Capitolo 23

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Finalmente, Ciel era riuscito nel suo intento.
Si era divertito con le persone che lo credevano un amico e un alleato.
Si era nutrito dei loro dubbi, dei loro pensieri confusi.
Con l'aiuto del suo abile maggiordomo, Ciel poteva assaggiare per la prima volta l'anima di una persona pura e innocente come lo spirito celestiale di un angelo del Paradiso.
Tutti e tre si erano teletrasportati sull'isola in cui Ciel stesso era morto per la prima volta. Si ricordava il suo corpo nella barca e avvolto da petali bianchi. Sebastian si era preoccupato di lui anche quando gli era stata rubata l'anima e sempre grazie al demone corvino, il Conte era riuscito a tornare in vita.
Per ripagare il suo maggiordomo, Ciel avrebbe condiviso lo spirito di Elizabeth con lui ed entrambi si sarebbero beati del ricco sapore di quell'anima.
Aveva lasciato Richard e Undertaker a occuparsi di Paul che probabilmente si era ripreso grazie alla sua immortalitá e avrebbe ucciso almeno uno di loro facendo guadagnare del tempo a Ciel.
L'isola era coperta dalla nebbia e l'atmosfera era lugubre come dodici anni prima.
Solo nel punto in cui era appoggiata Elizabeth sembrava ci fosse un fieco bagliore di felicitá in quel luogo dimenticato.
Ciel ammirò ancora una volta il viso dormiente della giovane. Aveva un'aria così beata che quasi provò dispiacere per lei.
-:È perfetta:- disse a voce bassa.
Sebastian non aggiunse nulla. Sapeva cosa stesse provando il suo padroncino. Anche lui si era sentito allo stesso modo la prima volta che incontrò un'anima come quella di Elizabeth. Provò amore. Si ricordava ancora come l'amore lo avesse deviato dai suoi doveri di demone e non voleva che quel sentimento incotrollabile facesse perdere il senno anche a Ciel.
Mise una mano sulla spalla del padroncino e gli parlò come un insegnante. -:Bocchan, anche la purezza corrompe, faccia attenzione prima di procedere:-.
Ciel sospirò,-:Lo so bene, ho desiderato così tanto questa ragazza e ora sto esitando come se fossi un principiante:-.
-:Ci sono io accanto a lei, my Lord, adesso la svegli:-.
Il Conte annuì. Cominciò a chiamare Elizabeth e scuoterla leggermente sulla spalla.
La ragazza si svegliò anche se con un po' di fatica. Si stropicciò gli occhi e sbattè le palpebre un paio di volte. Si guardò intorno e quando realizzò di non essere alla villa quasi si mise a urlare, ma con Ciel e Sebastian lì vicino cercò di non panicare troppo.
-:D-dove siamo? Perchè non sono alla villa e più importante dov'è Richard?:- chiese tutto d'un fiato.
Aveva le guance arrossate ma il resto del viso era pallido per la paura.
Ciel la strinse forte, -:Santo cielo Lizzy, stai bene?:-.
Restarono entrambi abbracciati per un po', giusto il tempo per far calmare la ragazza che boccheggiava dal panico ancora in circolo.
-:Credevo fossi morta sciocca!:-
Elizabeth non capiva, di cosa stava parlando Ciel?
Guardò il viso del ragazzo. Per quanto tenebroso questo  apparisse, in quel momento la sua espressione era piena di dolore, la voce era spezzata e dagli occhi scendevano delle lacrime che Elizabeth non si sarebbe mai sognata di poter vedere mentre rigavano il bel volto di Ciel Phantomhive.
Il Conte sorrise per il sollievo e abbracciò di nuovo la ragazza che questa volta ricambiò l'abbraccio.
Sebastian si intromise schiarendosi la gola.
I due si staccarono e Elizabeth si sentiva stranamente felice di vedere Ciel.
Si rese conto di stare guardando troppo a lungo quindi disperse lo sguardo imbarazzata.
