Capitolo 5

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La morte... Che cos'è la morte?
E la paura? La paura di morire? Sono cose che infin dei conti si accomunano, vanno a braccetto insieme.
Quando penso a Eiliv penso a questo. Non credo che lui fosse pronto a tutto questo. Parlavamo spesso di quel fatidico giorno in cui saremo saliti al Regno dei Cieli, ma mio fratello non mi aveva mai detto se fosse stato pronto o meno... Dopotutto lui aveva solo ventidue anni quando è morto, non penso fosse pronto. Aveva ancora molto da vivere... E mi dispiace. Mi dispiace tanto non aver potuto fare nulla per salvarlo.
Ricordo ancora il suo viso, i suoi occhi, i suoi capelli, il suo modo di essere, ricordo tutto di lui, come se lo avessi visto soltanto ieri per l'ultima volta... Ma sono passati ormai dei mesi dalla sua morte, mesi da quando il mio villaggio è stato attaccato e saccheggiato dal Popolo del Nord. Ormai posso chiamare Liraæ casa e la sua gente ora è anche la mia gente. Non so cosa possano pensare tutti quelli a cui ho voluto bene, e ne voglio ancora, che mi guardano dal cielo. Saranno forse delusi? Non lo so, sinceramente non voglio saperlo e né tanto meno pensarci.

Guardo l'orizzonte, il sole sta sorgendo. È uno spettacolo davvero meraviglioso.
Sono seduta su uno scoglio in riva al mare, le onde si infrangono sulle rocce e alcuni schizzi di acqua salata giungono fino a me bagnandomi il viso e rinfrescandomi. Finalmente è estate, non aspettavo altro.
Certo, provo un po' di malinconia, l'estate era la stagione favorita di Eiliv. Mi manca tantissimo. Non so che fare.
Fortunatamente le mie giornate sono sempre molto piene e mi tengono distratta da pensieri cupi e tristi, ma quando giunge la sera c'è poco da fare.

-Nissa? Che ci fai qui a quest'ora?- chiede una voce. Accanto a me si siede Olson, persona che ora ritengo come un fratello. È sempre sorridente, da quando sono qui l'ho visto raramente di malumore.
-Mi sono svegliata e non riuscivo a dormire. Tu piuttosto?- chiedo voltandomi verso di lui. Frequentando lui e Astrid ho avuto modo di conoscere anche l'ultimo loro fratello, Günnar, un tipo davvero curioso e affascinante. Ha un bel caratterino, come tutti gli uomini qui a Liraæ tende a comportarsi in maniera autoritaria. Non è scorbutico come suo padre Björn, ma nemmeno gentile come suo fratello Olson.
Günnar è alto e muscoloso, i capelli castani sono lunghi fino alle spalle e leggermente mossi, gli occhi sono grigi e la carnagione è chiara come quella di Astrid.

-Anche io mi sono svegliato poco fa e non riuscivo più a dormire.- rispose Olson sospirando. Riesco a sentire che c'è qualcosa che non va, ma preferisco non indagare e aspettare che sia lui a parlarmene.
-L'alba qui a Liraæ è sempre uno spettacolo magnifico.- commenta il ragazzo appoggiando la testa sulla mia spalla.
-Hai ragione.- rispondo con un sorriso e senza rendermene conto gli passo una mano tra i capelli. È un gesto che facevo sempre con Eiliv. Dannazione, Olson me lo ricorda fin troppo.
-Ieri Thorin ha organizzato una riunione alla Sala degli Scudi.- dice Olson raddrizzandosi. Lo guardo incuriosita, attendendo che vada avanti. È un po' esitante, lo vedo chiaramente. Gli sorrido cercando di infondergli coraggio e allo stesso tempo spronarlo a darsi una mossa. La pazienza non è mai stato il mio forte.

-Ora che sei riuscita a interpretare tutte le antiche rune della tua gente, Thorin vuole subito che ci mettiamo all'opera per recuperare la Spada delle Valchirie.- dice Olson con un sospiro.
-E che cos'ha detto?- chiedo alzando un sopracciglio.
-Ha organizzato un bel gruppo di guerrieri pronti a partire.-
-Chi partirà?- chiedo.
Il ragazzo punta i suoi occhi azzurri verso l'orizzonte e inizia a elencarmi alcuni nomi. Certi li conosco mentre altri proprio no.
-Partirai tu, io, Yngve e Ragnar, Rydell e Astrid, Edzard, Günnar, Gared, Freya, Olaf, Rorik, Eric e altri che ora non ricordo. La lista è piuttosto lunga.- sorride imbarazzato
-Anche Rydell e Astrid?- chiedo sorpresa.
Olson annuisce, -Thorin ha pensato che ti avrebbe fatto piacere averle vicine.-
-Ha pensato bene. Che ne dici? Andiamo a mangiare? Avremo tempo più tardi per parlarne.- dico alzandomi.
-I gemelli sapranno darci spiegazioni più dettagliate. Andiamo.- conclude il ragazzo seguendomi verso il villaggio.

La Spada delle ValchirieDove le storie prendono vita. Scoprilo ora