Capitolo 1

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Mi rigiro nel letto sentendo mia madre che mi chiama dal piano di sotto. Lunedì. Il giorno che ogni settimana segna l'inizio della mia solita e noiosa routine.
Dopo cinque minuti in cui provo ad accettare il fatto di dovermi alzare, sento mia madre salire le scale per venire a svegliarmi data la mia scarsa voglia.
Entra nella mia stanza e senza dire una parola alza la tapparella della mia finestra, sapendo che mi da immensamente fastidio.
Mi tappo le orecchie per non sentire qull' orribile rumore e in un attimo il mio viso è illumimato dalla luce del sole.
Tiro su le coperte per coprirmi ma lei me le strappa via.
<Alzati o farai tardi a scuola> mi dice mentre va ad aprire il balcone per far cambiare aria alla stanza.
Sembra sempre che voglia fare più rumore possibile per infastidirmi, e ci sta riuscendo benissimo.

<Francesca alzati è tardi!> mi ripete scocciata.
<Va bene mi alzo..stai calma!> le rispondo assonnata e, controvoglia, mi alzo e mi dirigo in bagno per prepararmi.
Come al solito ho bisogno dei miei minuti per accettare il fatto di non poter restare a dormire tutta la mattina.

Dopo essermi lavata faccia e denti, torno in camera a cambiarmi.
Metto un pantalone nero con gli strappi alle ginocchia e un top grigio a maniche corte.
Prendo il telefono dal comodino e leggo il messaggio di Sara dove mi avverte che non prenderà l' autobus oggi e mi aspetta al bar davanti scuola.
Vado davanti allo specchio per truccarmi un pò, essendo impresentabile senza. Correttore, matita e mascara. Pronta...più o meno.
Prendo la mia amata giacca nera di pelle, il telefono e lo zaino. Dopo essermi sistemata i capelli allo specchio per la millesima volta, scendo correndo per le scale dato il mio perenne ritardo.
Saluto mia madre che come ogni mattina mi chiede di fare colazione e puntualmente ogni mattina rifiuto.

Mentre mi avvio alla fermata dell' autobus mando un messaggio a Jack.

-Sei pronto?-

-No. Per niente. Non lo accetto.-

-Neanche io ma ce ne faremo una ragione...credo.-

-Non sei molto d' aiuto sai.-

-Mmm...lo so.-

Poso il telefono appena vedo arrivare l' autobus. Una volta seduta nel mio solito posto apro spotify e visto che "il buongiorno si vede dal mattino", ricordo con piacere che mi è terminato ieri l' abbonamento Premium e quindi sono costretta ad ascoltare quelle poche e odiose canzoni che ho scaricato chissà quando e chissà perchè.

Una volta arrivata mi dirigo al solito bar.
Vedo Sara seduta a un tavolo infondo alla sala e la raggiungo.
<Si ricomincia...Pronta?> mi chiede lei ridacchiando mentre io alzo gli occchi al cielo.
<Sisi. Sarò la prima a entrare a scuola.> le rispondo sarcastica.
Mentre ridiamo vedo Jack entrare e gli faccio segno di raggiungerci.
<Ma buongiorno belle donzelle> ci saluta lui guadagnandosi un' occhiata di rimprovero da entrambe.
Ridacchia e si siede accanto a noi.
<Prima non eri così entusiasta di tornare a scuola o mi sbaglio?> gli dico con sguardo interrogativo.
In tutta risposta dice <Infatti non lo sono...cercavo di sdrammatizzare la cosa...ma a quanto pare sei più demoralizzata di me.>
Sara scuote la testa con un sorrisetto mentre io poggio la testa sul tavolo con già la voglia di tornare a casa a dormire.
Jack e Sara parlano finchè non è ora di entrare a scuola.
Mentre loro continuano a parlare io rimetto le cuffiette.
Intanto entriamo e ci dirigiamo ai nostri armadietti dove poso i libri delle prossime ore.
Per iniziare ancora meglio il primo giorno di scuola, alla prima ora ho educazione fisica. Per la mia gioia ovviamente.
Saluto Sara e insieme a Jack mi avvio verso la classe. Appena entro vado a sedermi nei banchi in fondo, accanto a Ale, la mia compagna di banco dal primo anno. Provano spesso a dividerci ma falliscono miseramente.
<Eii bionda!Come va?> esclama lei mentre mi abbraccia e mi da un bacio sulla guancia.
<Tutto bene rossa. Piuttosto come va tra te e il biondino?> le chiedo con un' espressione maliziosa.
<Ci siamo lasciti quest' estate.> mi risponde indifferente.
La guardo con la bocca spalancata. Lei e Jason stavano insieme da quasi un anno e mezzo ed erano perfetti l' uno per l' altra.
Ale ride della mia faccia e mi fa cenno di sedermi perchè il professore è appena entrato in classe.
Iniziamo la lezione con le solite raccomandazioni di inizio anno, ma ora che siamo all'ultimo anno si aggiunge il peso di riuscire ad entrare in un college.
Ad un tratto bussano alla porta ed entra un bidello con una circolare seguito da un ragazzo.
Il ragazzo ha una felpa rossa con il cappuccio alzato quindi non riesco bene a vederlo.
Vengo distratta dal cercare di capire il suo aspetto(anche detto fissare le persone), dal professore che parla. <Lui è un nuovo alunno. Martin Scott. Accoglietelo come si deve, mi raccomando.>
Il professore riprende a leggere il suo fascicolo e io ricomincio a fissare il ragazzo, che finalmente si è girato.
Noto subito i suoi occhi: un insieme di verde e azzurro. Stupendi.
Vengo ancora interrotta dal professore che riprende a parlare <Puoi sederti vicino a Jack lì infondo.>
Martin e Jack si scambiano un' occhiata e poi lui va a sedersi.
Lo seguo con la coda dell' occhio e non riesco a non pensare che sia molto carino.
Per grazia divina il prof decide di fare teoria al posto di andare in palestra.
Ogni tanto vedo Jack e Martin ridere e devo dire che ha anche un bel sorriso.

Lost In Your Eyes ||Nash GrierDove le storie prendono vita. Scoprilo ora