-:Immagino tu voglia capire che cosa stia succedendo:-disse Ciel.
Elizabeth si massaggiò le tempie -:È da quando sei arrivato che cerco di capire che cosa stia succedendo..prima i sogni, poi le allucinazioni e ora ecco che mi ritrovo in un isola buia e non so come ho fatto ad arrivarci:-.
Il Conte sorrise, cosa che mise ancora più in imabarazzo Elizabeth. Non capiva perchè, ma su di lei Ciel aveva sempre avuto un effetto seducente, che l'aveva anche portata a pensare cose molto volgari per una nobil donna.
Ciel le prese la mano per confortarla.
-:Molte delle cose che hai vissuto sono reali e tu hai dentro di te un potere conosciuto da pochi, per questo motivo una setta si è organizzata per tormentarti..:-, Elizabeth era sconvolta, non come all'inizio, ma rimase comunque senza parole, -:..Richard e io abbiamo cercato di proteggerti, ti abbiamo portata qui per tenerti lontana dai nemici, la maggior parte è stata battuta ma ne rimane ancora uno che, per quanto debole sia, è immortale e Richard se ne sta occupando proprio in questo momento:-.
Elizabeth era scioccata. Richard e Ciel avevano rischiato la vita per lei e non sapevano nemmeno quali fossero i suoi poteri così tanto strepitosi.
Non pianse. Era addolorata fino al profondo del cuore, la testa le pulsava e le venne un po' di nausea, ma non versò nemmeno una goccia di lacrima. Per tutti quei giorni si era disperata al punto da odiarsi. E ora aveva anche il cuore diviso in due. Un pezzo per Richard e l'altro per Ciel.
Il Conte le prese il viso con una mano e la guardò con il zaffiro che non era coperto dalla bandana. Con un dolce sorriso la consolò e le carezzò la guancia.
Elizabeth cominciò ad avvicinarsi lentamente a Ciel.
-:Mia piccola Lizzy, ci sono io con te:- la rassicurò il Conte con la sua profonda voce.
Elizabeth si sentiva come quando ebbe quella visione con Ciel, lo voleva con tutta se stessa.
Le loro labbra erano distanti di pochi millimetri. Elizabeth guardò la bocca carnosa di Ciel, questa volta voleva assaporarla per davvero.
Spostò lo sguardo sull'occhio di Ciel. Notò una piccola sfumatura rosea che sparì all'istante.
In quel momento il tempo si fermò.
Anzi, continuava a scorrere ma in modo più lento e i pochi rumori che c'erano si sentivano in maniera attutita.
Dietro a Ciel e Sebastian c'era un ragazzino vestito di bianco, i capelli dello stesso colore dell'uniforme e il volto bello come quello di Ciel. Era incatenato e aveva l'occhio destro sanguinante. Quello era davvero Ciel.
L'aspetto del ragazzino era però malridotto. I vestiti erano starappati dalle catene nere e affilate ma stranamente il resto del corpo era intatto. Aveva la pelle di una leggerissimo colore blu che si affievoliva sulla zona dell'occhio sanguinante.
L'espressione era quella di chi fosse resistente a tutto ma che aveva sopportato fin troppo e il dolore stava facendo sentire sempre di più il potere della sofferenza.
Il ragazzino mimò delle parole.
     《Per favore
Ne mimò un'altra.
     《Liberami
Elizabeth era dispiaciuta. Non sapeva come fare.
Non aveva mai avuto l'occasione di studiare le sue capacitá.
Il ragazzino portò con difficoltá la mano alla bocca per indicare le labbra.
E poi Elizabeth capì.
Il tempo riprese a scorrere.
I due si baciarono.
Elizabeth non si staccò, sentì le labbra scottare ma non era per Ciel, era il ragazzino che avrebbe liberato.
Ciel cercò di risucchiare l'anima a Elizabeth, ma non ci riusciva, era bloccato.
