Se potessi cancellare tutto ciò che è accaduto lo farei. Ci proverei, se ci fosse soltanto un modo per tornare indietro e cancellare tutto, eliminare tutto indelebilmente ... giuro che lo farei subito. Ma sono soltanto una comune mortale, non ho poteri, non faccio miracoli, non ho il diritto di decidere della mia vita, non ho quasi nulla.
Cosa puoi dire a una persona che credevi scomparsa per sempre e che improvvisamente ricompare nella tua vita? Puoi dirgli che ti eri rassegnata? Che avevi accettato il fatto che fosse morto e che stavi andando avanti ed iniziavi a essere di nuovo felice?Beh, felice è un parolone, ovviamente. Ci sono sempre gli alti e bassi della vita, nulla di nuovo. Ma puoi dirglielo? Che andava tutto bene?
Eiliv camminava spedito verso un piccolo boschetto all'interno delle mura. Sembra così carino quel piccolo angolo di paradiso.
-Vengo sempre qui quando ho bisogno di pensare. O quando mi sento solo...- dice d'un tratto, voltandosi giusto un istante prima di guardare nuovamente avanti.
Lo seguo senza dire nulla, continuo a tenere gli occhi su di lui temendo che da un momento all'altro lui possa scomparire. I suoi capelli ora gli arrivano fino al di sotto delle spalle, lievemente mossi ma neri corvini, com'erano sempre stati.-Credi ancora in Dio, Nissa?- mi chiede una volta entrati nel boschetto.
Lo guardo cercando nei suoi occhi un motivo per quella domanda ma non trovandovi alcuna spiegazione.
Scrollo le spalle e annuisco. Lui sorride, un sorriso bello ma dal sapore amaro. Sospira e si siede a terra.
-Io non più.- dice in tono atono, poi alza gli occhi e mi guarda: -Forse mi sono perso. Magari... non lo so. Non so più nulla. Come stai Nissa?-Sento qualcosa di sbagliato, certamente non è più l'Eiliv di un tempo, è sicuramente cambiato, le circostanze lo hanno ovviamente cambiato. Non c'è più innocenza, non c'è più curiosità, gioia e tutte quelle belle cose che la vita ti dona. Ora è freddo, non ha più nulla.
-Sto bene.- rispondo.Lui annuisce e sorride di nuovo, non fa niente a parte guardarmi e sorridere.
-Cos'hai fatto durante tutto questo tempo?- gli chiedo sedendomi accanto a lui, -Come hai fatto a sopravvivere?- dico con più enfasi e prendendogli le mani.
-Ho vissuto qui e... e... Non ho fatto molto, ho letto parecchi libri. Tu?-
-Io vivo con gli Uomini del Nord, stiamo affrontando una spedizione e i monaci ci stanno aiutando. Ci ospiteranno per la notte, grazie!- rispondo poco convinta.Ancora una volta sorride e annuisce, -Lo so, ma cosa state cercando?- mi chiede.
-La Spada delle Valchirie.- rispondo.
-Quindi vi dirigete all'Occhio di Odino.- commenta mio fratello.
Strabuzzo gli occhi e lo fisso a bocca aperta, -Come fai a-
-Saperlo?- dice, ride: -Ho letto parecchi libri e su uno di questi c'era, appunto, la famosa leggenda della Spada delle Valchirie.- spiega incrociando le braccia al petto e fissandomi con un sopracciglio alzato e un sorriso sornione stampato in volto.
-Quando mi hanno trafitto, la notte del saccheggio e dell'incendio, eri convinta fossi morto. Ma al mattino mi sono svegliato e non avevo nulla addosso. C'era solo una cicatrice dove la lama è entrata ed è uscita ma nulla di più.- mi spiega alzando un lembo di tessuto.
Indica un punto all'altezza del cuore, la pelle diafana e deturpata da una cicatrice lunga qualche centimetro.
-I monaci hanno detto che ho lo stesso segno anche sulla schiena dove la lama è entrata.- aggiunge comprendosi.Lo guardo sbigottita. Non ci posso credere, la spada doveva per forza avergli colpito il cuore e quindi come fa a essere ancora tra i vivi?
-È incredibile.- dico in un sussurro.
-Già... I monaci vogliono tenermi qui per purificarmi o qualcosa del genere. Non è normale secondo loro.- dice alzando gli occhi al cielo, come se ciò potesse interessargli ben poco.
