troppi pensieri per la testa.
Ed è tutta colpa tua.
È tutta colpa tua, Newt.
Bebeeeeeem
Amatemi. Non riesco a tenere gli occhi aperti e ho un dito letteralmente in cancrena, ma ho scritto il capitolo solo per voi.
In più ieri non ho aggiornato e mi sentivo in colpa.
Finalmente questi due Pive combinano qualcosina! Non vedevo l'ora che arrivasse un po' di azione.
||Hollynka
Instagram: @/Fan.gjrl
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Maze Boy ||Newtmas||
Fiksi PenggemarSe i soggetti A2 e A5 fossero dei normali ragazzi di sedici anni? Se la C.A.T.T.I.V.O non esistesse? Come sarebbe la vita dei protagonisti di James Dashner in un mondo normale? Prima del labirinto. Prima dei dolenti. Prima dell'eruzione... {Sono pre...
