Scarlett Pov.
Li ho portati in una casetta di legno sopra un albero, che per fortuna ho trovato in fretta. Grazie ai miei poteri, ho creato una scala di ghiaccio, così sono riuscita a salire e portarli dentro. Ho sigillato tutta la casa prima che arrivasse la bufera, così siamo al sicuro. Ho poggiato Eric in un angolo della stanza e ho curato la sua ferita con delle erbe che ho trovato mentre stavo venendo in questa casa. Non so come facevo a sapere quali erbe erano quelle giuste, ma è stata una cosa... Istintiva. Ho strappato un pezzo della sua maglietta, l'ho avvolta intorno la sua ferita e l'ho coperto con una coperta, che ho trovato qui. Ares l'ho poggiato dall'altra parte della casetta e ho coperto anche lui con delle coperte. Appena ho visto questa casetta, mi è sembrata familiare ed è da quando sono entrata che non riesco a togliermi questa sensazione. Sento che qui è successo qualcosa... Qualcosa che mi ha fatto capire... Ma non capisco cosa.
"Senti Ares... Mi dispiace. Io... Io ho detto quelle cose perché ero portata dalla disperazione, non immaginavo che tu avessi passato una cosa del genere."
Si volta lentamente e mi guarda sorpreso.
"Che vuoi dire?"
"Lo so, Ares. So dei tuoi genitori."
Ares serra la mascella e dopo aver aperto la birra, ne beve un sorso.
"Chi te lo ha detto? Daniel, non è vero?"
"Non ha importanza chi me lo ha detto. Quando ho detto quelle cose, ho visto la tua espressione e sono rimasta sorpresa. Non avrei immaginato che tu..."
Si gira bruscamente e mi guarda male, come per dirmi di non continuare.
"Non dovevo dirti quelle cose. Posso solo immaginare come ti sei sentito. Ho perso mia madre, pensando che io l'avessi abbandonata. Non posso ancora crederci. Immaginavo fosse viva, invece..."
"È stata colpa mia. Tua madre è morta per colpa mia. Lo so."
"No, Ares. Non è colpa tua. Lei ha fatto una scelta, una brutta scelta. Pensava qualcosa di sbagliato, ma non è stata colpa tua. Forse, se fossi stata più aperta con te, mi avresti fatto rivedere mia madre e..."
"Non ti avrei fatto rivedere nessuno!"
Dice buttando la birra a terra e girandosi verso di me.
"E sai perché? Perché sono egoista! Perché non potevo sopportare di perdere anche te e di rimanere di nuovo solo, invece guarda ora. Tua madre è morta, tu mi odi e mi vorresti morto, forse è quello che merito."
Sento qualcosa scendere dai miei occhi, sono lacrime. Non ho mai pianto in vita mia, ma questi ricordi... Questi ricordi mi fanno provare cose che non ho mai provato.
"Ehi... Che ci fai qui?"
Dice una voce dietro di me ed io mi asciugo le lacrime, prima di girarmi. Ares è poggiato su un fianco e mi guarda sbigottito.
"Stavo passeggiando nel bosco, quando ho sentito che Yoghi e Bubu ve le stavano dando per bene. Così, sono intervenuta."
Si mette a sedere e prova ad alzarsi, con scarsi risultati visto che cade.
"Non ti conviene rialzarti. Hai preso una bella botta e sei anche debole, che non hai mangiato nulla. Per fortuna, qui c'è del cibo e delle bibite."
Dico andando a prendere del cibo in scatola e una birra.
"Lo so che ci sono... Questo posto è mio."
Dice guardandomi, mentre gli porto quello che ho preso. Lui le prende e inizia a mangiare, mentre io resto in piedi di fronte a lui. Ares guarda Eric e lo vedo irrigidirsi.
"Cosa gli è successo?"
"Uno di quei due orsi lo ha ferito, ho preso delle erbe e l'ho curato. Sta solo riposando, tranquillo."
