L'anno dopo Beckendorf morì.
Aveva una missione su una nave -la nave di Luke- e quella saltò in aria con lui sopra.
Le Parche a quanto pare si divertivano parecchio nel uccidere tutti coloro che amavo e ritenevo parte della mia famiglia in un modo che implicasse del fuoco.
Ne uscii distrutta, e per la seconda volta smisi di parlare e mangiare.
Beckendorf era l'unico a conoscere il morse, così nessuno poteva più capirmi.
Alcuni miei fratelli cercarono di impararlo, ma facevano una gran fatica a capire quello che dicevo.
Costruii armature, un mucchio di armature. Andammo con quelle mella seconda Guerra dei Titani.
Ero sempre nelle prime file per combattere e uccidevo mostri su mostri.
Luke aveva davvero mantenuto la sua promessa: ai mostri era stato dato l'ordine di non uccidermi per nulla al mondo, o le conseguenze sarebbero state così tremende da far tremare di paure persino gli altri Titani.
Così ammazzavo un mostro dopo l'altro, senza che esso potesse sfiorarmi. Qualcuno, nella confusione della battaglia, aveva provato a ferirmi. Come la propria arma era entrata in contatto con la mia pelle, il mostro si era disintregato con un urlo straziante.
Ciò mi rendeva più difficile concentrarmi, perché continuavo a pensare che io stavo combattendo per uccidere Luke, mentre lui aveva sprecato energia e potere per far sì che io non morissi per mano di nessuno.
Quando arrivai sull'Olimpo quella frazione di mondo che era ancora in piedi dentro di me crollò.
Quando vidi Luke a terra, morente, la mia vita si spezzò.
Corsi verso di lui e mi inginocchiai di fianco al suo corpo.
Lui mi riconobbe subito e rise piano, debolmente, mentre io sentivo le lacrime rigarmi il viso senza sosta.
Vedevo sfocato, ma riuscivo comunque a vedere il suo debole sorriso.
«Quasi sei anni fa eri tu quella sdraiata e ferita, ci pensi?» mi disse con quel filo di voce che gli rimaneva.
«Luke...» sussurrai tra le lacrime.
Il suo sorriso si spense e vidi il dolore sul suo viso.
«Ti prego...» sentivo che sarebbe riuscito a parlare ancora per poco, forse un paio di parole e basta «esaudisci un...ultimo desiderio»
Io annuii piangendo
«Tutto quello che vuoi Luke, farò qualunque cosa»
Gli stringevo la mano come se mi aggrappassi alla mia stessa vita.
Lui cercò di radunare le ultime forze.
«Baciami»
Io sentivo le lacrime scorrere senza un controllo, ma mi piegai sul corpo di Luke e posai le mie labbra sulle sue.
Lui passo una mano tra i miei capelli sporchi di sangue e io appoggiai la mia mano sulla sua.
Si staccò per un secondo dalle mie labbra.
«Ti amo» fu un sussurro, un minuscolo sussurro. L'ultima cosa che sarebbe riuscito a dire.
Nonostante le lacrime riuscii a fare un sorriso «Anche io ti amo, Luke»
Lui sorrise e io lo baciai di nuovo, chiudendo gli occhi con una fitta di dolore al cuore.
Sentii la sua mano lasciare la presa sulla mia guancia e mi staccai.
Quando aprii gli occhi Luke era morto.
Scoppiai in singhiozzi, buttando fuori tutto il mio dolore in una scena straziante, portandomi la mano di Luke al petto e stringendola mentre bagnavo di lacrime la sua maglietta lacerata.
La prima a venire ad abbracciarmi fu Annabeth, subito seguita da Percy.
Erano gli unici che mi rimanevano, avevo perso tutti.
Mamma diceva che tutto si può aggiustare, ma il mio cuore sembrava irreparabile in quel momento.
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||La Figlia Del Fuoco|| Completa ||
Fanfiction|Cosa cambierebbe se Leo Valdez avesse una sorella?| Lola Valdez, una ragazza forte e che porta un grande dolore dentro, con un passato doloroso, un presente complicato e un futuro ingrato. Una ragazza con un dono nascosto a tutti e uno spirito imba...
