Paesaggio vulcanico

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Keith: ehi, Kazaki sicuro sia la strada giusta?, è da un bel pezzo che cammino.
Kazaki: si è quella giusta,ma da quando in qua tu mi chiami per nome?
Keith: ormai ho capito che resterai con me per molto tempo, eh tanto vale chiamarci per nome.
Kazaki: eh va bene Keith, comunque siamo arrivati sali su quella collina e avvicinati alla roccia strana che vedrai.
Keith: roccia "strana" dici?,ok.

Keith si avvicina alla collina,essa si mostra alta e cupa, avvolta da terra brulla ed erba morente. In cima come fosse un altare si trovava un leone di pietra, altezzoso e sgretolato dal tempo. Aveva le fauci spalancate,pronto a divorare la preda con sguardo affamato.
Keith: era questa la pietra che intendevi per strana?,eh comunque come dovremmo entrare in questo "inferno"?
Kazaki: si è questa, eh non preoccuparti d'ora in avanti servo io, lasciami fare la possessione.
Keith: ok, ma stavolta non farmi ritrovare con accanto un morto e il sangue tra le mani.
Kazaki: si si non accadrà niente,ora però cedi il "posto" a me, ci rivediamo subitò.

Kazaki si avvicina al leone, trasforma il braccio sinistro nel kattunge ( letteralmente zampa da felino in lingua norvegese), lo avvicina alle fauci del leone e all'istante esse si chiudono e gli occhi della bestia si illuminano di fiamma blu. La statua si divide e il terreno si muove per far apparire l'entrata dell'inferno. Kazaki si tuffa nel vuoto e mentre scende i muri da semplici pietre e minerali , cambiano e si formano delle venature di lava che si muovono sinuose verso il basso.
Kazaki si avvicina al muro più vicino e cerca di rallentare la caduta con il suo kattunge, nel farlo però afferra una di quelle venature e scopre che sono dei serpenti di lava; essi nuotano nel muro in modo armonioso, kazaki nota che un kattunge non basta e ne crea un altro nella gamba sinistra così facendo riesce a rallentare abbastanza e  mentre vede la fine del tunnel salta, per poi cadere in piedi ma perdendo un po' l'equilibrio.
Dopo essersi sistemato esclama
Kazaki: finalmente sono tornato a casa, sarebbe bello rivedere i miei vecchi compagni, chissà come se la passano!

Guardandosi intorno si vede circondato da un paesaggio vulcanico solenne e mutevole, non distante da lui si spostava un fiume rosso che ribolliva di calore, iniziò a seguirlo.
Kazaki: questo fiume dovrebbe portarmi vicino alla casa del mio amico. Spero ci sia in questo momento.
Dovrò aspettare ancora a far ritornare Keith, anche se il nostro corpo resiste in questo luogo, lui non la prenderà bene,ehehehehe.

Il volto della morte La tua prossima ossessione. Scoprilo ora