POV ALEC
La foresta era così satura di umidità che sembrava galleggiare tra le basse strisce di nebbia che, simili alle dita artritiche di una vecchia strega, si facevano strada tra i bassi rami.
Insieme alla mia squadra, composta unicamente da Geneviev, Robert e Renuar, mi spostai furtivamente tra i tronchi degli alberi, usandoli come scudo mentre accerchiaviamo il nostro obiettivo.
Avevamo setacciato ogni angolo delle mie terre, imbattendoci solo dopo parecchie ore in quella che sembrava una fortezza comparsa dal nulla. Era protetta da alte mura ricoperte di edera e ospitava un numero troppo ingente di cavalieri per credere fosse un posto innoquo ed abbandonato. Anche se non indossavano i colori dei Campbell era fuori discussione potessero trattarsi di comuni briganti. Le disposizioni degli uomini erano troppo perfettamente studiate per credere davvero che non fossero dettate da anni ed anni di esperienze militari.
Mi accucciai accanto a un cespuglio, in attesa che Robert - il nostro tiratore migliore- prendesse posizione al limitare della foresta per puntare l'arco con la freccia infiammata sulle torrette di guardia in lontananza.
A pochi passi da noi Geneviev sollevò tre dita per segnalare la presenza di tre uomini in ognuna delle torri.
Renuar, che si trovava a una decina di metri da noi, alzò un pugno e segnalò di essere pronto, quindi insieme a Geneviev scomparve dirigendosi a ovest. Il loro compito era piazzare la polvere nera per fornire un diversivo mentre mi intrufolavo tra le mura di cinta e per eliminare eventuali cavalieri che si fossero messi sul mio cammino.
Prima che potessi entrare in azione, Robert scoccò la prima freccia. La seguii con lo sguardo e quando colpì una delle guardie, rimasta un po' in disparte per tenere monitorato il perimetro rivolto alle montagne, dovetti far ricorso al mio addestramento per non catapultarmi nella fortezza a spada sguainata, annientando ogni cosa che mi sbarrasse la strada.
Se non fosse stato per il fatto che nessuno di noi aveva la pallida idea di dove stavano tenendo prigioniera Nadine, e che quindi poteva finire involontariamente colpita dal fuoco incrociato, avrei senz'altro mandato a monte il nostro piano e decimato ogni essere vivente presente.
Intuendo il mio stato d'animo, Robert mi mimò con le labbra "stai calmo" prima di tornare accucciato in una posizione simile alla mia, in attesa di sentir esplodere la polvere nera.
L'avevo escluso dalla mia legione di cavalieri, concedendogli il lusso di restare a difesa del mio castello durante una delle battaglie più importanti della guerra civile inglese solo per via della ferita al costato che stentava a guarire, infiammandosi e infettandosi ogni volta che sforzava il proprio fisico. Chino sul suo arco, con un'espressione di intensa concentrazione mentre puntava il suo obiettivo, impersonificava la figura del perfetto assassino, sebbene i suoi occhi colmi di bontà non dessero la stessa impressione.
L'istante successivo fece scoccare un'altra freccia e soltanto un minuscolo movimento soddisfatto del labbro mi fece capire che aveva colpito il secondo bersaglio. Nello spazio di due secondi estrasse un'altra freccia dalla feretra ed abbattè il terzo uomo sulla torretta, poi inclinò l'arco lievemente a destra e colpì anche l'ultimo uomo, già pronto a lanciare l'allarme.
Quindi dimenò il pugno in aria per segnalare a Geneviev e Renuar il suo successo.
Mi sollevai di poco, pronto a scattare in avanti, cercando di mantenere lucidità. Calma, Alec. Calma! Ripetei nella testa.
E finalmente due poderose esplosioni fecero tremare la terra, dandomi il via. Mi issai sulle ginocchia e mi fiondai in avanti, correndo nel groviglio di vegetazione, usando la spada per tranciare di netto i rami che rallentavano la mia corsa e limitavano la visuale.
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VOGLIO CHE TU SIA MIA
ParanormalTERZO E ULTIMO LIBRO DELLA TRILOGIA "SE TI PRENDO SARAI MIA". Primo libro: Se ti prendo sarai mia Secondo libro: Sei mia per diritto Terzo libro: Voglio che tu sia mia Si suggerisce di leggerli in sequenza.