Elizabeth lo guardò con determinazione. I suoi occhi brillavano di un azzurro così intenso da riflettere la luce sul volto di Ciel.
Questi si staccò con forza e cominciò ad urlare dal dolore. L'occhio bendato cominciò a sanguinare sgorgando un liquido nero.
Sebastian afferrò il padroncino e tentò del tutto invano di chiudere il sigillo che Elizabeth aveva appena distrutto.
La ragazza aveva ancora gli occhi che scintillavano e pronunciò delle parole che non conosceva. Come era successo con l'angelo.
Pochi istanti dopo, un potente bagliore, rischiarò nell'oscura isola e l'angelo che Elizabeth aveva salvato stava proprio accanto a lei.
-:Salve giovane guerriera, sono stato invocato per un desiderio da te, cosa vuoi che esaudisca?:-.
Il bellissimo angelo le parlò con una gentilezza tale da far perdere il filo logico a Elizabeth.
-:Quale desiderio?:-
-:Non ricordi? Mi hai salvato la vita, per questo, io Jacob, angelo del lotus ti sono debitore...vedo che hai dei problemi con dei demoni, vuoi che li scacci per te?:-
Elizabeth guardò in direzione di Sebastian che teneva tra le braccia Ciel mentre si dimenava dal dolore.
-:Demoni?:-
-:Sì:- rispose Jacob, che non sembrava per niente turbato dallo sguardo schifato di Sebastian.
Anzi, lo salutò come fossero compagni di vecchia data.
-:Baal, come mai così indebolito? Non avrai mica pensato di prenderti l'anima della guaritrice?:-.
Sebastian non ci fece più caso e sospirò.
-:Se non vuoi ricevere risposte sarcastiche ti consiglio di non fare domande stupide:-
-:Sempre il solito spaccone eh?:-
-:Fatti gli affari tuoi pollo da quattro soldi:-
Elizabeth non ci poteva credere.
Un angelo e un demone che se le cantavano a suon d'insulti come ragazzini dell'asilo.
Jacob stava per punzecchiare ancora una volta Sebastian quando Elizabeth decise di zittirli con un forte -:STATE ZITTI!:-
Le due creature mistiche la guardarono con una strana aura di imbarazzo.
-:Jacob:- disse Elizabeth -: il mio desiderio può essere qualsiasi cosa?:-
-:Beh sì:-
-:Bene, allora voglio che lo spirito di Ciel sia liberato:-.
Sebastian era scioccato. -:Questo è troppo anche per te Jacob:-.
Jacob alzò la mano interrompendo il demone corvino e si voltò nella direzione di Elizabeth.
-:Questo richiederá dei cambiamenti drastici, e ti avverto, solo tu saprai di questo, nessuno avrá idea di cosa è successo adesso, sei sicura di non voler prendere il merito per qualcosa di cui potresti essere riconosciuta più facilmente?:-.
L'idea di avere un tale riconoscimento a Elizabeth non dispiaceva ma non voleva che Ciel soffrisse ancora.
-:Sono sicura...e ti prego...fai in modo che anche Richard ottenga un destino felice..:-.
Jacob sorrise, -:Come tu desideri, Oh Guerriera:-.
Sebastian non si era mosso per tutto il tempo. Solo quando tutto il luogo circostante cominciò a brillare intensamente, si rese conto delle catene che lo intrappolavano al suolo in modo da non farlo muovere.
-:E quindi vuoi rendere la felicitá al mio padroncino:- disse a bassa voce.
Intanto Jacob pronunciò una sola ed unica parola sul ciglio del petalo di un lotus.
-:Freedom:-.

Era mattina, le tende erano scostate per far filtrare la luce del sole in modo che Elizabeth si svegliasse.
Si alzò dal letto. Andò al bagno e mentre passava davanti allo specchio si bloccò.
Sulla superficie riflettente c'era l'immagine di una bambina di tredici anni che si fissava incredula.
Elizabeth era tornata ragazzina.
