Colpi e urla mi svegliarono all'improvviso.
'' Sue apri! '' disse qualcuno che, in quel momento, stava bussando con forza alla mia porta chiusa a chiave.
'' Qui stiamo cercando di dormire! ''
''Non me ne frega un cazzo! '' rispose il ragazzo di cui riconoscevo la voce.
Corsi ad aprire la porta e lo trascinai dentro.
''Alla buon ora''
'' Parla piano '' lo rimproverai.
Paul si sedette sul divano e mi fece segno di seguirlo. Feci come mi era stato detto. Il ragazzo con il piercing al labbro mi fece sdraiare e si portò i miei piedi sulle sue gambe.
'' Ho paura di perderti '' sussurrò.
Con fatica riuscii a smettere di fissarlo.
'' L'hai già fatto '' gli risposi.
Aveva iniziato a tremare.
'' Grazie a te ho ritrovato la felicità. D'ora in poi starò con te e non ti lascerò più andare via. Te lo prometto '' disse.
Non potevo crederci.
forse ho sentito male, forse ho sentito male.
Mi alzai. Ora era lui che doveva soffrire, non io. Intanto Serena continuava a dormire, senza far caso a tutto il casino che stavamo facendo. All'improvviso Paul mi prese per un braccio e mi tascinò verso di lui. Mi ritrovai con le braccia attorno al suo collo e la testa appoggiata al suo petto. Sentivo il suo cuore battere velocissimo e ciò mi tranquillizzava. Ormai sapevo cosa fare. La parte della dura non mi si addiceva e, come ogni volta, decisi di credergli. Mi buttò sul divano. Si mise sopra di me. Aveva il respiro pesante e stava sudando. Aveva in mente solo una cosa, a cui io non ero pronta.
'' Paul...non posso...'' dissi.
Fece finta di non sentire. Mi bloccò le mani. Non poteva farlo. Avevo voluto credergli e lui mi ringraziava così? Riuscii a liberarmi in tempo. Mi alzai di scatto e gli dirai uno dei miei schiaffi più forti.
'' Scusa...non so cosa mi sia preso...avevo solo il bisogno di sentirti mia, di sentiti vicina ''.
Mi buttai a terra e iniziai a piangere.
'' Non puoi farmi questo, Paul... Ho scoperto che ti amo, cazzo. Vorrei solo averti accanto. Vorrei avere la possibilità di scappare via dai miei problemi e venire da te. Vorrei solo potermi sedere sulle tue ginocchia mentre mi accarezzi la pancia e mi stringi a te per paura di perdermi. Mi sono innamorata di te.'' dissi infine.
'' Ti darò la possibilità di fare tutto ciò, basta che tu stia al mio fianco. Sono uno stronzo e lo so. La mia vita è questa però. Accettami per quello che sono. Io ti...io tengo a te, ma ho degli amici solo grazie al mio stile di vita. Senza di loro non avrei nessuno'' confessò lui.
'' Avresti me '' sussurrai dandogli dei baci sul collo.
Si allontanò.
'' Non posso, io sono così. Ho bisogno dei miei amici. Se non ti va bene ciao.'' rispose.
Stava per uscire, ma sta volta lo bloccai io. Lo misi con le spalle sulla porta e iniziai a baciarlo passionatamente. In quel momento avevo solo bisogno di lui. Quella sera non facemmo altro, ma dormimmo insieme.
'' Sveglia '' sussurrai dolcemente all'orecchio di Paul.
'' Bellissima anche struccata '' commentò.
Rimasi un attimo ad osservarlo.
'' Che c'è? ''
''Vorrei potermi svegliare così tutti i giorni. '' risposi.
Sospirò.
'' Devi avere pazienza, okay? ''
''Voglio svegliarmi fra le tue braccia, con i tuoi baci. Voglio essere la prima a vederti con i capelli spettinati. Voglio essere la prima a vederti in pigiama con le occhiaie che toccano terra. Voglio svegliarmi con la tua felpa addosso. Voglio svegliarmi accanto a te. Non riesco più ad aspettare. '' dissi infine.
Mi baciò la fronte e tornò a dormire. Gli scrissi un bigliettino in cui gli dicevo che andavo a fare colazione con Serena e glie lo lasciai sul comodino. Non accennai nemmeno al nome di Joseph. Dopo quello che era successo la notte prima, non sapevo più cosa aspettarmi da Paul. Arrivai al bar e baciai sulla guancia i miei amici.
'' Dopo io e te dobbiamo parlare '' mi sussurrò Serena.
Okay, devo pensare una scusa alla svelta.
'' Ti ho sognata '' disse Joseph rivolgendosi a me.
Cambiai discorso. Passò una mezz'oretta prima che arrivasse Paul. Non era solo. Conoscevo quella ragazza. Angelica saltellava di qua e di là come una stupida.
Tesoro mio lui ti usa come copertura. Sfigata.
Paul e la sua accompagnatrice si sedettero vicini e io feci lo stesso con Joseph. Amavo stuzzicare il mio cattivo ragazzo.
'' Non trovi anche te che quella sia solo un' oca presuntuosa? '' mi sussurrò all'orecchio Joseph.
Risi.
'' Cos'è che vi fa tanto ridere, se posso sapere. '' domandò Serena senza ottenere una risposta.
'' Siete veramente una bella coppia '' commentò Paul infastidito.
Guardai l'orologio. Ero in ritardissimo per la lezione di letteratura inglese. Corsi in classe. Paul venne con me.
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La voce ritrovata
Ficção AdolescenteNon avrei mai pensato di potermi innamorare di Paul. Lui coraggioso e intrepido, io, invece, sono solo una ragazza come le altre. Una che non sa pensare da sola, una anche troppo sensibile e che sta sempre sui libri. Eppure è successo. Mi sono innam...