Ares annuisce e dopo guarda me.
"Tu stai bene?"
Dice guardandomi negli occhi ed io annuisco.
"Sì."
Dico fredda e distogliendo lo sguardo. Vedo che guarda fuori e dopo guarda per terra.
"Immagino, che non possiamo tornare a casa fino a domani."
"Già. Le tempeste di neve durano un po' di tempo, sono sicura che per domani mattina sarà finita."
"Perché quegli orsi ci hanno attaccato? Non riesco a capirne il motivo. Dovrebbero essere in letargo in questo periodo..."
Dice pensieroso.
"È il potere del Cristallo d'inverno."
Dico guardandolo.
"Che intendi dire?"
Chiede guardandomi.
"Il potere del Cristallo si sta indebolendo e con lui anche il suo potere. Il letargo degli animali dipende dall'Inverno, ma si sta indebolendo, di conseguenza tutti gli animali destinati al letargo stanno perdendo il controllo e stanno diventando irascibili. Per questo, quegli orsi erano così aggressivi. Non hai visto i loro occhi?"
Chiedo e lui sembra pensarci su.
"Erano neri..."
"Già, erano accecati dalla voglia di uccidere. Erano senza controllo, non riuscendo a trovare del cibo e di sicuro, non saranno gli unici ad essere in queste condizioni..."
"Come possiamo fermare tutto questo?"
"L'unico modo, è trovare tutti i frammenti e farli unire al Cristallo. Non ci sono altri modi."
Dico fredda. Si crea un silenzio al quanto imbarazzante, così decido di sedermi dall'altra parte della casetta, lontana da tutti e due. Chiudo gli occhi e poggio la testa al legno, ascoltando la tempesta di neve fuori.
"Ti ricordi di questo posto?"
Chiede Ares. Non so cosa stia facendo avendo gli occhi chiusi, sicuramente mi starà guardando.
"No."
Mento, non posso dirgli la verità. Anzi, non voglio dirgliela.
"Ne sei sicura?"
Chiede dubbioso. Io faccio una risata amara, ma non apro gli occhi.
"Credi sia una bugiarda eh?"
"No, credo solo che tu abbia paura di conoscere il tuo passato. Di scoprire com'eri prima di essere Killer Frost."
Apro gli occhi e lo guardo negli occhi. Noto solo ora, che è a pochi centimetri da me. Non so come abbia fatto a non accorgermene prima, ma è vicino... Troppo maledettamente vicino. Non riesco a muovere un solo muscolo e sento i battiti aumentare. Sento il suo corpo emanare un calore quasi accogliente, che mi fa venire voglia di abbracciarlo e non lasciarlo più. I suoi occhi sono puntati nei miei e non riesco a distogliere lo sguardo. Sono immobile, proprio come una lastra di ghiaccio.
Sento il calore del suo corpo anche attraverso i suoi vestiti. Lo guardo negli occhi e lui fa la stessa cosa.
"Quindi, non mi odi?"
Continuo a guardarlo negli occhi.
"No."
Un altro ricordo... Vedo che si avvicina ed io continuo a rimanere immobile. Sento il suo respiro caldo sulle mie labbra, i suoi occhi ora sono vicinissimi e noto che non sono glaciali come i miei, ma di un azzurro molto chiaro, che sembra ghiaccio. Un ululato riecheggia nell'aria e nella casa. La pupilla di Ares si restringe e si allontana da me, per poi girarsi verso la porta della casa.
"Questo ululato... È di Daniel."
Dice guardandomi. Io batto gli occhi più volte e alla fine capisco la situazione. Cosa ci fa quel biondino qui?
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Ice Eyes
WerewolfSequel di "Ice Heart" Sono passati nove mesi dalla morte di Scarlett e il mondo non è più lo stesso. Ares, il suo compagno, l'ha vista morire tra le sue braccia. Da allora, è l'ombra di sé stesso. Rinchiuso nel dolore e nel senso di colpa, vive solo...
