Alla postazione segreta

6 1 0
                                        

Ciao a tutti amici! Scusate il ritardo😅.
Avviso che questo capitolo nn sarà molto interessante all'inizio spero che vi piaccia lo stesso.
Buona lettura ribelli😉



Angelica abbassò il suo sguardo per vedere l'orario sul suo orologio touch, e notò il tardo orario.
Allungò il passo per raggiungere la sua meta, quando fu affiancata da Cindy.

-Angy! Credevo fossi già arrivata.

-Potrei dire la stessa cosa di te!

-Emmm...ecco...ero impegnata...e te invece?

-Non mi era suonata la sveglia... comunque perché mi hai chiesto di venire da te?

Il lieve sorriso che si era formato sul volto dell'amica svanì e distolse lo sguardo. Tutto d'un tratto divenne seria, e nel mentre che Angelica continuava a guardarla, il tono di Cindy cambiò diventando rigido e freddo.

-Non posso dirtelo ora. Saprai ogni cosa oggi.-

Il resto del percorso, lo passarono in silenzio.

Arrivarono a scuola, e passarono il resto della mattinata come ogni altre volte.

Angy, notò che da quando nella loro classe si era aggiunto Richard, l'amica sembrava essere più distratta: quando le parlava, questa si metteva a guardare il compagno, che per i fatti suoi, era impegnato con il tablet.
Ogni cosa che usciva dalla sua bocca mentre Cindy lo guardava, sembrava nn la stesse ascoltando per niente.
Avvolte capitava che il nuovo compagno si unisse alle amiche e parlava con piacere, ma quando incrociava gli occhi dell'amica, arrossivano contemporaneamente.

Quella mattina, a ricreazione, Angelica spinta dalla curiosità, portò con sé in bagno l'amica e parlando a bassa voce le chiese:

-Tu non me la dici giusta Cindy... perché ogni volta che vedi Richard diventi rossa?-

L'amica sobbalzò sorpresa per l'argomento tirato in gioco. Era imbarazzata, perciò cercava di cambiare discorso, ma invano. Angy voleva sapere cosa succedesse.

-E dai Cindy! Quanti segreti mi devi tenere nascosti ancora? Ho sempre cercato di non insistere, ma questa me la devi. Tu sai tutto di me, ed io che ti conosco da una vita sembra che non ti abbia mai conosciuta veramente. È un segreto dove rischio la vita o posso sapere almeno questo??-

-Shhhh! Abbassa la voce!

-NO! Tu ora mi dici che cos'hai con Richard...!

- O-ok ma...prometti di non dirglielo, vabene?-

Angy annuì con energia, affermando che poteva fidarsi di lei, allora Cindy prese fiato e cominciò a parlare.

-E' strano ammetterlo, specialmente da una come me, ma....credo di essermi innamorata di Richard...

Ad Angy stava per prendere un colpo, sgranò gli occhi per lo stupore ma nn disse nulla.
"Innamorata"? Cosa significava davvero questa parola? Lei non poteva saperlo.

-In che senso ti sei innamorata? Non lo conosci nemmeno...!

-Non lo so... è una strana sensazione, ma mi piace...

Le due ragazze vennero interrotte dal suono della campanella che annunciava l'inizio delle lezioni.

"Innamorata", che parola strana.
È così facile da dire, ma allo stesso tempo così difficile da comprendere.

In una città come Arston non era possibile innamorarsi, nessuno provava niente per nessuno. I bambini erano sempre di meno e tutti quelli che nascevano non avevano uno scopo se non quello di lavorare, non avevano un principio e non avevano un anima.
Cosa stava diventando la Terra? La vegetazione e le forme di vita diminuivano a vista d'occhio Cominciava a sembrare sempre più un mondo di sole ombre vaganti.

L'orario scolastico era finito e gli studenti erano usciti tutti dall'edificio.
Angelica raggiunse la macchina della nonna. Era ancora un po' sovrappensiero per l'amica, ma sentiva che non era il caso di dirlo a Elizabeth.
Chiuse lo sportello dell'auto rumorosamente.

-Ciao tesoro, tutto bene a scuola?-

- si, come sempre....-

-Ti vedo distratta.-

-Non è niente...sono solo un pochino in ansia per stasera.

