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Quelle labbra fredde si separano lentamente dalle mie, ma gli occhi di Jeff, altrettanto glaciali, le fissano con insistenza.
"Sei un mostro", accenno con voce sommessa, per poi allontanarlo con veemenza e dirigermi rapida verso la porta.
"Basta scappare. E' proprio perché avevo il terrore di cosa avresti potuto ricordare che non volevo dirti tutta la verità, ma tu non mi hai lasciato scelta. Avevi bisogno di sapere e stavi male, cosa potevo fare? Non sono più un mostro." cerca di chiarire seguendomi,
"Mi fidavo di te, di tutti voi, ma adesso non ne voglio più sapere. Non cercarmi mai più. ", affermo con decisione,
"Deduco che hai rimembrato solo pezzi negativi del passato. Emma presto o tardi ricorderai ogni cosa e non la penserai più in questo modo.".
Questa frase mi incuriosisce a tal punto da farmi voltare istintivamente, ma Jeff è sparito.
Passeggio tra stradine mai viste mentre immagini scollegate scorrono nella mia testa, che inizia a pulsare sempre di più.
Scene di violenza, corpi agonizzanti, urla di dolore e una risata malefica di una figura da me conosciuta, fa da sfondo a tutto questo.
Un bacio per capire?
La mia vita si è trasformata in un groviglio complicato e prepotente di situazioni surreali; come un bambino viziato, che urla, schiamazza e rompe tutto ciò che trova finché non ottiene il giocattolo bramato, rendendo l'ambiente circostante un disastro cronico.
Ogni passo è più pesante, ogni suono diventa insopportabile e come in un ciclo vizioso la mia mente rievoca ombre deformate.
Ombre che hanno una sola cosa in comune: sono state assassinate da lui e marchiate da un sorriso scolpito con il suo coltello, lungo le loro guance.
Vittime innocenti che chiedono aiuto.
Perché vedo tutto questo? Cosa c'entro io?
Jeff, un serial killer dichiarato che irrompe nella mia vita fingendo di conoscermi, di essermi amico e di volermi bene.
E Cora? Lei lo sa, giusto?
Dovrei contattare la polizia?
Decido di chiamare mio padre, prima di fare qualsiasi altra cosa.
Dopo aver preso in mano il cellulare però, scorro la rubrica e in una frazione di secondo i miei occhi leggono 'Mamma'.
Mi manca da morire.
So di non poterla riportare qua con la collana, per il fatto che ho desiderato che se ne andasse lontano mentre dormivo, in modo inconscio. Ciò non può essere annullato.
La chiamo.
Uno squillo, un'altro, un terzo e così via fino al quinto.
Sento un respiro dall'altra parte, è pesante e anonimo.
"Mamma?" domando con voce tremante e stringendo con entrambe le mani il telefono; sperando in una risposta,
"Mi spiace, ha sbagliato numero. Io non ho figli", riattacca.
È la sua voce. Ne sono sicura.
Perché ha detto che non ha figli?
Provo a richiamarla, ma non risponde, così le lascio un messaggio in segreteria:
"Ho bisogno di te", urlo e non appena termino la frase, le lacrime invadono il mio volto.
Piango, camminando tra le vie buie della città, senza una meta, senza voler tornare a casa, con il mal di testa e ricordi orribili che non accennano a smettere di tornare a galla.
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MAKE a WISH and GO TO SLEEP #wattys2017
Fantasy[Wattys2017] 🌑🌒🌓🌔🌕 #15 in fantasy dal 19/07/17 #21 dal 18/07 #27 dal 17/07 #44 dal 13/07 #47 dal 06/07 #54 dal 05/07 #56 dal 03/07 #63 dal 02/07 #67 dal 22/06 al 24/06 #101 dal 18/06 al 21/06 🌖🌗🌘🌙🌚 Emma Colemman si risveglia da un coma dur...
