Victoria's pov
Guardai attentamente lo spazio davanti a me, e anche se il mio occhio sinistro era quasi del tutto gonfio, riuscii a capire dov'ero. Ricordavo quel posto, l'ultima volta che c'ero stata avevano ucciso Morgan. Chissà se l'aveva fatto in questa stanza o magari ne aveva un'altra. Mio cugino si muoveva nervosamente alle mie spalle, borbottando ogni volta che l'orologio marcava un minuti in più, irritato dall'evidente ritardo di Grayson. Da quello che avevo potuto capire, lui gli aveva lasciato le chiavi di casa sotto il tappeto, portando via Bella in modo tale che lui potesse prepararsi mentre non c'era. Non ero nervosa, per quanto strano potesse suonare. Sapevo che stavo morendo, ne ero pienamente consapevole, eppure non temevo la morte. Avrei sofferto? Forse, se Grayson avesse deciso così, ma magari sarebbe stato senza dolore e non me ne sarei proprio resa conto. Comunque sarebbe stata la mia fine, Thomas avrebbe partecipato fino all'ultimo momento. Non ero nemmeno arrabbiata con lui, solo con me stessa per non aver capito prima cosa stesse tramando. Grayson? Non potevo biasimarlo.
Sentimmo una macchina parcheggiare nel viale. Io strinsi gli occhi mentre mio cugino di mosse per la stanza, quasi come se si fosse appena svegliato da un sogno ad occhi aperti.
-E' arrivata la tua ora.-cantilena con cattiveria, portandosi al mio fianco ma restando faccia a faccia con la porta.
Sentii a stento la porta che veniva chiusa, mentre delle voci si facevano più vicini. Spalancai gli occhi, avvertendo ogni tipo di ansia che non avevo sentito fino a poco prima: c'era Bella. No! Non poteva assistere a tutto ciò, l'avrebbe solo traumatizzata. Iniziai a dimenarmi contro la sedia, sentendo la corda tagliare la pelle del mio polso, ma incurante del dolore, provai a liberarmi.
Lui scoppiò a ridere.
-Non potrai scappare. Accetta la tua morte.-disse, posandomi una mano sulla spalla.
La porta venne aperta e poi rinchiusa con forza. Sentii come qualcun batteva alla porta con forza i pugni contro la porta, poi potei sentire anche il suono della sua voce.
-Grayson! Non farlo!- gridò Bella dall'altro lato della porta . Il cuore prese a battermi freneticamente nel petto, un pò di sollievo perché sapevo che non avrebbe visto, ma ancora spaventata perché le avrebbe fatto male lo stesso sentire lo sparo. O almeno credevo che mi avrebbe sparato, siccome non vedevo alcun tipo di oggetto della tortura nella stanza.
-Perdonatemi il ritardo.-disse con voce fredda e roca. Mi raddrizzai sulla sedia, prestando attenzione ad ogni piccolo suono.
-Non preoccuparti, Grayson. L'importante é che tu sia qui.-disse mio cugino. Mormorò qualcosa, detto però troppo a bassa voce per farsi sentire da me. Chiusi gli occhi, afferrando i braccioli della sedia con forza, fino a far diventare le nocche bianche. Grayson si posizionò davanti a me, lasciandosi andare sulla sedia. Sospirò, rivolgendomi un sorriso divertito.
-Victoria...come va?-chiese con ironia. Non risposi, limitandomi a fissare i suoi occhi. Era quasi stupefacente vedere come quel marrone chiaro che ero abituata a vedere, si era trasformato in un grigio scuro. Avevo notato che succedeva quando era arrabbiato oppure quando doveva parlare di affari. Poggiò i piedi sulla scrivania, fissandomi come se volesse dirmi di rispondere.
-Ti ha fatto una domanda!-tuonò mio cugino alle mie spalle. Bella prese a battere con forza i pugni contro la porta, e credetti che l'avesse allertata l'urlo di lui. Riprese ad urlare il nome di Grayson, implorandolo di non fare nulla.
-Thomas, scusami, ma odio quando qualcuno si intromette nel mio lavoro. Se non ti dispiace, me ne occupo io.-disse il castano, agitando la mano sinistra. Spalancai gli occhi, stringendo la mascella; perché c'era una fede nuziale sul suo dito?
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Only his[Grayson Dolan]
FanfictionQuesta storia non é mia. E' un remake della storia di @Lovemusic211 Questo é il sequel di Just a possession, che trovate sul mio profilo.
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