Date

410 27 3
                                        

ALEXANDRA

«hey, pensavo che magari stasera potremmo lasciare la bimba a tua madre e stare un po' insieme» mormorò Justin, cingendo i miei fianchi con le sue braccia e appoggiando il mento sulla mia spalla.

Alzai un sopracciglio incuriosita. «tu non eri quello che non voleva mai più lasciarla?» chiesi divertita.

Lo sentii ridacchiare mentre nascondeva il viso nell'incavo del mio collo. «non voglio, ma da quanto non passiamo del tempo insieme?» soffiò sul mio collo facendomi ridacchiare a causa del solletico.

«solo io e te» aggiunse dopo.

Lo guardai per un attimo accarezzando il suo viso. Era tremendamente bello, non avevo più le parole per descriverlo.

«va bene»

Lui mi sorrise e poi mi baciò. Cercai di intensificare il bacio ma proprio in quel momento Hazel ci interruppe.

«papà, giochiamo a nascondino?» urlò raggiungendo la nostra camera. In mano aveva ancora Manny e lo stringeva talmente forte che era impossibile sfilarglielo dalle mani.

Justin mi guardò per un attimo e poi si avvicinò. «continueremo il discorso stasera» biascicò.

Mi lasciai cadere sul letto ridacchiando. «oh, non vedo l'ora»

Lui sorrise, poi prese la bambina in braccio e insieme scesero al piano di sotto. Sospirai felice che tutto fosse finalmente finito, eravamo tornati alla normalità e parlando con Hazel il giorno prima mi accertai che anche lei stesse del tutto bene.

Mi alzai e presi il cellulare, composi il numero di mia madre e dopo qualche squillo rispose.

«ciao mamma, disturbo?» chiesi.

«no, tesoro, assolutamente» mi rassicurò lei.

«ascolta, puoi tenere Hazel stasera? Io e Justin vorremmo stare un po' soli» dissi mentre scendevo anche io al piano di sotto.

«certo, ci sarà anche tuo padre, nessun problema!» disse con nonchalance.

«aspetta, perché ti vedi con papà?» chiesi curiosa. Un sorriso compiaciuto si fece spazio sul mio volto.

«per compagnia» rispose veloce lei. «sai, s-sono sola io e, uhm, ed è solo lui perciò..» quasi balbettò.

Ridacchiai. «okay mamma, come vuoi. Sai, se dovesse tornare la fiamma tra di voi-»

«Alexandra!» mi fulminò.

«okay, scusami. Dicevo solo che sarebbe una cosa carina» le dissi sorridendo nonostante lei non potesse vedermi.

«io e tuo padre abbiamo sessant'anni passati» ci fu un attimo di silenzio. «Beh, lui ne ha quasi 60 ed io 58» precisò vaga poco dopo. «e non abbiamo l'età e tantomeno il tempo per queste cose»

Scoppiai di nuovo a ridere, davvero si aspettava che le credessi?

«okay, okay, come vuoi. Ti porto la bimba alle sette» dissi.

«va bene, a più tardi» disse riattaccando.

Mi voltai verso Justin, nascosto dietro la porta della cucina.

«tu sai niente di mia madre e mio padre?» chiesi.

Lui mi guardò incuriosito ma scosse la testa. «cosa dovrei sapere?»

«no, niente» feci spallucce.

Quella sera indossai un vestito nero abbastanza lungo e delle scarpe con il tacco dello stesso colore. Preparai lo zainetto alla bimba con dentro il pigiama e lo spazzolino da denti.

𝘾𝙄𝘼 - 𝘾𝙚𝙣𝙩𝙧𝙖𝙡 𝙄𝙣𝙩𝙚𝙡𝙡𝙞𝙜𝙚𝙣𝙘𝙚 𝘼𝙜𝙚𝙣𝙘𝙮 𝟮 ➳ 𝙟𝙗Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora