Venticinquesimo Capitolo

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Dal punto di vista di Kelly

Era da giorni ormai che non uscivo dalla mia stanza, mia mamma tentò più volte di convincermi ad apripre ma io non volevo sentire raggioni, mi aveva ingannata per tutto questo tempo, perché non mi aveva detto semplicemente la verità? Mi fidavo di lei. Mi fidavo di Damian ( colui che si finse mio padre) . Ed ecco com'ero stata ripagata. chi era il mio vero padre? Gli assomigliavo?  Ricordo che mamma ha un orologio che gli permetteva di viaggiare nel tempo,  se lo prendevo sarei potuta andare a conoscere mio padre, e sentire spiegazioni da lui! Mi chiedo se mi avrebbe riconosciuta.

Andai di soppiatto nella stanza di mio papdre,  anche se sapevo che non era quello vero, in fondo mi aveva sempre cresciuta ed amata,  non potevo odiarlo, si ero delusa?!? Ma mai arrabbiata.  Fatto sta che andai nella sua stanza, anche perché ormai mamma dormiva con lui da due anni, in effetti ora mi tornavano i conti. Da piccola mi chiedevo del perché non dormissero assieme,  ora capisco! Non lo facevano perché non stavano realmente insieme al tempo. Sapevo già dove lo teneva , tutte le sere lo custodiva nel cassetto, lo apri piano piano per non fare rumore, ma cigolava parecchio,  guardai impaurita mamma e papà che dormivano abbracciati,  rassicurandomi del fatto che non gli avevo sveglaiti, presi l'orologio e tornai in dietro nel tempo.

Quando riapri gli occhi mi ritrovavi in una stranza piazza con le persone che mi guardavano spaventate, cosa avevo di così strano? Oh forse capivo, per loro non era normale apparire dal nulla. Mi allontani di corsa da quei sguardi che mi fissavano, ed appena fui abbastanza lontana, mi avvicinai ad una coppia di vecchietti. Nella mia epoca le persone anziane sapevano tutto, forse anche qui era lo stesso. Di certo mi avrebbero aiutata a trovave il mio vero papà . Come che si chiamava? A si! Rick giusto. Appena gli raggiusi mi rivolsero dei sorrisi affettuosi, che graziosi! Contraccambiai il sorriso e chiesi :

_"  dov'è il mio papà?  Voi sapete dov'è? "

_"amore, ti sei persa? Come si chiama il tuo papà ?" Chiesero preoccupati.

_" si chiama Rick!" Risposi gentilmente.

_" e il tuo papà ti lascia girare da sola? Quanti anni hai?" risposero ancora più preoccuparti.

_" l'altro ieri ne ho compiuti dieci!" Iniziavo a pensare che fossero un po' tonti, altro che saggi. Mi riempivano di domande …..

_" oh santo cielo!?! Ma tesoro il tuo papà si rende conto che sei troppo piccola per girare da sola per Roma. Lasciamo perdere questo discorso per ora. Adesso dobbiamo trovare tuo padre, qual'è il suo cognome?"

_"eh!?! E che ne so io!?!?"

La vecchietta ridacchiando mi prese per mano. Lei e suo marito iniziarono a chiedere ad ogni passante se  conoscevano mio padre o se mi avevano visto passare con esso. Ma come potevano saperlo? Io venivo dal futuro. Forse gli anziani di quest'epoca erano un po' tonti.
Ormai sera, di mio padre nessuna traccia, cosi i vecchietti mi portarono a casa loro, dicendomi che non potevano lasciarmi in mezzo alla strada. Una volta arrivati alla loro abitazione, il vecchietto disse a sua moglie:

_" tu sta con lei io chiamo la polizia"

La donna fu molto gentile con me. Mi permise di aiutarla persino in cucina, saranno pure tonti i vecchi di quest’epoca, ma cavolo se sanno cucinare!

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Il giorno seguente,  mi svegliarono presto dicendomi che dovevo andare con loro da dei loro parenti, cosi mi diedero dei vestiti ed uscimmo.
Arrivammo ad una enorme casa , appena varcammo la soglia ci accolse un uomo paffutello, inizialmente non fece caso a me, saluto i vecchietti con un enorme abbraccio e disse:

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