Quando Annabeth tornò dalla sua spedizione io ero chiusa nelle fucine, a costruire una nuova armatura per un tipo della casa di Ares.
Non avevo molta voglia di andare a vedere il nuovo arrivato, quando un ragazzo irrompeva nella mia vita succedevano sempre cose negative, prima o poi.
Tipo con Luke. O Percy.
Quella che ci rimetteva ero sempre io, così preferii stare nella fucina a sistemare l'armatura.
Quando fu terminata mi diressi pigramente verso la casa di Ares e aspettai che il tipo si degnasse di venire a riprendersi la sua roba.
Una volta fatto avrei voluto tornare nelle fucine a lavorare, ma qualcosa mi bloccò. C'era qualcosa, come un presentimento, che mi diceva di aspettare un po' prima di tornare laggiù.
Decisi di andare a cercare Will, magari potevamo fare una partita a basket prima di cena.
Ma invece di Solace trovai Annabeth, insieme ad una ragazza mai vista prima.
«Oh Lola! Ti presento Piper»
La ragazza nuova aveva i capelli scuri con delle treccine ai lati della testa e un taglio asimmetrico. Mi soffermai parecchio su quel dettaglio e vidi che anche lei studiava i miei capelli.
«Bello il lato rasato»
«Pensi che possa farmi crescere una treccina?»
Ci sorridemmo entrambe e fu come se avessimo stretto un patto.
Annabeth sembrava un po' a disagio «Sono contenta che abbiate fatto amicizia» suonò un po' come una domanda, così io annuii e guardai fiera Piper.
«Ci si vede a cena, chica»
Lei sembrò sorpresa da quelle parole, ma non disse nulla.
Non ci feci caso, era raro trovare qualcuno che si mettesse a parlare spagnolo dal nulla.
Potevo capirlo, molti avevano reazioni simili quando mi mettevo a dialogare nell'altra lingua come se avessi parlato spagnolo fino a quel momento.
Annabeth sembrava occupata, così non la trattenni e decisi di cercare io Will. Passai per il campo di basket, ma lì mi dissero che Will stava facendo fare un giro ad uno nuovo.
Il tizio monopiede pensai e sorrisi per quel nomignolo. Non mi andava molto di mettermi a cercare un figlio di Apollo e un semidio con problemi con le calzature per tutto il campo, così decisi di tornare alla Casa Nove per mettere giù la cintura degli attrezzi. Poi sarei andata nella cabina di Afrodite a farmi tagliare i capelli.
Quando entrai sentii la tenda di Jake spostarsi.
«Oh Lola, meno male»
Gli feci un sorriso dolce, di quelli che riservavo solo a lui da quando si era praticamente distrutto.
«Hermano, ancora rotto?»
Nonostante sapessi che non se la stesse passando bene, lui sorrise.
Andai a sedermi sul bordo del suo letto.
«Mi regalerai una macchinina quando toglierò il gesso?» chiese sarcastico.
Io scoppiai a ridere «Oh certo, ti costruirò una Lamborghini, feliz?»
Lui sorrise di nuovo e io mi sentii un po' meglio. Non mi piaceva vederlo così sconsolato o addolorato.
«Senza di te non so come faremmo noi figli di Efesto, sei veramente una benedizione dal cielo Lola»
Nonostante fossero passati sette anni ancora il mito del mio arrivo era motivo di giochi di parole.
Ma a me piaceva, era come vedere tutti i giorni un tatuaggio che associ ad un ricordo felice.
Questo parogone mi fece quasi ridere, dato che io avevo un tatuaggio del genere. Istintivamente mi passai una mano sulla spalla, dove a soli undici anni mi ero tatuata un ricordo: un pezzo di carta che bruciava e sul quale si potevano leggere pezzi dei nomi di mia madre e mio fratello.
Sull'altro braccio invece, sull'avambraccio e in bella mostra, avevo un paio di ali.
Me le ero tatuate dopo la morte di Luke.
«Ti serve una mano per andare a cena?» gli chiesi e lui scosse la testa «Mi ci porta Harley, tranquilla»
Lo salutai e uscii, con l'intento di andare alla casa di Afrodite.
Quando feci per aprire la porta una trousse umana mi venne a sbattere addosso.
«Guarda dove v...» Drew si bloccò nel momento in cui vide che ero io.
«Oh, Lola»
«Già, sposta il tuo didietro sbrilluccicante dalla mia strada» disse con una calma tale da risultare minacciosa «Mitchelle, ti prego ho bisogno di te» gridai poi verso l'interno della cabina.
Drew si volatilizzò ed io entrai dentro la cabina mentre i figli di Afrodite mi guardavano in silenzio.
Da quando Luke era morto mi guardavano sempre come se volessero scusarsi.
Probabilmente si sentivano in colpa perché loro madre mi aveva fatto innamorare del nostro nemico numero 1 degli ultimi sei anni.
Non che io ce l'avessi con loro.
Mitchelle venne verso di me sorridendo «Certo che i tuoi capelli crescono più in fretta delle ambizioni di...»
Non disse il suo nome, ma entrambi avevamo capito.
«Dai siediti, ti rimetto a nuovo»
Io mi misi su una poltroncina aspettando che lui prendesse la macchinetta e tutto il necessario.
«Se mi conci come l'ultima volta costruisco una mitragliatrice e ti uso come bersaglio»
Lui cominciò a lavorare «Chirone ti ha vietato di ricostruire la mitragliatrice. E poi devi fare colpo sul nuovo arrivato, è un gran figo»
Io storsi il naso «Io non voglio un ragazzo, tua madre mi ha già preso a bastonate in fronte una volta»
Lui si zittì, probabilmente pensava che non volessi affrontare l'argomento Luke.
La verità era che ero andata avanti.
Se ti attacchi a tutte le cose che la vita ti toglie finisci per perdere te stesso.
«Oh ti prego Lola, lascia solo che ti passi un po' di mascara e di matita»
Io mi alzai dalla sedia.
«Tieni i tuoi strumenti di tortura lontano da me, o ti cavo gli occhi»
Lui sbuffò mentre io mi guardavo allo specchio.
«Bel lavoro, sei sempre il migliore»
Mi voltai e lo beccai a guardarmi con aria distante. Nemmeno si rese conto che lo stavo guardando.
«Terra chiama il ragazzo colomba, sei vivo?» gli schioccai le dita davanti agli occhi e lui si riprese, arrossendo imbarazzato.
Un paio di suoi fratelli ridacchiarono.
«Dai glitterman, andiamo a mangiare» dissi prendendogli il polso e trascinandolo fuori dalla cabina di Afrodite.
Forse era vero, non ero per nulla sola.
Avevo Annabeth, Rachel, Will, Mitchelle e forse adesso anche Piper.
E Jake e i miei fratelli.
Forse era ora che la smettessi con l'auto commiserazione.
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||La Figlia Del Fuoco|| Completa ||
Fanfiction|Cosa cambierebbe se Leo Valdez avesse una sorella?| Lola Valdez, una ragazza forte e che porta un grande dolore dentro, con un passato doloroso, un presente complicato e un futuro ingrato. Una ragazza con un dono nascosto a tutti e uno spirito imba...
