«A che punto sei?»
«Buono»
«Davvero Chirone te l'ha lasciato fare?»
Io mi tirai su gli occhiali da saldatore e con gesto ovvio indicai la mia opera.
«Credo sia un sì»
«I Romani non hanno limiti e nemmeno noi dobbiamo averne. Questa è una guerra dentro una guerra: ormai regna la legge del più forte.»
«Wo, certo che te ne intendi»
Mi scivolò la mano e mi bruciai l'orlo della maglietta.
«Io...»
«Era solo una battuta...»
Solo una battuta.
Avevo paura che non fosse così purtroppo.
Nyssa mi salutò ed uscii dal Bunker Nove, mentre io riprendevo i miei lavori.
Se quella tuta avesse funzionato e io fossi riuscita ad insegnarne il progetto ai miei fratelli, avremmo avuto un esercito con parecchi assi nella manica.
Eravamo in svantaggio numerico, almeno come strategia dovevamo provarci.
Quella roba faceva di tutto, a partire dal fatto che era indistruttibile.
Chirone mi aveva vietato di costruire la mitragliatrice a bronzo celeste, ma quella tuta era cento volte meglio.
Forse potevo nasconderci dentro una piccola mitragliatrice, per le emergenze si intende.
Il primo prototipo era studiato per me, quindi aveva anche una piccola modifica nel caso avessi dovuto prendere fuoco in mezzo alla battaglia.
I romani sarebbero rimasti letteralmente a bocca aperta.
Avevo anche studiato modifiche alle tute e armature in base ai poteri dei semidei, in questo modo ogni tuta riusciva a coprire i punti deboli e accentuare quelli di forza.
Se avesse funzionato, saremmo stati alla pari dell'esercito romano.
«E....finito!»
Schiacciai un punto sulla tuta e quella si ritirò, chiudendosi in un normalissimo orologio.
Lo indossai e misi gli attrezzi sul primo tavolo disponibile.
«E ora testiamo cosa sai fare bellezza»
Quella tuta andava davvero e anche alla grande. Ne rimasero tutti stupiti.
«Pensi di poterne costruire abbastanza?» mi chiese Chirone quanto terminai l'esposizione al campo.
Io annuii.
«Se tutta la Casa Nove lavora instancabilmente dovremmo riuscire a costruirne abbastanza, ma se qualcuno preferisce l'armatura classica posso lavorare anche su quella»
«È magnifico!» esclamò Jake.
«Il progetto è nel Bunker Nove, a disposizione di tutti. È solo una copia e ho fatto in modo che solo i figli di Efesto possano leggerlo, nel caso qualche romano volesse provare a rubarlo...»
«A proposito di romani» gridò un figlio di Ares «Perché non mandiamo Fiamma Girl a spaventarli un po'»
Chirone pestò gli zoccoli preoccupato. «Non credo sia una buona idea...»
La lampadina scattò nel mio cervello
«Ne ho una migliore»
Tutti si voltarono nuovamente verso di me.
«Ma avrò bisogno di tutti i figli di Ipno ed Ecate che abbiamo. Ah e, figli di Iride, preparatevi. Domani avrete un compito fondamentale»
I ragazzi mi guardavano speranzosi ma anche spaventati.
Quell'idea era geniale, come potevo non averci pensato prima?
«Chirone, posso spiegarle il piano un secondo in privato? Voglio che lei approvi prima che io sciolga le menti di ogni singolo romano della legione»
Qualche figlio di Ares esultò.
Il morale si rissolevò di parecchi metri.
Chirone annuì cupamente e ci allontanammo verso la Casa Grande.
«Lola, sei sicura di ciò che stai facendo?»
«Mio fratello Leo mi ha detto che una volta nostro padre si è messo in contatto con lui in sogno tramite un macchinario speciale che usava per le comunicazioni. Io posso fare lo stesso»
L'uomo sembrava non capire, così spiegai meglio.
«Se riesco a infiltrarmi nella menti di tutti i romani e trasmettere lo stesso sogno, loro saranno terrorizzati. È qualcosa che nessuno ha mai fatto, nessun semidio ha mai provato una cosa così impossibile.»
«Ed è proprio per questo che potrebbe incutere timore all'interno della legione...» continuò Chirone cupamente.
Io annuii.
«Se lo mandassi solo a Reyna, il pretore di cui ci ha parlato Jason, lei potrebbe tenerselo per se. Un buon capo non diffonde il panico, neanche quando ormai le speranze sono meno di zero. Ma se colpisco l'esercito alla base, esso crollerà.»
«Una strategia degna di Ares e Atena, non c'è che dire»
Io sorrisi compiaciuta.
«Abbiamo anche un altro vantaggio: i romani non hanno idea di cosa sia un messaggio Iride. Con l'aiuto dei figli di Ecate e Iride potrei riuscire a creare il più grande messaggio Iride mai esistito. La legione cadrà nel caos, e noi avremo il tempo di rendere il Campo l'inferno per i nostri nemici»
Chirone mi guardava come se mi fossi appena trasformata in un drago e lui avesse sempre sospettato che sarebbe successo.
«Mi avevano detto che ti erano stati cancellati i ricordi. A quanto pare la tua mente ha assorbito quelle strategie»
Sentii il sangue gelare nelle vene.
«Lei...»
«Non so neanche io dove sei stata, ma ti hanno trasformato nella guerra in persona. Potresti gestire una battaglia interamente da sola, dalle armi alla strategia al combattimento corpo a corpo. Forse sarai la nostra salvezza. Spero che gli dei sappiano ciò che hanno fatto»
Non era rassicurante, ma era una conferma.
Tutte quelle volte che avevo pensato alla macchina da guerra non avevo sbagliato così tanto: io ero la guerra.
Mi ritornò in mente una frase che avevo letto una volta da qualche parte.
"Amore e guerra vanno sempre a braccetto. Sono gli estremi delle emozioni umane."
Io e Mitchelle eravamo quegli estremi.
E la cosa non mi dava più tanta sicurezza.
Spazio autrice.
¡hola chicos!
Ho postato voglio un premio.
Cooooomunque sapete già perché sto postando tipo ogni tre giorni e vi giuro che non mi sono dimenticata della storia.
Vi voglio bene non mi odiate, besos.
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||La Figlia Del Fuoco|| Completa ||
Fanfiction|Cosa cambierebbe se Leo Valdez avesse una sorella?| Lola Valdez, una ragazza forte e che porta un grande dolore dentro, con un passato doloroso, un presente complicato e un futuro ingrato. Una ragazza con un dono nascosto a tutti e uno spirito imba...
