-Solo se non hai intenzione di fare lo stronzo- rispondo secca.
Le sue labbra s'increspano in un sorriso, mostrando dei denti lucenti e chiari. Odio quando lo fa: cerca di ammaliare tutti con quel suo sorriso perfetto. E ci sono già cascata una volta.
Mi stacco da Isabella e mi avvicino a lui che mi prende sotto braccio e mi conduce in un angolo dietro la scuola.
Mi spinge contro a un muro e si appoggia ad esso con la mano sinistra, facendo in modo che il suo viso sia vicino al mio per potermi guardare negli occhi. Ma io non ci riesco e abbasso subito lo sguardo sulla punta delle sue scarpe.
Il suo profumo fresco, quasi di menta, m'invade i sensi e mi fa perdere la testa, quindi sono costretta a trattenere il fiato.
-Ascoltami- sembra serio, è una delle prime volte in cui lo vedo così.
-Io non so davvero come ripeterti ancora che quello che ho fatto, l'ho fatto per noi-.
Mi tornano alla mente le ultime parole che ci siamo detti, gli ultimi gesti fatti, prima che lui cambiasse completamente la mia vita.
Il ricordo è sfocato perché la mia vista è nettamente migliorata da quando ero umana.
Eppure, anche se sfocato, il ricordo riesce a infliggermi molto più dolore di qualunque cosa.
"Ti amo" mi aveva detto.
E io avevo sorriso a questa rivelazione.
"Anche io ti amo" gli avevo risposto.
Ne ero sicura.
Ne sono sicura.
Poi mi guardò con occhi imploranti, che solo ora posso veramente vedere.
Gli occhi che avevo visto quando l'ho conosciuto erano belli, ma gli occhi che vedo adesso sono stupendi.
Solo ora mi rendo conto di non aver mai apprezzato veramente appieno la sua bellezza, perché non ero capace di vederla in modo altrettanto perfetto, e mi sento quasi in colpa per questo.
Il suo sguardo sul mio viso era da mozzare il fiato, mentre azzardò un'altra e ultima frase:
"Per sempre?".
Un brivido mi percorse la schiena mentre diceva quelle parole, cercando una conferma nelle mie.
"Si, per sempre" lo rassicurai io.
In quel momento mi baciò, un bacio pieno di passione, che mi lasciava senza fiato.
Le sue labbra erano fredde, anzi di ghiaccio a contatto con le mie. Poi la sua bocca scivolò sul mio collo, lasciandovi dei teneri baci, creando altri piccoli brividi, che sarebbero dovuti essere di terrore.
E fu in quel momento, che quello che non pensavo sarebbe mai avvenuto, successe.
Mi morse brutalmente il collo, affondando i suoi denti affilati come sciabole in profondità. Un dolore atroce attraversò tutto il mio corpo.
Lo scansai via, spingendo le mie mani sul suo petto.
Mi portai la mano al collo, socchiudendo gli occhi.
Una smorfia di dolore e sorpresa invadeva il mio viso, mentre lo imploravo con gli occhi.
Si, lo imploravo. Non so neanche di cosa. Di andarsene, di uccidermi, non lo so.
Non era più lui.
I suoi occhi avevano lasciato il tranquillo color celeste e dato spazio a una tinta terrificante e maligna. Erano rossi, rosso brillante. Iniettati di sangue.
La sua bocca era impregnata di sangue, rabbrividii. Poi lo vidi girarsi e andare verso la porta.
Lo guardai, confusa e dolorante. Non sapevo cosa fare, ma ero certa di non voler morire dissanguata.
Così mi feci coraggio e cercai di urlare, ma mi uscì solo un suono strozzato.
"Josh...".
Il suo sguardo era fisso su di me, stava trattenendo il fiato: sembrava concentrato. Non capivo per cosa.
Riuscivo a vedere la sofferenza nel suo sguardo.
L'ultima cosa che vidi furono le sue labbra muoversi, sussurrava qualcosa:
"Io ti amo, voglio tenerti per sempre con me".
E solo dopo, realizzai davvero che cosa era successo.
Dopo un'intera notte e giornata di dolore, mentre continuavo a contorcermi e ad urlare con una voce che non credevo mia per quanto era spaventata e potente.
Solo dopo, quando ripresi conoscenza e tutto il mio corpo smise di bruciare, capii che cosa ero diventata.
Capii quale egoismo c'era nelle sue ultime parole sentite nella mia vita da umana.
Avevo sete. E voglia di uccidere. Avevo sete di sangue. E volevo ucciderlo.
Volevo uccidere Josh.
-Hai capito quello che ho detto?- la voce di Josh, mi riporta a questo momento, lasciando andare il passato.
-No, non lo hai fatto per noi- scuoto leggermente la testa, disgustata.
Finalmente riesco ad avere la forza di guardarlo negli occhi.
-Lo hai fatto per te stesso- termino secca la frase.
Il suo sguardo guizza nei miei occhi, cercando una spiegazione migliore.
-Non te ne rendi conto vero?-
Faccio una pausa. Mi lecco le labbra diventate secche.
-Tu lo hai fatto per tenermi sempre al tuo fianco. Ma ti sei mai chiesto se io volessi essere come te?- le parole escono con un tono di voce fermo e limpido dalla mia bocca.
-Non ti capisco- dice lui, come se stesse ammettendo qualcosa, immobile.
Ha la stessa posizione che ha assunto da quando ha iniziato a parlarmi.
-Continuavi a ripetermi quanto amassi quella saga di libri, il mondo della mitologia, i vampiri...- mi guarda, per raccogliere la forza sufficiente a pronunciare l'ultima parte della frase.
-...e me-.
Una fitta mi oltrepassa il cuore, fermo: un abbellimento nel mio corpo ora perfetto. È un dolore che non si può sopportare.
-Dicevi di amarmi, Erica. E anche io ti amavo. E ti amo tutt'ora- la sua voce è più lenta e dolce.
No, non mi ami, Josh. Se mi amassi, non andresti in giro a rimorchiare brunette abbronzate.
Se mi avessi amata, o almeno ti fosse importato qualcosa di me, non mi avresti fatto questo.
-Ho detto che mi piacevano i vampiri- comincio a dire, stando attenta a pronunciare ogni singola parola perfettamente.
-Ma non ho mai detto di volerlo diventare- lo scanso con una gomitata nell'addome che avrebbe fatto piegare in due qualsiasi essere umano, ma tutto quello che gli provoco è un respiro strozzato.
Mi allontano a passo svelto.
Sento la sua voce da dietro:
-Aspetta, Erica!- mi sta quasi implorando.
-No, basta! Sono stufa di te e delle tue sottospecie di scuse!- mi giro di scatto verso di lui, urlando.
Lui si ferma di fronte a me. È immobile, sembra quasi che non respiri. Mi avvicino lentamente a lui. Abbassa il viso per guardarmi negli occhi. La mia media altezza è niente, in confronto ai quasi due metri di lui.
Pronuncio lentamente le parole che lottano furiosamente dentro di me per uscire.
-Mi hai fatto qualcosa che non ti perdonerò mai- concludo con voce ferma, quasi sussurrando.
Riprendo a camminare verso Isabella. Le faccio cenno con la testa di andare e c'incamminiamo.
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Chi Ero
VampireL'ombra si è impossessata della vita di Erica ed ora lei non sa più cosa fare. Quello che credeva sicuro è svanito come il fumo. Le persone che amava l'hanno delusa e abbandonata. Ora non si fida più di nessuno. Un nuovo mondo e una nuova vita l'...
