Londra. Regno Unito.
Mi trovavo all'entrata di un ristorante, come se stessi aspettando qualcuno, solo che non mi ricordavo chi fosse.
Indossavo un vestito lungo fino alle ginocchia color bianco con con sopra ricamate delle rose, abbinato con delle scarpe con il tacco rosse.
<< Hei, amore. >> avrei riconosciuto quella voce fra mille. Si avvicinò un ragazzo con i capelli castani, i suoi occhi erano di un azzuro particolare, erano chiarissimi rispetto a quello delle altre persone, indossava una camicia bianca con sopra un jilet nero e dei pantaloni color grigio chiaro.
<< "amore"? >> chiesi confusa, non credevo fossimo fidanzati.
<< Mi dispiace, non era mia intenzione farti attendere così a lungo, ma mi hanno trattenuto a scuola. >>
Mi diede un bacio a stampo per poi poggiarmi una mano sulla schiena ed aprirmi la porta del locale.
Rimasi sconcertata da quel gesto: Charles Francis Xavier mi aveva appena baciata?
Le sue labbra erano così morbide...
Disse al cameriere il suo cognome e quest'ultimo ci accompagnò al tavolo.
Da vero gentiluomo Charles mi spostò la sedia per aiutarmi a sedermi e poi si accomodò nel posto davanti al mio.
<< Scusami un secondo Charles, ma di cosa stavi parlando? >>
<< Il Preside si é voluto complimentare con me. >> raccontò entusiasta << Dice che gli alunni sono migliorati parecchio rispetto all'anno scorso, e non posso che esserne felice. >>
<< Sono felicissima per te! >>
C'erano alcuni dubbi che mi stavano frullando nella testa: dov'erano i ragazzi? E Moira ed Erik? E come mai non eravamo in America per prepararci per combattere contro Shaw?
<< Gli altri dove sono? >>
<< Chi? >> domandò confuso.
<< I ragazzi: Alex, Sean.. Raven. >> spiegai << Erik? >>
<< Cosa centra Erik adesso? >> sembrava.. Turbato, come se non gli andasse di parlare di lui.
<< Niente.. >> provai a rimediare << Cercavo solo di capire... Non dovremmo allenarci per fronteggiare Shaw? >>
<< Tesoro, >> mi prese la mano ed inizio a farci dei cerchi sopra con il pollice, facendomi salire i brividi << Ti senti bene? Mi stai facendo preoccupare. >>
<< Io sto bene, perché me lo stai chiedendo? >>
<< Abbiamo fermato la Guerra Nuclerare tre anni fa. >> lo guardai accigliata, cosa voleva dire? << Raven é a casa sua e gli altri sono tornati alle loro vite. >>
<< No.. Non é possibile.. Oggi é il 23 ottobre del 1962.. Mi stavate portando in ospedale per via della ferita che ho sul fianco sinistro. >>
<< Ma che stai dicendo? Oggi é il 14 maggio del 1965. >> mi prese la mano e mi aiutò ad alzarmi << Vieni, torniamo a casa. >>
<< Cosa? Sei sicuro.. E la cena? >>
<< Tu non ti preoccupare, penso a tutto io. >> non era arrabbiato, era preoccupato e confuso.
Eppure quella confusa dovevo essere io. Come facevo a ritrovarmi di tre anni nel futuro? O stavo impazzendo o avevo perso la memoria.
Pazza lo ero già, su questo non c'erano dubbi, ma se avessi perso la memoria non me ne sarei dovuta ricordare?
Per tutti il tragitto verso casa mi tenne la mano, per lui doveva essere normale, ma per me fu tutto nuovo.
Mi voltai per guardarlo, per vedere quanto era cambiato nell'arco di tre anni. Non notai molte differenze, ma era rimasto bellissimo.
Charles aprì il portone del palazzo, salimmo le scale e - dopo tre rampe - entrammo nell'appartamento.
Mi guardai intorno, era accogliente.
Nel salotto c'erano un divano e una poltrona rossi, sulle pareti c'erano delle librerie con sopra molti libri e una tv. Mi avvicinai ad una libreria, guardando alcuni titoli. "Ventimila Leghe Sotto I Mari", "I Tre Moschettieri", "Dalla Terra Alla Luna", "Il Giro Del Mondo In 80 Giorni" e molto altri ancora.
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Un Mare Di Pensieri (X-MEN)
Fiksi Penggemar"STORIA SOSPESA" Dal Capitolo 2: Charles tolse la mano e mi guardò, sperando in qualche mia reazione. > > mormorai. Non ne ero convinta, l'uomo ha paura di ciò che non conosce. Semmai avessimo fermato Shaw questo non voleva dire che non avremmo più...