Si vestì di corsa e uscì dalla stanza rapidamente.
Scese le scale rumorosamente e rimase di stucco quando vide tutta la famiglia riunita in sala da pranzo.
La madre di Elizabeth la ammonì per il fatto di aver corso come una pazza per le scale, cosa che non era da signorina.
Seduti al tavolo oltre i genitori di Elizabeth c'era anche Edward che si rimpilzava di dolcetti.
Cosa che fece stupire la ragazza era il fatto che accanto al fratello erano seduti anche Ciel... con i suoi genitori. Vincent e Rachel erano lì con lui.
-:Elizabeth:- la chiamò la madre -:i nostri parenti hanno avuto la sfortuna di perdere la casa in un incendio proprio questa notte quindi resteranno da noi finchè la loro magione non verrá ricostruita..ma, stai piangendo?:-.
Elizabeth stava piangendo senza accorgersene.
Il suo desiderio era stato esaudito e solo lei era a conoscenza del tragico svolgersi degli eventi che sarebbero accaduti se quell'incendio avesse ucciso i genitori di Ciel.
-:È che...sono felice che stiate bene:- disse con un grande sorriso sul viso.
Poco dopo bussarono alla porta.
Era arrivata Madam Red.
-:Buongiorno miei cari!:-
Era la solita e rumorosa zia che di cui si ricordava.
Gli altri la salutarono e Madam Red cominciò a ringraziare i numi per i suoi parenti ancora vivi.
Dopo stritolanti abbracci calorosi, Madam si ricordò di una cosa.
-:Gente, ho una bella notizia, da oggi la famiglia si allarga:-.
Tutti la guardarono con aria confusa.
-:Entra pure figliolo:-.
Dalla porta, fece il suo ingresso un ragazzino alto e magro quanto Ciel ma dalla capigliatura bionda con i boccoli che cadevano su dei grandi occhi verdi.
-:Ragazzi, vi presento Richard Moonlight, l'ho adottato dopo averlo conosciuto nei pressi di una cittadella dove ero in servizio, mi ci sono affezionata troppo e in quel posto girava una malattia che attaccava gli occhi. Gli ho proposto di diventare sua madre e ha accettato:-.
Richard era chiaramente in imbarazzo, non aveva ricevuto mai così tante attenzioni.
Tutti lo fissarono, e mentre Vincent stava per aprire bocca, Elizabeth applaudì -:Benvenuto in famiglia Richard, io sono Elizabeth ma puoi chiamarmi Lizzy, quello che mangia come un pazzo è il mio fratellone Edward e il ragazzo accanto a lui è mio cugino Ciel, spero che andremo d'accordo, non è così zio Vin?:-.
Vincent sorrise sia a Elizabeth che a Richard.
-:Esatto mia cara:-.
Ciel si alzò dal tavolo e andò da Richard.
Gli porse la mano.
-:Onorato:-
Richard gli strinse la mano.
Mentre tutti si erano finalmente riuniti a fare colazione, fuori dalla finestra, sul ramo di un albero, un corvo dalle piume nere e lucide guardava ciò che stava succedendo.
Elizabeth si accorse della sua presenza e con un cenno della mano lo salutò.
Il corvo sembrò chinare la testa.
Forse Elizabeth non era l'unica a non ricordare più niente.

Forse Elizabeth non era l'unica a non ricordare più niente

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Nota autrice:

Ebbene ragazzi, siamo arrivati alla fine.
Dico "siamo" perchè questa storia non sarebbe andata avanti senza il vostro supporto.
Mi sono divertita un mondo a leggere i vostri commenti e anche se so che in molte occasioni mi sono fatta attendere per tempi troppo prolungati spero che comunque anche voi vi siate divertiti.
Questa fan fiction è nata per pura noia e solo grazie a voi sono riuscita a svilupparla in meglio.
Grazie, grazie e ancora grazie! ❤

Kuroshitsuji/Black Butler-Il tempo passa.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora