quindicesimo

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Il mio turno ancora non era arrivato ed ero abbastanza nervosa dato gli obblighi proposti.

Ad una ragazza venne detto di restare in reggiseno e lo fece, evidentemente troppo brilla per rendersi conto delle azioni che stava compiendo.
Ad un ragazzo, che aveva scelto verità, glia avevano fatto domande parecchio scomode che lo resero paonazzo.

"Simone, obbligo o verità?" domandò un ragazzo dai lunghi capelli, di nome Fabrizio credo, al biondo seduto accanto a me.
"Obbligo" rispose lui indifferente.

Il ragazzo ci pensò su per qualche secondo, guardando in alto ed accavallando le gambe.
"Quanta scena" pensai.

"Bacia Sophia".
Queste due parole bastarono per farmi battere forte il cuore, ringraziando mentalmente il ragazzo per la richiesta.
Una miriade di filmini mentali attraversarono la mia testa immaginando come potesse essere il nostro bacio.

"No." sentii proferire dal ragazzo del quale mi ero innamorata.
Una sillaba, una fottuta sillaba che aveva rovinato tutto.
Mi sentii così stupida per aver pensato anche solo per un secondo di potergli interessare.
Delusione, era quello che provavo.

"Ragazzi sono le quattro, esco fuori a fumare un attimo" dissi dopo aver guardato l'ora sul cellulare, lasciando trasparire una nota di tristezza tra mie parole.

Presi il telefono e rubai una sigaretta dal pacchetto di Einar che già aveva capito, uscendo successivamente dal locale sospirando.

Mi sedetti ad una panchina, aspirando violentemente la nicotina.
Una volta finita mi rialzai, schiacciandola con il tacco della scarpa.

Rigirandomi incontrai l'ultima persona che volevo vedere nell'arco di quella serata.
Simone si stava avvicinando velocemente a me.
Rimasi ferma, non sapendo cosa fare, aspettando le sue parole.

"Se devi parlarmi dell obbligo tranquillo, tutto apposto, sono i sentimenti che decidono e se non hai voluto baciarmi ne me farò una rag-"

Venni interrotta.

"Cazzo non lo capisci?
Non volevo baciarti per uno stupido gioco che non ha valore!
Mi sono innamorato di te, del tuo modo di essere.
Del tuo imbarazzarti ad ogni complimento,
Del tuo trasmettermi i brividi ad ogni singolo abbraccio.
Tu mi rendi felice Sophia, mi rende felice amarti.
Credo che l'amore abbia il profumo di te, di noi.
Di te che sorridi, di noi che ridiamo, di te che mi guardi con i tuoi occhioni.
Non posso fingere, è impossibile fingere con te, ed anche se fosse possibile non ometterei mai il mio amore per te.
Perché il mondo deve sapere che io ti amo.
Ti amo, Sophia Miller"

Pronunciò queste parole guardandomi insistentemente negli occhi, prendendomi la mano e posandosela sul petto, all'altezza del cuore.

"Senti Sophia? Questo batte per te"

Poi mi baciò.
Tutto accadde così in fretta, lui che mi prede per la vita e che mi avvicina a lui facendo aderire i nostri corpi.
Le nostre labbra che si sfiorano e che si cercano, prima di creare un contatto tra loro.
Il sapore di fumo e di menta si poteva sentire anche da distante.

Le nostre labbra si muovevano sincronizzate, parendo abituate a quel gesto che era tutto tranne che monotono.
I cuori battevano insieme ad un ritmo che parlava anche senza produrre suoni.
Le lingue che insieme formavano l'amore, rincorrendosi tra loro.
Gli stomaci dei giovani in subbuglio.
Le mani di lui che lentamente scendevano sull'esile corpo della ragazza, arrivano all'altezza dei glutei.
Quei due erano la rappresentazione concreta dell'amore, e loro lo sapevano.

-

Quando si staccò da me un senso di vuoto mi pervase.

"Ti amo, Baldasseroni" soffiai sulle sue labbra.
"Perché non hai detto 'anche io'?" Domandò insicuro il ragazzo.
"Perché un 'anche io' non varrà mai un 'ti amo'" aggiunse la ragazza, prima di creare un nuovo contatto tra di loro.

Tienimi testa [Biondo]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora