Era ora. Michael sarebbe tornato quello stesso giorno. Quella mattina Federico si era alzato con un sorriso stampato in faccia. Avrebbe rivisto il suo Mik dopo una settimana. E sarebbero finalmente stati insieme. Non era pronto a fare coming out, ma era pronto a stare con Michael.
Lasciare Giulia era stato difficile, soprattutto quello successo dopo, tutte le insinuazioni, tutte le domande, da sua mamma ai giornalisti, non facevano che chiedergli se i rumors della separazione fossero veri e perché fosse avvenuta in modo cosí affrettato. Non ne poteva più. Era stata una settimana pesante.
Era pronto a rivedere Michael. Doveva rivederlo, non riusciva più a stare senza di lui. Gli mancava.
Quella mattina appena alzato, si era vestito e aveva mandato un messaggio a Michael chiedendogli quando sarebbe atterrato a Milano. L'altro gli aveva risposto subito, probabilmente era già in aereoporto, pronto a partire, pensò Federico. Michael sarebbe atterrato a Milano dopo tre ore.
Sarebbe andato in aereoporto ad aspettarlo. Aveva deciso. Sapeva che poteva essere pericoloso, che potevano essere visti, ma gli mancava così tanto che mandò a fanculo tutto, doveva vederlo il prima possibile, di persona, voleva abbracciarlo, rendersi conto che non fosse tutto un sogno.
Così se ne fregò delle conseguenze e, dopo aver fatto colazione, si mise in macchina e guidò fino all'aereoporto.
Arrivò con un oretta di anticipo, così decise di sedersi in un bar davanti all'uscita da dove sarebbe uscito Mik e gli mandò un messaggio, sapendo che probabilmente non l'avrebbe nemmeno visto, che l'avrebbe visto dopo essere atterrato, ma non riuscí a trattenersi. Era troppo felice.Mi manchi moltissimo. Sbrigati. Ti aspetto <3
Probabilmente era il messaggio piu smielato che avesse mai scritto. Non si era mai lasciato andare così facilmente, ma più si avvicinava il momento di riabbracciare Mik, più in lui cresceva una felicità smisurata. Non si era mai sentito così.
Mancava mezz'ora...
Un quarto d'ora...
Stava controllando l'orario, quando i primi passeggeri inziarono ad uscire. Pagò velocemente e si alzò in piedi, andando a posizionarsi davanti alla porta. Era arrivato il momento. Stava per cominciare una nuova avventura. Si alzò in punta di piedi per vedere meglio. Tra la folla di gente che si ammassava al ritiro bagagli, scrutò una massa di ricci volta di spalle, era difficile non notarlo con il suo metro e novanta d'altezza. Aveva il cuore che galoppava, ma riuscí a darsi un contegno, non poteva saltargli adosso davanti a tutti.
Lo aspettò con ansia, in piedi in prima fila. Quando finalmente se lo ritrovò a pochi metri di distanza, il tempo si fermò.
Einstein una volta disse che il tempo si muove a velocita diverse, e aveva ragione. Fu un secondo che durò una vita, il più lungo della sua vita Tutto attorno a lui si era fermato. C'erano solo lui e Michael che si fissavano negli occhi, senza muoversi.
Non poteva crederci. Come aveva potuto farlo?
Il suo sguardo si spostò sul biondo al fianco del riccio: Andy.
Quando rivolse lo sguardo di nuovo su Michael l'unica cosa che riuscì a fare fu squotere la testa, come per domandare una qualche spiegazione, per essere rassicurato, magari si era immaginato tutto, e voleva solo avere una conferma ... Ma non fu così e ne ebbe la conferma quando Michael scosse la testa. A quel punto capí: Michael non l'aveva fatto. Non l'aveva lasciato. Lui aveva lasciato Giulia. Lui aveva messo tutto a rischio per Mik. E ora lui tornava, dopo una settimana che non si vedevano, con Andy al suo fianco. Non ci poteva credere. Voleva piangere. Voleva urlargli contro. Ma non ne aveva le forze. Doveva andarsene da li. Ma era troppo tardi ormai. Andy gli si era avvicinato.
"Hi, Fedez!"
"Hi.." Era riuscito a rispondere e a mantenere un certo calma. Non gli aveva spaccato il naso. Era fiero di sé stesso.
"What are you doing here?" gli chiese Andy stupito, girandosi verso Michael e prendendogli la valigia per aiutarlo. Cosa avrebbe dovuto dire? Avrebbe voluto cercare conforto negli occhi di Michael, ma non aveva il coraggio di guardarlo in faccia. Probabilmente Michael capi il suo disagio e con voce flebile e senza mai alzare lo sguardo su Federico rispose ad Andy.
"He's here to pick us up. I called him yesterday, because Antonio, my driver, is home sick, so i asked him. Giusto?" Chiese alla fine, rivolto a Federico, il quale sentendosi tirato in causa, alzò la testa e fissò lo sguardo in quello di Michael. Stronzo.
"Si, é cosí. Lets go then." disse, senza distogliere gli occhi da Michael. Ormai il dolore si era trasformato in rabbia. Lo stava sfidando. Girò sui tacchi e si diresse verso la macchina, senza voltarsi indietro per vedere se i due fidanzatini lo seguissero, ma poco gli importava.
Arrivati alla macchina sentí Andy e Mika discutere su chi dovesse stare davanti. Alla fine fu Andy che prese il posto del passeggero, perché soffriva molto la macchina (o fu quello che capí Fede ascoltando la loro conversazione).
Fede salí in macchina, l'accese e partí. Il viaggio fu silenzioso, fin quando Andy non ruppe il silenzio.
"So, Fedez, how was your week?" La domanda presa alla sprovvista Federico, che dallo specchietto buttò un occhiata a Mika, seduto dietro. Nemmeno lui si aspettava una domanda così.
"Beh.. Non tanto bene.." a queste parole vide lo sguardo di Michael farsi più cupo e interrogativo. Davvero non ha capito?. "Ho lasciato la mia ragazza." Detto ciò, buttò uno sguardo pieno di rancore e di rabbia a Michael, il quale lo guardò stupito e allibito.
Un sorrisetto vendicativo prese forma sulle labbra di Fede.
"Oh, Fedez, im sorry.." rispose Andy.
"No, fa niente. Non era quella giusta. Troverò qualcuno, come tu hai trovato Michael, no?" Non voleva essere così stronzo, non avrebbe voluto lanciare certe frecciatine al riccio, ma stava ribollendo di rabbia.
"Yeah, you're right." disse Andy, girandosi verso Michael con uno sguardo pieno d'amore. Michael ricambiò il sorriso. Ma Federico lo vedeva bene quanto fosse finto.
Stava male anche lui e Federico in quel momento si sentí un pò in colpa per come si era comportato, non sapeva come fosse andata veramente, magari Michael aveva provato a lasciare Andy ma qualcosa l'aveva bloccato, magari la paura...sarebbe stato lecito. Non lo sapeva e quindi non aveva diritto di comportarsi in quel modo. Doveva parlare con Michael, il prima possibile.
Arrivato davanti a casa del riccio, accostò, li aiutò a scaricare le valigie e prima che potessero aggiungere qualcos'altro, dopo averlo ringraziato diverse volte per il passaggio, si mise in macchina e tornò a casa, senza guardarsi indietro. Teneva lo sguardo fisso sulla strada davanti a sé. Non provava niente. Aveva chiuso fuori tutte le sue emozioni. Non si poteva far prendere dall'ansia, prima ancora di aver parlato con Michael. Perché si, a chiunque da fuori poteva sembrare una situazione abbastanza chiara: Mika era tornato con il suo fidanzato e aveva abbandonato Federico, punto. Ma per lui c'era di più, se lo sentiva, non poteva finire così facilmente. E poi Michael non era uno da certe cose. Lui lo conosceva...no?
Appena varcò la soglia di casa si lanciò sul divano, nascose la testa nel cuscino e iniziò ad urlare. Aveva bisogno di sfogarsi.
Prese quindi il telefono, doveva scrivere a Michael il prima possibile, dovevano vedersi e parlare. Quando prese il telefono, notò un messaggio.
Sbloccò il telefono e lesse il mittente: Michael.
Fu un attimo, chiuse gli occhi e sospirò, poi li aprí e iniziò a leggere.Mi manchi anche tu Fede. Mi sei mancato tantissimo. So che ora, dopo avermi visto arrivare con Andy penserai Vaffanculo, penserai che siano tutte cazzate quelle che ti ho detto. Ti sentirai ferito e tradito. Ma non é così, mi sei mancato e io voglio spiegare tutto a te. Ti vorrei spiegare tutto adesso, ma preferisco se parliamo di persona. Che ne dici di domani sera, Andy ha impegno di lavoro, potremo vederci e parlare.
Ne ho bisogno. -MikLesse il messaggio più volte, fino quasi ad impararlo a memoria. Si, il giorno successivo sarebbe stato perfetto. Aveva bisogno di spiegazioni e non avrebbe resistito molto a lungo. Ma si fidò di Michael, sperando che avesse davvero uno scusa plausibile per non aver lasciato il biondo. Rispose velocemente al messaggio.
Domani va bene. Ho bisogno anche io di spiegazioni. Buona giornata Mik.
La rabbia gli era passata. Il dolore era ancora presente, ma si voleva fidare fino in fondo, dopo tutto aveva aspettato una settimana, poteva aspettare un altro giorno.
Grazie. Buona giornata Fede.
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Hard To Resist You
FanfictionMidez! Qualcosa non va. E Mika se n'é accorto. Fedez non l'ha guardato per tutta la durata del live. Perché un tale comportamento? Mika doveva sapere. Erano migliori amici dopotutto.