1 mila???? Waaaaaa vi amo *-*
Ora vi lascio al capitolo...
- Minhoooo! - urlo da un capo del telefono appena il mio migliore amico intercetta la chiamata.
- Che vuoi? - domanda scocciato. In questo momento mi rendo conto che non riesco a formulare una frase senza iniziare a piangere o ridere.
- Newt... ma che caz... potresti smettere di urlare? Newt! -
- si, okay ci provo... aspetta, no... - un altro spasmo di pianto che non riesco a reprimere.
Non mi era mai capitato di piangere di gioia. È una sensazione allo stesso tempo fantastica e fastidiosa.
Mi sento molto stupido in questo momento.
Tu sei stupido.
Chi lo dice lo è.
Se non ci fossi io...
- Caspio! Non so perché ti racconto queste cose che poi tu mi rinfaccerai a vita: Thomas! - urlo e una nuova risata esce dalle mie labbra.
- Che novità! Raccontami qualcosa che già non so -
- Mi ha invitato... a casa sua! -
Dan dan-dan daaaan!
Silenzio.
Ti piacerebbe.
- Cioè, fammi capire... già scopate? Ah, non sapevo che tra gay fosse tutto così veloce - commenta ma non riesco a percepire del sarcasmo tra le sue parole.
- Sei una grandissima testa di pive! È un incontro tra amici - specifico ricalcando la parola 'amici'.
Non ti piace.
Che...?
'Amici' non ti piace.
- Uhg... per fare? Dio, ho paura della risposta. - dice Minho con un tono poco convinto.
- Devo aiutarlo a scegliere i vestiti per il matrimonio di sua cugina, che dovrebbe essere questa domenica se non sbaglio - queste erano state le parole usate da Thomas per invitarmi a casa sua. Io spero che si tratti di qualcosa di più, ma per ora mi va bene così.
Il mio amico orientale inizia a ridere e sento dei rumori strani dall'altro capo della chiamata.
- Come le ragazzine! Siete messi male! - e continua a ridere.
Perché parlo con lui?
Minho ricomincia a parlare - A che ora questo appuntamento? - sghignazza.
- Non è un appuntamento! -
Vorresti che lo fosse.
No.
Certo, e io mi chiamo Gervinio...
Tu non hai un nome!
In qualsiasi caso non sarebbe Gervinio...
- comunque verso le cinque e mezza -
- Okay, poi ti richiamo per sapere come è andata - risponde il moro.
- Okay - chiudo la chiamata.
Se potessi riassumermi con una parola in questo momento sarei 'ansia'. L'ansia che cammina, reincarnata nel mio corpo.
Mi tremano le mani e ho la continua paura di fare degli errori.
Conosco Thomas da anni, da moltissimo tempo è uno dei miei migliori amici insieme a Minho, abbiamo passato insieme tanto guai, tante avventure, tanti giochi.
Perché mi sono accorto di questo solo adesso? Perché prima non provavo queste emozioni? Né con Tommy, né con nessun altro.
Se fosse solo una fase di passaggio? Un momento di crisi o semplice curiosità?
Se tutto questo finisse e mi accorgessi che è stato solo un abbaglio?
Perché, diciamocelo, io non sono gay, non lo sono mai stato e mi viene difficile immaginare un me senza una ragazza in futuro.
L'unica certezza che ho in questo momento è che sono molto confuso, e non mi conforta.
Secondo Minho prima di giungere a conclusioni affrettate dovrei fare più esperienza, anche se ho paura del suo concetto di 'esperienza'.
Forse dovrei uscire con qualche ragazza o forse andare in vacanza.
Poi ci penserò, ora è tardi e Tommy mi aspetta.
Mi preparo velocemente e lascio un bigliettino sul frigorifero a mia madre per quando tornerà dal lavoro o per mia sorella nel caso tornasse prima del previsto.
Attraverso velocemente un viale alberato e costeggio il parco, il ricordo dell'incidente, se così vogliamo chiamarlo, di qualche giorno fa mi fa arrossire.
