Elyza si svegliò come al solito alle sette di mattina, andò in bagno e si lavò la faccia con la poca pressione che ancora esisteva. La sua guancia era ancora rossa dalla sera prima. La accarezzò con una mano mentre andava in salotto. Si guardò intorno e si soffermò su Alicia. Si maledisse per averla fatta soffrire tanto. La vide tremare per un secondo, forse aveva un incubo... Ebbe la tentazione di andare a svegliarla per chiederle come stava, ma non lo fece, in fondo per quale motivo avrebbe dovuto faro? Si sedette sulla poltrona ai piedi del divano e prese il suo blocco da disegno. Il suo sguardo vagò come tutte le mattine per la stanza, aveva già disegnato molti degli oggetti, foto, quadri, mensole, muri, vasi e piante che c'erano lì, i suoi occhi si fermarono ancora una volta sul viso della mora, adesso stranamente rilassato, non solcato né da un sorriso né da un'espressione preoccupata.
Come ormai da qualche settimana, dopo l'inizio del casino fatto da Raven, Bellamy si svegliò. Si passò una mano sulla faccia e infine sui capelli. Prese un paio di pantaloni e uscì dalla stanza dirigendosi verso il salotto.
«Signora artista si può?» Elyza nascose il suo disegno dietro la schiena e annuì.
«Come mai così tesa stamattina?»
«Stavo pensando a quello che è successo ieri con Cutie.» Sospirò Elyza indicando con un cenno della testa la ragazza addormentata.
«Che è successo a "Cutie"?» La prese in giro il ragazzo.
«Vedi, ieri Jasper le ha dato una bottiglia di Martini per farle dimenticare per un po' i suoi genitori, ma non ha funzionato e mi sono beccata un pugno e uno schiaffo.»
«Solo questo? Di solito rifletti sulle parole, non sui fatti.»
«Ha detto che sono un'assassina.»
«Questo lo sapevi già.»
«Si, ma me lo ha urlato in faccia, piangendo. Di aver ucciso della gente lo so, sentirselo urlare in faccia è stato orribile. Dire le cose ad alta voce rende tutto più concreto.» Disse la ragazza alzandosi dalla poltrona e dirigendosi verso il ragazzo, dimenticandosi del suo disegno.
«Ti sei stranamente legata a quella ragazza, da quanto la conosci, dodici ore? Sei stata tu la prima a dirci di non provare amore o compassione per nessuno all'infuori del nostro gruppo.»
«Vedo in lei qualcosa che non vedevo da tempo, sai cosa intendo, sono più di dieci anni che non mi sentivo così.È forte e coraggiosa, lo so perché una normale persona che si vede puntare una pistola alla testa ubbidisce a basta agli ordini che gli vengono impartiti, ma lei mi ha letteralmente sputato addosso, in più nutre ancora, stranamente, una piccola e innocua forma di speranza verso mondo che si è creato, lo avrebbe fatto anche lei... Mi piace, non in senso amoroso ovviamente, è una brava persona e mi sento uno schifo dopo che mi ha detto che ho condannato a morte la sua famiglia.»
«Credo che Elyza Lex si sia innamorata...» Affermò Bell offrendo un po' di birra alla bionda. accanto a lui.
«Cretino, ti ho appena detto come stanno realmente le cose.»
«Chi lo ha fatto?» Nel frattempo Alicia si era svegliata, ma aveva tenuto gli occhi chiusi per ascoltare cosa aveva da dire la bionda. Quando sentì che il momento era arrivato spalancò le palpebre e si mise seduta, presi dalla conversazione nessuno dei due si accorse che si stava muovendo e ebbe il tempo per guardarsi in giro e vedere il disegno. Era lei mentre dormiva, era bellissimo, abbastanza semplice come struttura, ma... Elyza lo prese dalle mani della mora dicendo:
«È mio, non so nemmeno perché l'ho fatto, è orribile, come la persona che l'ha disegnato, vero?! Bellamy porta con te la ragazza io devo stare qui ad elaborare un piano con Lincoln, lo sostituisci nella spedizione con Octavia.» Urlò Elyza presa da una rabbia incontrollabile che fece rimanere di stucco la ragazzina appena svegliatasi.
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Unite da una pistola
Fiksi PenggemarPuò essere di tutto... una macchia di caffè, un pacco, una festa, un amico, una tazza, una macchina, gusti simili, un disegno, emozioni, un luogo, il mare, una montagna, una spiaggia, un lago, un fiume, il molo, una collina, un muro, l'acqua, la ter...
