Possibilmente per sempre

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CUORI IN TEMPESTA

Possibilmente per sempre

'Cause I've got my mind on you

I've got my mind on you

- Yes To Heaven- Lana Del Rey

Mi sento leggera.

Leggera come un'aquila che vola libera nel cielo, come una libellula che saltella spensierata su una superficie d'acqua, come un palloncino che fugge dispettoso da una festa di compleanno.

In questi ultimi sette anni, timori, perplessità, incomprensioni , dubbi e domande, tante domande, si erano sedimentate un poco alla volta dentro il mio petto, vicino al cuore, originando un macigno fattosi ogni anno sempre più pesante e opprimente.

Un macigno che adesso non c'è più.

Una persona più saggia di me disse un giorno che è dalle crepe che entra la luce. Mi è sempre piaciuta questa frase perché profuma di speranza. Spinge a pensare che la bellezza della vita trova sempre il modo di farsi strada, anche in ciò che sembra distrutto e irrecuperabile.

Oggi l'ho vissuto sulla mia pelle e ne sono felice.

Per un momento, guardandomi allo specchio della mia camera, mi balena in mente l'idea di truccarmi e di sostituire il pigiama con quella bella camicia corallo che ho aggiunto, sotto suggerimento di Penelope, l'altro giorno.

Non so neanch'io perché. È come se adesso che le cose tra noi due si sono sistemate, avessi voglia di sentirmi più carina ai suoi occhi.

Ma poi penso che Gioacchino mi ha visto più simile ad un vampiro, di quelli alla Bram Stoker non alla Twilight,  che ad un essere umano: struccata, in pigiama, con gli occhi rossi per il pianto e con la mia classica carnagione cinerea , eppure mi ha aperto il suo cuore e mi ha detto persino che mi trova bella come la nonna.

Questo mi è sufficiente per farmi sentire più a mio agio e a rasserenarmi.

-Sicuro che non ti serva una mano?- grido, avvicinandomi alla porta.

-Sicurissimo!- mi risponde , presentandosi sull'uscio e cogliendomi di sorpresa.

Entra nella mia stanza, con un sorriso a trentadue denti e un vassoio di cose da mangiare.

Poggia il tutto sul mio letto.

-Scendo un attimo a prendere i bicchieri e la coca-cola.- aggiunge, facendomi un occhiolino.

Io annuisco, sorridendogli.

Poi mi siedo e osservo meglio ciò che ha portato. Ci sono due piatti di plastica, due forchette e due coltelli, un piatto di toast, e un terrina con dentro la porzione di  verdure che mi ha lasciato il nonno. Una ciotola di patatine è posata al centro del vassoio.

È stato lui ad insistere perché mangiassimo in camera mia. Mi ha detto di esserci entrato solo una volta e di voler stare con me in un luogo più confortevole della cucina. In realtà sappiamo entrambi che ha voluto semplicemente riprendere una delle nostre abitudine di quando eravamo piccoli. Difatti, dalla terza elementare in poi, una sera a settimana, di solito il sabato quando i nostri genitori cenavano insieme, eravamo soliti salire nelle nostre camere per mangiare il gelato. Eravamo più a nostro agio, lontani dalle chiacchiere degli adulti e circondati dai giocattoli.

-Eccomi.- mi raggiunge velocemente, con il respiro un po' corto come se avesse corso per arrivare quanto prima.

Posa la bottiglia sul pavimento e mette i due bicchieri di vetro sul comodino.

Cuori In TempestaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora