CUORI IN TEMPESTA
La luna e il falò
Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.
-Catullo
Non appena sono fuori dalla stanza del nonno, tiro un grosso sospiro di sollievo.
Pensavo che avrebbe preso peggio la notizia della mia partenza di domani per il saggio di Penelope, invece mi ha ascoltato fino alla fine dicendo che per un paio di giorni potrà fare a meno del mio lavoro. Mi ha augurato persino buon divertimento.
Ovviamente ne sono felice. Ammetto di aver procrastinato questo momento troppo a lungo e aver fatto la mossa azzardata di comprare i biglietti del treno senza neanche avvisarlo, non mi faceva stare di certo più tranquilla.
Quando ritorno nella mia stanza, mi affretto a chiudere il borsone con i vestiti e il cambio per la partenza e a sistemare la borsa che porterò oggi in spiaggia.
Sono po' in ansia. La sola idea che dovrò passare quasi un'intera giornata con gli amici di Eva, e soprattutto che dovrò vedere lei e Giordana praticamente appiccicati ogni minuto, mi fa provare una sgradevole sensazione all'altezza della pancia. L'unica cosa che mi conforta è la presenza di Zeno, che sono certa non mi farà che bene.
Dopo aver messo la protezione solare,- rigorosamente 50+.- infilo un paio di libri che mi serviranno a riempire quei momenti di silenzio che prevedo ci saranno e a eludere attività di vario tipo con le persone che incontrerò fra poco. Probabilmente parto prevenuta, ma qualcosa mi dice che i suoi amici sono più simili a lei di quel che pensi. Zeno è l'unica eccezione.
Ma vedremo. Sono stata la prima a dire ad Eva di avere meno pregiudizi su di me, quindi devo prenderla con più filosofia.
Chiudo la borsa, poi mi lego i capelli in una treccia e infine indosso i miei sandali preferiti. Sopra il costume intero, ho optato per una camicetta a maniche corte e un paio di pantaloncini turchesi.
-Sei pronta?
Riconosco la voce di Giordana. Ha bussato alla mia porta.
Mi do un ultimo sguardo allo specchio, poi prendo la borsa e infine esco dalla mia stanza.
Lo trovo con la mano chiusa a pugno, ancora a mezz'aria. Quando mi vede, molto vicino a me, si schiarisce la voce e la abbassa.
Nascondo una risatina dovuta alla sua reazione e poi annuisco con la testa.
Lui fa qualche passo indietro e si mette le mani nelle tasche dei bermuda color sabbia.
-Eva è già venuta?- gli domando, richiudendo la porta della mia camera alle mie spalle.
-Non ancora. Mi ha scritto che arriverà fra cinque minuti. Pare che ci saranno due sue amiche con lei, mentre gli altri si trovano già in spiaggia.
-Dovrebbe esserci anche Zeno con lei.- faccio finta di non aver notato come non lo abbia deliberatamente nominato.
Annuisce, distogliendo lo sguardo.
Noto che porta la custodia della sua chitarra a tracolla, mentre in una mano stringe il manico di uno zainetto giallo.
-Porti anche la chitarra?
-Sì. Me l'ha chiesto Eva. Vuole che questa sera suoni qualche pezzo in spiaggia.
Questa volta è il mio turno di annuire e distogliere lo sguardo.
-Conosci i suoi amici? Come sono?- cambio argomento e mi avvio verso le scale.
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Cuori In Tempesta
ChickLit"La vita è come scatola di cioccolatini. Non sai mai quello che ti capita" diceva Forrest Gump. A Monica è capitato Gioacchino. Ha solo sei anni quando i suoi genitori le dicono che andranno a trasferirsi in quella che fin a quel momento era stata...
