"Finalmente vi siete degnate di scendere!" Diego, sbuffando il fumo appoggiato alla sua macchina, saluta me e Simona appena uscite da casa mia.
"Volevamo farci desiderare un po'." Scherzo io.
"Un po'? È passata mezz'ora buona!" Sbotta Paolo ridendo dal sedile del passeggero.
"E ti lamenti di così poco?!" Risponde Simona sempre ridendo.
"Dai, salite e andiamo a divertirci" ci esorta Diego.
*
"È arrivato!" Urlo nell'orecchio del mio migliore amico accertandomi che mi abbia sentita, anche se è davvero difficile comunicare a causa della musica da discoteca a palla.
"Dov'è?" Mi domanda Diego urlando di rimando.
Io mi volto appena verso l'entrata del locale, facendo un cenno con la testa verso Luca che, a testa alta e con la sua giacca di pelle, ha appena varcato la soglia della discoteca assieme a Gionata, Dref e Sara, abbracciata al suo ragazzo.
Improvvisamente la stretta di Diego sui miei fianchi si fa più salda, il che mi fa voltare stupita verso di lui, che mi guarda maliziosamente.
"Se dobbiamo farlo ingelosire, facciamolo bene!" Si avvicina al mio orecchio per farmi comprendere ogni parola e rimane così per alcuni secondi, facendo ondeggiare i miei fianchi sotto il suo tocco leggero.
Nel frattempo vedo Simona poco distante da noi che mi rivolge velocemente un occhiolino complice.
"Interrompiamo qualcosa?" Le urla di Dref, evidentemente già abbastanza ubriaco dal buffo tono di voce, ci fanno voltare e, in men che non si dica, ci ritroviamo di fronte i nostri amici.
Luca mi rivolge un sorriso sghembo stringendo Sara a sé per provocarmi ed io, in tutta risposta, ricambio il sorriso mostrandomi indifferente.
Scambio qualche parola con gli altri, per quanto mi sia possibile, in seguito li perdo di vista e riprendo a ballare con il mio migliore amico.
*
Diego e Paolo hanno lasciato me e Simona sole in pista, per andare a fumare di fuori, e per ora il nostro piano si sta rivelando un completo fallimento.
"Neanche l'ombra di Luca" mi lamento io.
"Parli del diavolo e spuntano le corna" risponde la ragazza rivolgendo uno sguardo fugace alla mie spalle, per poi scomparire tra la folla lasciandomi completamente sola.
"Stasera ci siamo vestiti abbinati" una voce roca, fin troppo famigliare, mi costringe a voltarmi; di fronte a me appare Luca, con un sorrisetto stampato sul volto.
"Eh già" in effetti indosso dei pantaloncini di pelle ed un chiodo nero con le borchie per coprire il top altrettanto nero, leggermente trasparente in alcuni punti, il tutto coordinato alla giacca di pelle del ragazzo.
"Sembri quasi una cattiva ragazza vestita così" si avvicina al mio orecchio per parlarmi, esattamente come aveva fatto Diego in precedenza, ma la differenza è che stavolta Luca mi sfiora il lobo con le labbra per svariati secondi, provocandomi dei brividi di piacere di cui si accorge prontamente.
"Mi piaci da impazzire così"
Rimango impietrita quando il ragazzo mi cinge i fianchi attirandomi contro il suo busto.
"Luca"
"Si?"
Lo guardo negli occhi per attimi che sembrano interminabili e, ad un tratto, mi accorgo che si sta avvicinando lentamente al mio volto; i nostri naso si sfiorano, la pressione delle sue mani si fa più intensa, i suoi occhi finiscono sulle mie labbra che sto mordendo insistentemente, passando da quelle agli occhi, più e più volte.
Le mie mani finiscono dietro il suo collo e posso giurare di riuscire a percepire perfettamente il suo respiro affannato contro la mia pelle calda.
"Luca" Lo richiamo ancora, tentando di apparire provocante.
"Cosa?" La sua voce è così bassa che posso solamente interpretare le sue parole leggendo il labiale.
"Ricorda che hai scelto Sara" la mia voce diviene improvvisamente fredda, distaccata. Sul mio volto nel frattempo si apre un sorriso provocatorio e in seguito, con un gesto rapido, mi allontano lasciandolo interdetto e confuso in mezzo a tutte quelle persone che si scatenano.
Mi dirigo verso l'uscita in cerca di Diego, finalmente soddisfatta di me stessa per non essere caduta si sui piedi ancora una volta, come una perfetta idiota.
Ed ora siamo 1 a 0 per me, caro Luca.
