Prologo

8.6K 308 49
                                        

Nove mesi dopo

Kyle Pov.

Erano le sei del mattino, non so perché mi sia alzato così presto quel giorno. Forse perché mi sentivo in allerta o forse per l'incubo che faccio da circa sei mesi... Non riesco ancora crederci che sia stata io a trafiggerla con la mia freccia. Io che l'ho amata dal nostro primo incontro e l'ho vista morire proprio per mano mia. Sono passati nove mesi da quel giorno e le cose sono cambiate, io sono cambiato. Non sono più il Kyle di una volta. Mi sento a pezzi e cosa peggiore, sono sempre in fuga con mio zio per colpa di Ares. Ha assoldato i lupi più abili del suo branco a ucciderci e a portargli la mia testa. Noi non dovremmo scappare, ma sono troppi per noi, pur essendo pieni di armi. Ci stiamo spostando il più lontano possibile da loro, ma riescono sempre a raggiungerci. Mio zio ha detto che dobbiamo arrivare in un posto preciso, dove i lupi non si avvicineranno. Da quello che ho capito, è una specie di quartier generale dei Cacciatori e lì sono veramente molti. Quando arriveremo saremo al sicuro, io ormai però vorrei abbandonare questi panni da Cacciatore e ritornare alla vita di sempre. Anche se la mia vita non sarà più la stessa... Non senza di lei, senza di lei non sono niente. Esco dalla tenda e vedo che tutto è ricoperto di neve. L'Inverno è arrivato, ma sembra non finire più. Non so come sia possibile, sta durando più del previsto. Un fiocco di neve mi cade sul naso e mi viene un brivido lungo la schiena. Lei amava la neve, amava questa stagione. Mi ricordo quella volta che la portai a sciare... Era una frana nel farlo, ma ogni volta che cadeva nella neve, iniziava a ridere come una bambina ed era bellissima. Mi manca e la cosa peggiore è che non potrò rivederla mai più.

Ares Pov.

Guardo dalla finestra la neve che cade da un paio di giorni ormai. Davanti la villa il terreno è pieno di neve e alcuni cuccioli stanno giocando. Mi ricordo quando lo facevo anche io con mia madre, ci divertivamo a fare i pupazzi di neve e dopo iniziavamo a lanciarci palle di neve. Mia madre amava la neve e l'Inverno. Bussano alla porta.

"Ares? Ci sei?"

Chiede mia sorella. Da nove mesi lei e mio fratello si sono trasferiti qui, ma presto se ne andranno. Non mi giro, tanto so cosa vogliono.

"Ares, non puoi rimanere sempre qui rinchiuso. Sono passati nove mesi... Sei un capobranco. Devi occuparti sia del branco, che di te stesso. Non mangi da giorni."

Non riesco a farlo. Dopo che lei... Non riesco più a fare nulla. Prendo la collana che indossava mia madre un tempo e la guardo. Questa collana, è l'unica cosa che mi rimane di lei. È una collana di finto argento, con un cristallo alla fine. Lei lo indossava sempre ed io lo adoravo, avevo pensato di regalarla a Scarlett ma... Andandosene, se n'è andata anche una parte di me. Riesco ancora a sentire il suo corpo che iniziava a diventare freddo vicino al mio corpo e il battito del suo cuore che andava lentamente a cessare. Ricordo i suoi occhi verdi, i suoi capelli rosso fuoco e le sue bellissime labbra. Non riesco più a sopportare la sua mancanza, non voglio andare avanti cercando di farmene una ragione. Prima di conoscere lei non ero così, non sarei stato così tanto tempo su un lutto. Me ne sarei fatto una ragione e avrei continuato la mia vita. Con lei non posso farlo, lei è stata la mia condanna ma allo stesso tempo, la mia salvezza. Lei mi ha insegnato di nuovo ad amare, un sentimento che pensavo di non riuscire mai più ad avere.

Narratore Pov.

Mentre la neve scendeva e tutto era bianco, una creatura bellissima quanto letale, si muoveva tra gli alberi alla ricerca di qualcosa. Al suo passaggio, ogni cosa ghiacciava, lei non se ne curava più di tanto. Una Civetta delle Nevi si posò per terra, di fronte la creatura, per poi diventare una donna con capelli bianchi e un vestito fatto di seta candida e bianca, proprio come la neve sotto di lei. Indossava una corona di diamanti e brina ed era incantevole.

"Mia allieva. Sono felice che ti sei risvegliata dal tuo lungo sonno. Spero il tuo risveglio sia stato gradito."

"Non so come sia stato... Non ricordo nulla. Ricordo solo di essermi ritrovata in una radura e non so come sia arrivata qui, ma a giudicare dal dolore che provo alle gambe, ho camminato per molto."

La donna fece una risata e dopo sorrise alla creatura.

"Non hai bisogno di ricordare nulla di te, per il momento, so già che incontrerai chi ti farà tornare la memoria. Quello che devi sapere, è che dovrai affrontare una missione."

"Una missione?"

"Sì, il grande Cristallo dell'Inverno si sta piano piano sciogliendo, nel corso degli anni molti sono andati a prelevare alcuni dei suoi frammenti. Devi recuperare quei frammenti e riportarli al Cristallo, prima dello scadere del tempo."

"Cosa succederebbe se non dovessi riuscire a farlo in tempo?"

"Purtroppo il Cristallo dell'Inverno si sgretolerà, perderà tutto il suo potere e tu... Morirai con lui. Tu e il Cristallo siete strettamente legati, i tuoi poteri derivano da esso. Se dovesse scomparire, scomparirai anche tu."

"Come posso trovarli? Da dove posso iniziare e come farò a non farmi notare?"

Chiese la creatura.

"Ti darò dei Custodi, che baderanno a te e ti aiuteranno a trovare i Frammenti."

Si sentirono tre ringhi e poi su un ramo una Civetta delle Nevi si posò facendo un fischio.

"Loro ti aiuteranno nella tua missione. Ti darò anche il potere della trasformazione, ma ricorda, potrai diventare solo animali che fanno parte del regno dell'Inverno. Non potrai trasformarti in altro."

La creatura annui.

"Ti auguro buona fortuna e spero riuscirai a trovare tutti i frammenti, prima dello scadere del tempo."

La donna diventò di nuovo una Civetta e dopo un'ultima occhiata alla creatura, spiccò il volo per poi scomparire. La creatura guardò i suoi Custodi ed essi gli fecero segno di seguirli, lei lo fece in silenzio.

Ice EyesDove le storie prendono vita. Scoprilo ora