-Tranquilla andrà tutto per il meglio.-
La nonna porse la mano sulla chiave e mise in moto.
Continuava a guidare tranquillamente stando ben attenta alla strada illumitata dai lampioni.
Angy teneva lo sguardo basso, fissato sulle sue mani che continuavano a sfregarsi l'un l'altro.
Poi ricordò quello aveva visto quella mattina andando a scuola, le immagini dei mortari le passavano davanti gli occhi velocemente e decise di intervenire.

-Nonna? Stamattina ho visto dei camion dei mortari che stavano andando verso le mura più vicine, cos'è successo?-

-Ero andata mettere una bomba sul generatore di energia al quartier generale dei mortari di sud-est. L'esercito della città ha intenzione di tentare un'altra volta di entrare nel bosco e noi della A.O.S. dobbiamo impedirglielo.-

La nipote si girò verso di lei con occhi sgranati.
Era stupefatta dalla tranquillità in cui Elizabeth le aveva detto l'accaduto. Le ha parlato di una bomba con molta semplicità, come se fosse una cosa da tutti i giorni.
Non poteva ancora credere che tale azione fosse compiuta proprio da sua nonna, l'aveva sempre vista come al solito: era in pensione perciò doveva rimanere a casa a svolgere vari passatempi, o almeno così credeva...
Era inimmaginabile vedere una donna anziana sempre sorridente e tranquilla installare una bomba come un agente speciale.

-Non ti è successo nulla di male vero?-
Le chiese Angy guardandola con preoccupazione.

-No, assolutamente. Ho hackerato il computer del posto di comando del quartier generale, così sono riuscita a procurarmi tutte le password. Grazie a un modificatore cellulare ho cambiato aspetto prendendo le sembianze di Finch. Sono entrata nel luogo dove nascondevano il generatore di energia, ho installato la bomba e me ne sono andata.- 

L'immagine della scena che si era immagina fece congelare Angy.
Chissà quali altri segreti attendevano, segreti che dovevano essere scoperti e che avrebbero cambiato definitivamente la vita di Angelica.

Dopo qualche altro minuto di viaggio, Elizabeth accostò dietro un grattacielo. Entrambe scesero dall'auto, ma prima di procedere all'entrata, la nonna si soffermò da paio di metri dalla macchina, prese la chiave la quale portò vicino alla bocca e premette un pulsante:

"Attiva modalità mimetica"
Disse Elizabeth con voce quasi impercettibile, e subito dopo la vettura bianca parcheggiata, prese il colore del muro del grattacielo che le stava dietro.
L'impressione negli occhi della nipote si manifestò subito, e mentre la nonna avanzava verso di lei le chiese:

"Perché la nascondi così?"

"Rientreremo in tarda serata tesoro, è una questione molto lunga. Poi è vietato uscire dalle proprie abitazioni dalle 9 in poi e la nostra macchina metterebbe sospetti agli androidi notturni."
Le rispose Elizabeth continuando a camminare con determinazione.

Arrivarono davanti la porta vetrata del grattacielo.
Era tutto tranquillo, le strade erano illuminate dai lampioni donando all'asfalto un aspetto sinistro, si alzò una leggera brezza fredda e di sotto fondo si udiva un lieve ronzio procurato probabilmente dal funzionamento degli apparati tecnologici sparsi per tutta la città.

Entrarono nell'edificio, e i loro passi rimbombavano nel grande vuoto che era presente nel salone principale.
La nona si diresse verso un semplice punto ufficio seguita dalla nipote, finché non si formò davanti a una scrivania che portava il numero 102.
Mise una mano sotto il tavolo, e un click  echeggiò nel resto dell'ufficio vuoto. Il computer che vi era sopra si accese mostrando una prima immagine di uno sfondo rosso sangue.
Elizabeth si chinò verso la spia interna del computer mostrando pienamente uno dei suoi occhi.
Dalla spia partì una luce anch'essa rossa che percorse in verticale tutto l'occhio color nocciola della nonna.
Una volta finito la donna si riaddrizzò  e una specie di botola sotto i loro piedi sprofondò, portandole in profondità in chissà quale posto.

Libera di scegliereDove le storie prendono vita. Scoprilo ora