Ed eccoci al 5 capitolo e le cose diventano sempre più contorte e misteriose. Chissà cosa nascondono la nonna e Cindy...! Questo è un vero mistero. Ma non fatevi troppe illusioni, non sarà certo in questo capitolo che dirò il caos che sta succedendo realmente. Sono cattiva lo so.😎 Buona lettura ribelli!🤗
Il giorno dopo, durante la ricreazione Angelica raggiunse la sua amica, con un aria un po' sconsolata e le disse:
-Cindy...devo dirti una cosa...-
-Anch'io...-
Rispose l'altra con fermezza.
Avevano entrambi la stessa espressione dispiaciuta, poi Cindy fece segno ad Angy di cominciare a parlare lei per prima, per essere gentile.
-Sai, ieri ho parlato a mia nonna di te, e non so che le abbia preso, ma...mi ha chiesto di non parlare più con te qua a scuola.-
-Anche la mia mamma ha detto la stessa cosa, però io non voglio smettere di parlarti...tu sei mia amica!-
-Anche io voglio continuare a parlarti, altrimenti sarebbe tutto troppo noioso.
Mi ha anche detto che se ci comportiamo male finiremo nei guai...credo sia lo stesso motivo che mi hai detto ieri a proposito delle...
Si avvicinò all'orecchio della bambina e parlando a bassa voce continuò la frase.
...telecamere...-
L'altra la guardò con sincerità negli occhi e annuì, poi le disse:
-Lo so... dobbiamo solo cercare di stare attente e di fare il più silenzio possibile.
Semmai ci incontriamo dopo la scuola da qualche parte dove giocare tranquillamente.-
Angelica sorrise alla stessa idea che aveva avuto la sua amica, dato che era l'idea della nonna. Così le sorrise e intervení subito dicendole:
-Sai, mia nonna ha detto che tra qualche giorno potrai venire a giocare con me a casa mia! Lì nessuno ci disturberà!-
Cindy sembrava molto felice dell'invito, così tanto da non trattenere la sua felicità, che diventò appariscente agli occhi della maestra robot. Questa raggiunse le bambine, ma prima che questa arrivasse, loro si erano subito messe in posizione perfettamente dritta e si fissavano negl'occhi senza sbattere ciglio come gli altri compagni di classe, e per sembrare tutto più reale, Angelica cominciò a recitare....
-Buon giorno Cindy, come stai oggi?-
E l'altra per stare al gioco le rispose.
-Buon giorno Angelica, molto bene grazie; tu?-
La maestra era davanti a loro che le osservava interessante: si stava accertando che nessuna delle due si stesse emozionando. Le bambine continuavano a parlare come robot, ma sudavano freddo per la tensione. Erano a disagio, eppure hanno dovuto continuare così per tutto il tempo fino a quando l'insegnate non tornò alla cattedra a concentrarsi sul computer.
-Fhiú... c'è mancato poco!-
Disse la piccola Angy mettendosi una mano sul petto e sospirando.
La preoccupazione che si percepiva nei loro occhi era tanta;
si capirono soltanto guardandosi: non avrebbero più discusso a scuola; erano certe che continuando a parlarsi avrebbero provato emozioni, e questo le avrebbe messe in pericolo.
-Scusa, mi ero dimenticata della maestra, ti prometto che non succederà più....-
Ammise Cindy piegando in pò il capo verso il basso, era davvero dispiaciuta. Se non fosse stato per lei forse c'era ancora una speranza che si potessero parlare senza dare nell'occhio, e invece per via di un emozione, un particolare che rendeva umani, aveva rovinato tutto. La bambina dai capelli neri e lo sguardo sempre mesto, ora aveva i sensi di colpa; avrebbe mostrato la sua tristezza, se non fosse per la maestra che la controllava ancora benché fosse dietro il suo posto di lavoro.
-Tranquilla, tanto ci vedremo a casa mia no? Su, dai, torniamo a posto.-
Le ricordò l'amica.
Tornarono ai loro banchi e ricominciò la lezione.
Non si parlarono nemmeno nell'ora di pranzo: guardavano solo il loro piatto che piano piano si svuotava, senza alzare lo sguardo verso qualcuno.
Ogni tanto giocherellavano con la forchetta rigirandola nella pasta, lasciandola lì senza mangiarla: quel giorno nn avevano più così fame.
Le ultime ore di lezione rimanenti trascorsero più lentamente che mai, sembrava si fosse fermato il tempo, finché non suonò la campanella tanto attesa che permise alle due bambine di fuggire da quella scuola così grigia e insulsa.
Stavolta Angelica non corse tra le braccia di sua nonna, la raggiunse solo tenendo il capo chinato.
-Ciao amore! .... .... perché non mi saluti? ....Qualcosa non va?-
Non rispose subito la bambina, voleva assicurarsi che nessuno le stesse sentendo, così fece cenno ad Elizabeth di abbassarsi per sussurrarle all'orecchio.
-Nonna, non mi piace andare a scuola!!-
-Cosa? E perché mai?-
-É brutto non parlare con Cindy per ore...e poi non possiamo nemmeno giocare...
Oggi a ricreazione le ho detto che sarebbe potuta venire a casa nostra...ma non è andata così bene.
Cindy era così felice che stava per esplodere dalla gioia, ma poi la maestra per poco non scopriva i suoi sentimenti...
Odio andare a scuola perché devo far finta di essere qualcun'altro.-
La nonna era ben al corrente di cosa sarebbe successo se si fossero rivelate delle emozioni a scuola. Fece un sospiro di sollievo e le sorrise dolcemente dicendole:
-L'importante è che non ti sia successo nulla, forza,- si alzò in piedi e le mise una mano dietro la schiena per incoraggiarla a salire in macchina
-torniamo a casa...-
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Libera di scegliere
Aventura"Prima di trovare la pace in se stessa, ha dovuto passare per l'inferno". Angelica, una ragazza cresciuta ad Arston, una metropoli cinta da mura impenetrabili dalle quali non si può ne entrare ne uscire; è un luogo grigio e cupo dove le persone semb...