In pochi minuti sono in una strada ampia e piena di palazzi e villette, in fondo a questa strada c'è quella di Thomas.
Sono stato in questa casa milioni di volte, ma adesso ho quasi paura ad entrarci.
La villetta bianca è molto ordinata e nel giardino dondola un'amaca rossa spinta dal vento, i cespugli sono come sempre perfetti e il cancelletto basso laccato di bianco aperto.
È molto più ordinaria di casa mia.
Suono il campanello e subito sento dei passi che vengono nella mia direzione. Thomas apre la porta è un largo sorriso di dipinge sul suo volto.
- Ciao Newt! Entra, siamo soli -
È una minaccia?
Un invito a scopare
La mia era una battuta...
La mia no.
Zitto!
Posso giurare di sentire il suo sguardo bruciarmi mentre saliamo le scale che portano al piano di sopra per andare nella camera di Thomas.
Come quando eravamo piccoli mi lancio sul suo letto e mi stendo con la pancia in su. Sorrido e Tommy si avvicina sghignazzando per poi buttarsi a peso morto sulla poltrona morbida che si trova accanto al letto.
Ormai è un rito.
Thomas si alza subito dopo, io invece resto nella medesima posizione. Il mio amico apre un armadio di legno scuro e fruga tra i vestiti per poi tirare fuori due camicie abbastanza eleganti.
Gli indumenti sono appesi a stampelle di plastica colorate che sono tenute nelle mani del moro, che mi guarda con aria interrogativa.
- Quella blu o quella rossa? - domanda scrutando a sua volta le camicie colorate.
- Quella rossa - rispondo. Intanto frugo nei cassetti del comodino per tirarne fuori un pacchetto di patatine piccanti.
- Allora provo quella blu - conclude per poi andarsi a chiudere in bagno.
- Fanculo! - gli urlo dietro mentre rido e il moro ridacchia in risposta.
In pochi minuti torna in camera vestito e pettinato come un bambino al ricevimento della sua prima comunione.
Infila le mani in tasca e dondola leggermente sui talloni guardandosi allo specchio.
Osservo il riflesso del mio migliore amico non riesco a trovarne un difetto. Neanche un fottuto difetto!
Uhg, che schifo...
Ma che dici?
Stai sbavando
- Come sto? - domanda Thomas senza staccare gli occhi dalla sua immagine mentre prova le pose più strane.
- Meglio senza maglietta -
Qui partono gli applausi.
Merda.
Testa di caspio impara a collegare la lingua al cervello!
Merda.
A cosa servo io se non mi dai mai retta?
Merda.
Mi licenzio.
Thomas si gira e mi guarda come se un ufo pieno di piccoli alieni verdi fosse allena atterrato in camera sua. Inutile dire che è più traumatizzato di me.
Ma è colpa sua, ha iniziato lui e sempre lui ha insistito. Questo è cercarsi i guai!
- Merda... questo non avrei dovuto dirlo - abbassò lo sguardo nuovamente alle patatine e noto con disappunto che sono quasi finite. Per alcuni secondi regna il silenzio nella stanza e credo di non riuscire a sopportare oltre questa situazione.
Perché è così imbarazzante?
Tu sei imbarazzante
Non ti eri licenziato?
C'è crisi amico
Thomas muove qualche passo lento verso il letto, ma non voglio alzare lo sguardo, ho paura.
- Invece dovevi -
Bebeeeeeeeeem
Sono crudele, lo so.
Voglio farvi aspettare ancora un po'.
Gn gn
Immagino che alla fine di questo capitolo ci saranno molte promesse di morte.
Bye
||Hollynka
Insta: @/Fan.gjrl
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Maze Boy ||Newtmas||
أدب الهواةSe i soggetti A2 e A5 fossero dei normali ragazzi di sedici anni? Se la C.A.T.T.I.V.O non esistesse? Come sarebbe la vita dei protagonisti di James Dashner in un mondo normale? Prima del labirinto. Prima dei dolenti. Prima dell'eruzione... {Sono pre...
