La voce ritrovata - una gita alla collina-

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Senza volerlo sbattei la porta troppo forte e svegliai la mia coinquilina. 

"Sue passa la notte fuori, qui sta succedendo qualcosa!" Commentò lei, ma io la ignorai.

 Andai a coricarmi. Ad un certo punto Serena si alzò di scatto e corse in bagno a vomitare. 

"Ho bevuto un po' troppo" spiegò, poi guardò l'orologio.

 "Oddio, sono le 6.15 cosa ci faccio alzata? Io torno a dormire" si lamentò, ma io non risposi.

Mi ero isolata da tutto e da tutti. Scoppiai a piangere. Ero imbarazzata perché non volevo farmi vedere da Serena così. Lei mi venne in contro e si sedette ai piedi del letto.

 "Tesoro, cos'è successo?" 

"Paul..." risposi, ancora con le lacrime agli occhi. 

La mia amica mi asciugò le guance.

 quanto vorrei essere come lei, bella, dura fuori e con un animo buono dentro, simpatica e divertente.

 Io mi odiavo! A parer mio ero solo una ragazza grassa e sfigata. 

"Cazzo, quello deve capire che ti deve lasciare in pace. Tu non sei come le altre. Lascialo perdere è solo uno sfigato" mi raccomandò lei risvegliandomi dai miei pensieri. 

Senza dire nulla la abbracciai forte e poi tornammo a dormire.

La sveglia iniziò a suonare alle dieci, ma la ignorai. Mi alzai verso le 10.30. Guardai in direzione del letto di Serena. Non c'era. Vidi subito un foglio sul mio comodino. Serena mi aveva invitato ad andare al bar con lei alle 10.00. Quando mi resi conto di che ore erano andai velocemente a lavarmi e vestirmi. Accesi il telefono e vidi che la mia amica mi aveva mandato già due messaggi. Presi le mie cose e la raggiunsi. Mi sedetti al suo tavolo.

 "Hei Sue, non mi saluti?" Mi domandò Joseph. 

"Scusa, sono ancora mezza addormentata. Non ti avevo visto." Mi giustificai. 

Ordinammo. Io presi un caffè macchiato e una brioche. Mentre aspettavamo che ci portassero la colazione arrivò lui.

 "Scusate mi ero dimenticato di dirvi che ho invitato Paul" disse Joseph. 

Guardai Serena. Mi prese la mano e me la strinse forte. Intanto il ragazzo con il piercing al labbro non mi toglieva gli occhi di dosso facendomi sentire a disagio e per di più si sedette vicino a me.

 questo è veramente stupido!

"Ti sono mancato?" Mi sussurrò all'orecchio.

 Non gli risposi. Dopo aver mangiato andammo a fare un giro. Joseph si offrì di portarci nel suo luogo preferito a condizione che non lo avremmo detto a nessuno. Camminammo fino a che la strada non finì. Il mio amico scavalcò la transenna. Lo seguimmo e arrivammo su una collinetta. La vista era strepitosa. Ci sedemmo e dopo qualche minuto qualcuno appoggiò la sua mano sulla mia. Mi girai e vidi Joseph. Stavo per allontanarmi quando con la coda dell'occhio vidi Paul che ci osservava in cagnesco. Appoggiai la testa sulla spalla del mio amico e osservammo per circa un'ora il paesaggio. Ci stavamo divertendo molto. Serena rideva, Joseph raccontava barzellette e io intanto mi godevo quel momento fino a che Paul incazzato si alzò e se ne andò. Mi sentii subito in colpa. 

"Vado io" dissi.

 Joseph guardò Serena, che gli fece un cenno con la testa. Raggiunsi subito il ragazzo cattivo da cui non riuscivo a star lontana. Gli presi il braccio e lo fermai. 

"Che cazzo vuoi? Torna da quel tuo amichetto sfigato come te, piccola bimba viziata" 

"Mi spieghi cosa ti è preso?" domandai.

 "Non ti devo alcuna spiegazione! Stammi alla larga okay?"

 "Okay..." risposi. 

Tornai a casa e mi buttai a letto.

