Ciao, sono io

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"Hello from the other side"
~Hello, Adele

MICKEY

《Buongiorno》 mi sorride il ragazzo moro.
《Buongiorno》ricambio.
So che questa notte è stata sbagliata, ma effettivamente non mi sento sbagliato. Ho scelto ciò che era anche giusto per me, lo so.
Ezra sembra tranquillo. Noto con sorpresa questa cosa, e per confermarne un altra, sussurro:
《Tua moglie e tuo figlio?》
《Matty è a scuola. Nicole ed io abbiamo litigato...》
《Come mai?》avverto nella mia domanda un filo di contentezza.
《Sempre i soliti motivi, comunque, è da sua madre. Spero si sistemi tutto》
《Davvero?》
《È pur sempre mia moglie, la voglio bene.》
Abbasso la testa, un po' sconcertato.
Ezra tenta di cambiare discorso:
《Mickey! Vuoi che ti prepari qualcosa?》
《Non ho molta fame, ti stendi con me?》
《Emh...d'accordo.》
Il ragazzo apre le coperte e me le butta quasi in faccia, devo dire.
Nota il mio petto ancora nudo, mentre lui è già vestito da un po'.
Mi bacia la guancia, ed ogni volta che lo fa, sento dei sensi di colpa.
《È sbagliato quel che stiamo facendo secondo te?》 Comincio io.
《Può darsi.》 Sorride lievemente.

《Ti manca Ian?》 Continua poco dopo.
Annuisco, e lui prova un forte dispiacere. Sa di non essere l'unico nella mia vita, e sa benissimo che uno è più importante dell'altro. Ma se è piu importante, perché sto qui? Perché non sto con lui?
《Provo a chiamarlo》prendo il telefono dal comodino.
Avverto in Ezra un fastidio tremendo.
《Ezra cosa c'è?》
《Te ne andrai, vero?》
Abbasso la testa, incapace di rispondere.
Digito i numeri, sperando in una risposta immediata.

Tu tu. Tu tu. Tu tu.

-- Pronto? -- sento la sua bellissima voce di prima mattina.
-- Ciao, sono io --  sbuffa dall'altro lato.
-- Mickey giusto? Non voglio parlare con te --
-- Ti prego, incontriamoci. Meglio chiarire no? --
-- Dove sei...? --
Non rispondo subito. Ma penso abbia capito.
-- Da Ezra... --
-- Ecco lo sapevo. Addio Mickey. --
-- No, ti prego, non abbiamo fatto nulla, davvero -- odio mentire, soprattutto con lui.
-- D'accordo. Dov'è che dovremmo incontrarci? --
-- A casa nostra no? --
-- a casa mia, volevi dire. --
-- Ti prego Ian non fare cosi... --
-- A Casa mia, stasera alle dieci, okay? --
-- Okay. --
Stacco la chiamata, con un filo di sollievo.
《E così farete pace.》
《Spero di si》
《Okay, d'accordo. Quindi io a che ti sono servito?》
《 mi dispiace, giuro 》
《Non ritornare stasera. Non te lo permetto. 》
《Hai ragione perfettamente 》
Si sposta da me più veloce di una furia disgustato.
《Dai Ezra non fare così》
《Io ci credevo questa notte, e tu hai infranto i miei sogni stronzo.》
《Mi dispiace, lo ripeto. Non è questo il mio posto.》
《Infatti non ci rimetterai piede. Ed io e Nicole abbiamo litigato a causa tua, quindi vattene al più presto possibile!》
《Che è successo? A causa mia?》 Ezra incomincia ad arrabbiarsi sul serio, lo noto dai suoi occhi.
《Gli ho detto di essere gay e che ti amo! Non è stata una bella reazione la sua!》
Abbasso la testa confuso. Ha rischiato tutto per me, sono uno stronzo. Ma non riesco a dire altro che un "mi dispiace".
《Sai dirmi solo questo? Ma che bravo che sei. Wow.》
《Io provo qualcosa per te Ezra, lo sai》
《Davvero? Non mi sembra dato che te ne andrai, come hai sempre fatto. Ti amo da quando avevamo 15 anni. Quindici!》
《Lo so benissimo. Anche io ti ho amato sai?》
《Ma per te io non sono più nulla, mentre io continuo a struggiermi da dieci anni per te.》
《Non pensavo fossi così innamorato.》
Respira affannosamente. Mi alzo quasi di scatto dal letto.
Mi avvicino a lui dandogli una pacca sulla spalla, ma lui si sposta singhiozzando.
《Perché piangi?》
《Va via!》
Lo abbraccio per dargli conforto, ma lo trovo sempre più distante.
《Ian non ti merita》
《Ed io non merito te》
Ci stacchiamo in modo molto sgarbato. Prendo i miei jeans buttati per terra la sera prima e la mia camicia parecchio vistosa. Me l'ha regalata Ian per il compleanno, insieme ad una cena al centro di Chicago. Lui mi ha dato molto, ed io praticamente nulla. Sono stato un anno lontano da lui ed in quel periodo lui era triste ed abbattuto.
Alzo la valigia da terra e la strascino per il pavimento.
Mi fermo un secondo e mi divolgo ad Ezra. Rimane impassibile ai miei sguardi di addio.
《Ciao...》mi fa lui poco dopo.
《Ciao》 trattengo il sottile sorriso.
Sospiro e me ne vado dalla stanza. Sento che la distanza fra di noi è sempre più grande, infatti non sento più il suo magnifico profumo di Moschino che le ha regalato sua moglie l'anno scorso. Nicole merita un ragazzo come lui, io sono solo d'intralcio. E lui è solo d'intralcio tra me ed Ian. Ed anche Alex, ovviamente.
Apro la porta, probabilmente per l'ultima volta.