-Dimmi che per te è normale e avremo di cui parlare.- commento sempre più sbalordita.
Eiliv non replica nulla ma tace e scrolla le spalle, lasciando calare il silenzio per un po' di tempo.***
Cala la notte e i confratelli ci hanno preparato degli alloggi all'interno del monastero. Riesco a sentire il disagio che invade ogni singolo uomo del nord. Pagani in mezzo a cristiani, è quasi divertente.
-Allora, com'è andata con tuo fratello?- mi chiede una voce femminile bella squillante.
Mi volto di scatto ritrovandomi faccia a faccia con Rydell, dietro di lei c'è Astrid, seguita da Ragnar e Yngve.
Tutti mi fissano incuriosita.
A mia volta fisso loro incuriosita.
-Mi... sono... persa qualcosa?- chiedo alzando un sopracciglio.-Sappiamo che lui sa che tu sai. Avanti parla.- intima Ryd incrociando le braccia al petto.
-Voi sapete che lui sa che io so che cosa?- chiedo sempre più confusa.
-La spada, ragazza! Parla!- sbotta la bionda dandomi una leggera spinta.
- Ah ecco! Sii più chiara la prossima volta!- replico passandomi una mano sul volto.
Mi siedo sul mio giaciglio di paglia e gli altri si siedono intorno a me.Prendo un bel respiro e faccio mente locale.
- Non c'è molto da dire, in realtà. Non è più molto loquace. È molto generico, dovrei passarci più tempo ma...- non finisco la frase, la lascio in sospeso alla ricerca delle giuste parole.
-Ma?- chiede Yngve prendendosi il viso tra le mani e poggiando i gomiti a terra, come se stesse ascoltando una favola.
-C'è qualcosa nei suoi occhi...- dico mentre il volto pallido di mio fratello irrompe nei miei pensieri con violenza.
-Che cosa?- mi chiede Ragnar questa volta, lo sguardo vigile e i capelli che gli ricadono, disordinati, sulle spalle.
- Non lo so... qualcosa di sinistro. Non sembra più mio fratello.- cerco di spiegare in poche parole.-Sarà per questo che la rossa lo vuole morto.- dice Rydell scrollando le spalle.
Indirizzo il mio sguardo verso la bionda dagli occhi verdi.
-Che hai detto?- chiedo.
Mi rendo conto che non sono l'unica a guardarla in modo strano. Tutti si stanno chiedendo la medesima cosa: di che sta parlando?
- Non l'avete visto?- chiede Ryd guardando i suoi fratelli. I gemelli si scambiano un'occhiata incerta, alla fine è Yngve a parlare:
-Nissa, Eiliv deve venire con noi.--Immagino non mi direte il motivo, come al solito.- rispondo senza nemmeno provare a chiedere il perché.
-Beh... perché se sa qualcosa è meglio che venga con noi.- dice Ragnar con tono ovvio.
Gli lancio un'occhiata e lo fulmino sul posto.-Era quasi meglio se stavi zitto.- commento.
-Dici che questi cristiani ci possano dare qualcosa per accamparci fuori la notte? Quando ripartiamo dico.- mi chiede Astrid speranzosa.
Capisco che si sia stancata abbastanza di dormire sull'erba o nel fango, questa notte ci va proprio bene.
-Credo di sì, dovremmo chiederlo a Eiliv per esserne più sicuri. Ma... dov'è Olson?- chiedo cambiando discorso.
Vedo Rydell raddrizzarsi e guardarsi intorno. Si alza. Inizia a girovagare alla ricerca del moro.-È normale. Ogni tanto fa queste cose. Credo sia troppo innamorata di quel ragazzetto.- dice Yngve passandosi una mano tra i capelli biondi.
- Non so con che criterio tu possa avanzare una critica del genere.- sbotto alzandomi e raggiungendo la porta di legno scuro.
Esco.Notte buia, niente stelle.
Capitolo corto ma finalmente sono tornata! Cercherò di essere più presente, dal prossimo capitolo inizia il vero viaggio e speriamo che la fantasia e il caro Odino mi assistano!
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La Spada delle Valchirie
DobrodružnéChe cos'è la Spada delle Valchirie? Da chi è stata forgiata? Quale sarà il destino degli uomini una volta entrati in suo possesso? Qual'è la verità? 661 d.C. Scandinavia In seguito alla distruzione del suo villaggio per mano del Popolo del Nord, Nis...