 Cavolo, ho lasciato Serena e Joseph da soli!

Presi velocemente il telefono e mandai un messaggio alla mia amica. Andai a dormire. 

"Sveglia!!!" Mi urlò nell'orecchio la mia coinquilina. 

Scattai in piedi. 

"Sono le 7.00 ti va di venire ad una festa alla confraternita con me e Joseph? Non accetto un no come risposta."

 "Okay..." risposi. 

Sembrava stupita.

 "Però..." continuai, 

"Non ho vestiti adatti".

 "Ci penso io " disse infine Serena.

 Dopo qualche minuto mi portò un vestito nero molto scollato che arrivava poco più su delle ginocchia. Osservai l'abito perplessa. 

"Non dire nulla, prima lascia che ti vesta e ti trucchi" mi ordinò.

 Decisi di darle retta. tornò dal bagno con una trousse colma di trucchi. Tirò fuori l'eyeliner nero, un ombretto dello stesso colore e il mascara. Dopo un paio d'ore ero pronta. Serena mi aveva fatto anche i capelli ondulati con la piastra. Mi guardai allo specchio. Non potevo credere ai miei occhi! Quella non potevo essere io...ero così sexy. Mi sentivo abbastanza a disagio. 

"Ti piace il tuo nuovo look?" Mi domandò la mia amica.

 Annuii. Appena uscimmo dal college trovammo Joseph che ci aspettava. Rimase a bocca aperta vedendomi. Non ero abituata a tutte queste attenzioni.

 "Sei...bellissima!"

 "Guarda che ci sono anche io!" Disse ridendo la mia coinquilina.

 Andammo alla festa. Fuori dall'edificio c'erano ragazzi che bevevano, fumavano e si picchiavano. Tutto ciò mi riportava indietro nel tempo quando mio padre mi menava e mia madre piangeva in un angolo senza poter fare nulla per me. Come sempre cercai di scacciare quel pensiero. Entrammo. Musica a tutto volume, vetri ovunque e persone che limonavano in tutti i posti possibili. Non ero abituata a tutta questa confusione. Eravamo appena entrati, ma io già volevo andarmene. Vidi Paul in cima alle scale. Domandai a Serena cosa ci facesse qui  e mi spiegò che viveva qui. Non so bene il perché, ma un po' mi dispiaceva per lui. Appoggiammo le giacche sul divano e ci dividemmo. Decisi di seguire Paul. Lo vidi entrare in una stanza. Chiuse a chiave la porta. Iniziai ad origliare.

 "Cosa mi sta facendo quella ragazza?"

 "Amico, devi farmela conoscere. Se ti fa quest'effetto dev'essere veramente uno schianto...e forse è anche brava a letto" 

"stronzo!" Disse Paul.

 Sentii urla e oggetti volare via. Scappai al piano di sotto. Corsi da Serena. Volevo raccontarle ogni cosa, ma poi decisi di lasciar perdere. Joseph mi raggiunse e mi offrì una bibita alcolica. Non l'avrei mai detto, ma accettai. Passarono circa due ore da quando avevo sentito Paul litigare con il suo amico e in tutto quel tempo non l'avevo mai visto alla festa. Intanto avevo bevuto circa cinque bicchieri di quelle bibite strane. Mi girava la testa e stavo per vomitare. Corsi fuori e mi lasciai andare. Joseph mi raggiunse e mi tenne i capelli. Appena finii lo abbracciai e lo ringraziai.

 "Di niente" mi disse. 

"Avrò un alito orrendo ora" mi lamentai.

 Mi accarezzò la guancia.

 "non mi importa più di tanto...rimani bellissima comunque".

 Non capivo cosa stesse succedendo. Fece un passo verso di me e cercò di baciarmi. Cercai di spostarmi, ma non ci riuscii. 

"Hai bevuto troppo, Jospeph. Lasciami andare" .

Non mi ascoltò. Intanto era sempre più vicino a me. 

"Ma ci senti? Ha detto che devi lasciarla stare!" Disse qualcuno dietro di me. 

Paul si mise fra me e il mio amico. Iniziarono a picchiarsi. Corsi via.

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