Solo quando scendo le scale del portico, mi sento spaesato. Non so dove andare, non è tempo di andare a casa mia, sono solo le dieci del mattino.
Potrei andare da Kevin e Veronica, ma loro ormai mi odiano, come tutta la famiglia Gallagher. Potrei andare da Lip e Mandy, ma...si, potrei farlo.
È solo a qualche isolato da qui, non ci vorrà molto.
Mi incammino verso quella che è casa Gallagher Milkovich. Ci sono andato spesse volte con Ian ed Alex, dato che Lip è fratello del Gallagher e Mandy è sorella del Milkovich. Chissà perché queste due famiglie sono sempre state destinate a stare insieme.
Arrivo di fronte la porta e mi sale il panico. 
Sospiro un paio di volte e mi affretto a bussare.
Cerco di nascondere il mio viso innebbiato di vergogna.
Fortunamente mi apre mia sorella.
《Mickey!》
Mandy instintivamente mi abbraccia lasciandosi alle spalle tutto ciò che ho fatto. Ricambio, senza mostrare nessun fastidio.
《Perché sei con una valigia?》
《Ecco, volevo dirtelo...》
"Chi è Mandy?" Sento dall'altro lato.
Viene verso Mandy e quindi anche verso di me Lip, sorpreso della mia visita.
《Fanculo》
《Lip, aspetta》
《Che cazzo ci fai qui?》
《Posso spiegare. Ian mi ha cacciato, non so dove cazzo stare. Lo vedrò stasera, solo per poco, giuro.》
《Intendi stare qua? No caro, non te lo permetto.》
《Ma è mio fratello Lip!》 Interviene Mandy.
《Si ma ha tradito mio fratello!》
La parila "tradito" mi causa un vuoto allo stomaco.
《Okay, ho capito. Me ne vado.》
Mandy è dispiaciuta ma Lip è soddisfatto.
《Sei uno stronzo Lip!》afferma Mandy.
《Lui è uno stronzo!》 Li sento litigare mentre me ne vado. Riesco a causare sempre malori a tutti.
Forse sarebbe meglio farla finita, per sempre. Ma tutta la mia famiglia mi aspetta, e non parlo dei Milkovich, ma di Ian e Alex.

*****

Busso per l'ennesima volta all'ennesima porta.
Lui mi apre, e noto il suo barbaro modo in cui si è vestito.
Ciao, sono io
《Mickey...》
《Possiamo parlare adesso?》
《Avevamo detto stasera.》
《Io non aspetto stasera per rivedere il tuo sorriso. Non aspetto》abbasso lo sguardo, incapace di riformulare la frase.
《Entra Mickey》
Sospiro contento di aver rivisto il ragazzo dai capelli rossi.

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I Gallavich stanno per ritornare insieme? O è solo un vicolo cieco? Mi dispiace per non aver aggiornato il più presto possibile, ma volevo lasciarvi sulle spine.

La frase "Ciao, sono io" deriva da Hello, ormai famosissima canzone di Adele.

"Hello, its me"

Se il capitolo vi è piaciuto, commentate e recensite e buona domenica! ☆

Two hearts || GallavichLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora