Sono passati una manciata di mesi da quella notte ma i ricordi sono ancora precisi come una fotografia.
I primi giorni passati nel laboratorio li abbiamo visti come una sorta di vacanza: dormivamo fino a tardi, il cibo in mensa non era male, il pomeriggio potevamo leggere o stare con gli altri e poi di nuovo a dormire.
La scuola non era più stata mai menzionata e questo basta per rendere qualsiasi situazione una vacanza.
Durante i primi tempi pensavamo tutti che entro pochi giorni saremmo tornati a casa, invece non è stato così.
Gli uomini in camice bianco hanno iniziato a dividerci in gruppi sempre più ristretti e spesso eravamo sottoposti a particolari test.
Analisi del sangue e svenimenti erano all'ordine del giorno, iniziammo anche noi ragazzi a indossare tute bianche al posto dei normali vestiti.
Tutta l'ambientazione era un po' surreale e macabra e lo è tuttora.
Da alcune settimane ogni mattina veniamo scortati in laboratori molto tecnologici e degli scienziati ci spiegano le funzioni di varie macchine simili a computer: fili, schermi e telecomandi sono i protagonisti delle nostre giornate.
Ho imparato a localizzare gli animali e seguirne le tracce, controllo giornalmente la crescita di alcune piante a distanza vedendole solo attraverso una schermata sottilissima: eppure tutto sembra così reale.
Negli ultimi giorni ho approfondito alcuni studi sul DNA umano e sulle risposte del cervello dei bambini a determinati impulsi, sembra tutto molto interessante anche per uno come me che ha sempre odiato scienze della terra sin dalle elementari.
Nel nostro gruppo siamo tutti ragazzi dai quindici ai diciannove anni, ci sono solo due eccezioni: Chuck è più piccolo di tutti gli altri, infatti ha circa tredici anni e Teresa perché è una ragazza. Si, la stessa Teresa che ci ha provato spudoratamente con il mio ragazzo se ve lo state chiedendo.
Anche Thomas è nel mio stesso gruppo, siamo tutti accomunati dalla stessa lettera nel codice: A seguita da una o due cifre.
Minho è stato inserito nel gruppo dopo rispetto a tutti gli altri, infatti non voleva mai fare nessun test ed è stato sedato più volte a causa dei suoi comportamenti. Ripete sempre che secondo lui c'è qualcosa di strano in tutta questa situazione e che non si fida delle persone che ci tengono nel laboratorio.
Non ha tutti i torti, anche io mi faccio tante domande alle quali però nessuno risponde, ma non vedo nulla di male in un gruppo di volontari dediti alle materie scientifiche.
Oggi è il 15 gennaio ma io non sento freddo. In questi corridoi sembra estate tutto l'anno.
Esattamente tre mesi fa, il giorno 15 ottobre, un componente del nostro gruppo è sparito; si chiamava Alby ed era più grande di me, alto e robusto con la pelle scura e parlava in continuazione. Thomas e io lo conoscevamo già, frequentava la nostra stessa scuola ma in un'altra classe.
Gli uomini in camice bianco ci dissero che un suo lontano parente aveva deciso di portarlo oltreoceano in un luogo più sicuro.
Seduti su queste sedie di metallo, rigorosamente bianche, continuiamo a svolgere i nostri incarichi con molta calma. Ad interrompere la monotonia è la grande porta scorrevole automatica che si apre producendo un lieve rumore che spezza il silenzio.
Un uomo alto e con un po' di barba sulle guance ci guarda sorridendo, si posiziona al centro della sala e inizia a parlare con uno strano accento.
- Buongiorno ragazzi, vi piace questo gioco? - domanda enigmatico.
Ci guardiamo tutti non sapendo cosa rispondere all'insolita domanda. Thomas si regge la testa su una mano in una posizione molto scomposta ma estremamente dolce.
Sexy
- Presto saprete rispondere alla mia domanda con maggiore precisione - sogghigna ricevendo l'appoggio di una delle infermiere e continua il suo discorso apparentemente senza senso:
- Siete stati molto bravi e collaborativo fino a questo punto - dice con tono severo lanciando una smorfia in direzione di Minho, l'asiatico con tarda a ricambiare con uno sguardo colmo d'odio.
- Abbiamo fatto progressi in pochissimo tempo e, non avendone a disposizione molto, ciò va solo che a vostro vantaggio; da domani inizierete nuove ricerche più particolari e precise, ma oggi, oggi è un grande giorno - esclama compiaciuto - Oggi nomineremo il ragazzo più ammirevole, questo ragazzo sarà premiato da me in persona. - continuando a sorridere fruga nelle tasche e tira fuori un pezzo di carta perfettamente piegato.
- Il merito e le mie lodi vanno a... al soggetto A5! - esclama.
Quando sento pronunciare il mio nome, o meglio il mio codice, rimango molto sorpreso. Guardo Tommy e mi sta sorridendo come per incoraggiarmi. Mi alzo dalla sedia bianca e mi passo una mano tra i capelli biondi.
- Complimenti ragazzino, prendi le tue cose e seguimi ora - dice con tono leggermente più severo.
- Non prendetevela ragazzi, ogni mese premieremo il ragazzo più ammirevole del gruppo, mi auguro che prima o poi la fortuna sarà dalla parte di tutti voi - conclude uscendo frettolosamente dalla porta trascinandomi con lui verso i corridoi.
- A5 cammina più veloce - ogni traccia di insolita cortesia è evaporata come la mia voglia di seguirlo.
Mi guida fino alla fine di un corridoio più largo degli altri e mi lascia in balia di diverse infermiere in camice bianco. Un di loro la riconosco immediatamente: è Aedyn, la ragazza che aveva accompagnato me e Thomas durante uno dei primi test delle WCKD. La sua bellezza non è svanita e le sue mani delicate mi rassicurano un po'.
Una donna più grande entra nella sala con dei vestiti in mano e me li porge: si tratta di una felpa color carne e un paio di pantaloni comodi leggermente più scuri, un paio di scarpe nere che sembrano nuove.
- Vai a cambiarti A5, togliti questo camice - dice severa anche la signora.
- Io mi chiamo Newt - correggo ma a nessuno sembra importare. Perché devono chiamarmi con uno stupido codice?
Preferivo quando Kate mi chiamava con il mio nome intero, Nathaniel, piuttosto che soggetto A5.
Mi sposto dietro una tenda di tessuto spesso e tolgo il camice pulito per indossare questi abiti più comuni.
Un sorriso si dipinge sul mio volto quando noto un segno violaceo all'altezza della clavicola, la mia mente corre a pensare a Thomas.
Si starà preoccupando per la mia assenza? Quando potrò rivederlo?
Non ho neanche avuto il tempo di salutarlo come si deve.
Tommy capirà, questa sera, nel dormitorio, lo stringerò nuovamente a me e gli racconterò di questa strana esperienza. Da domani tornerà tutto alla normalità.
Bebeeeeeeem
Scrivendo questo capitolo mi è venuto da piangere ma non voglio anticipare nulla.
Mancano sono due capitolo alla fine di Maze Boy waaaaaa *-*
In realtà manca un capitolo e l'epilogo che sarà un capitolo un po più lungo, poi capirete tutto
;)
|Hollynka|
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Maze Boy ||Newtmas||
FanfictionSe i soggetti A2 e A5 fossero dei normali ragazzi di sedici anni? Se la C.A.T.T.I.V.O non esistesse? Come sarebbe la vita dei protagonisti di James Dashner in un mondo normale? Prima del labirinto. Prima dei dolenti. Prima dell'eruzione... {Sono pre...
