Percifal mi trascinò di furia fuori dal boschetto, ancora agitato per quanto avevo appena visto. Entrambi non sapevamo che creatura fosse e preferivamo non scoprire di cosa si trattasse.
-Ci...ci siamo...- ansimai mentre Percifal mi accompagnò a casa -non serve che continui a tenermi la mano- gli feci notare, abbassando lo sguardo sulle nostre mani.
Percifal mollo' la presa, leggermente imbarazzato -lo so, però è una vecchia abitudine di quando eravamo bambini. Fatico a levarmela...-
Cercai di trattenere una risata. Da bambini, dovunque andassimo, ci tenevamo sempre per mano. Percifal è sempre stato un fratello maggiore per me.
Una volta arrivati a casa mia, feci per aprire la porta, ma Percifal mi blocco'.
Mi voltai con aria interrogativa.
-Non dire a nessuno quello che hai visto nel bosco- mi ordinò lui con espressione seria -sai cosa pensano di te. Immagina se venisse fuori la storia del gatto nero a due code... sarebbe il caos, soprattutto ora che manca poco al Sacrificio di Sangue!-
Annuii, capivo bene cosa intendeva. Se finora non ero stata offerta come sacrificio era per le mie fughe nel bosco. Se la gente di Castelvania avessero scoperto che avevo visto una creatura del genere, mi avrebbero ucciso seduta stante.
-Non ne farò parola- gli promisi -dai, entriamo. Vediamo se riesci a tirare su di morale mia madre!-
Nonostante la visita di Percifal, mia madre continuò ad avere lo sguardo spento. Nemmeno la vista del cesto pieno di lamponi era servito a qualcosa.
Da un lato è comprensibile; mio padre era morto quando io avevo solo quattro anni e mi ha cresciuto da sola, senza l'aiuto di nessuno, ed ha subito con me l'angheria della gente. Soffriva nel vedere sua figlia essere presa di mira in quel modo, incapace di poterla difendere. A volte le avevo proposto di andarcene da lì e cercare un posto più civilizzato, ma lei non ne voleva sapere. Era lì che aveva conosciuto mio padre e avrebbe lasciato Castelvania solo se non riusciva più a sopportare i ricordi legati a quel posto.
Un'altra cosa che la preoccupava da sempre è il Sacrificio di Sangue che ci veniva richiesto ogni anno.
Secondo la leggenda i nostri antenati, piu' di cento anni fa, uccisero la moglie di Drake (o "Conte" come lo chiamavamo noi) il vampiro che viveva nel castello vicino a Castelvania, e lui per vendicarsi pretese una vittima da uccidere ogni anno altrimenti avrebbe sterminato l'intero paese.
Non potevo fare a meno di chiedermi perché non avesse distrutto Castelvania all'epoca, sarebbe stata la scelta più logica visto quello che avevano fatto. Magari si divertiva a mandarci nel panico con questi sacrifici annuali, lasciando a noi la scelta di chi sacrificare. Forse la sua vendetta era proprio quella: mostrare alla gente quanto potesse essere crudele ed egoista l'essere umano.
Mia madre, all'avvicinarsi di quella ricorrenza, mi portava nel bosco per nascondermi perché sapeva che i nostri cari compaesani non si sarebbero fatti scrupolo di offrirmi in sacrificio. Non era un segreto, tutti a parte Percifal mi odiavano.
E tutto per colpa dei miei capelli argentati.
Ormai mancavano solo due giorni al sacrificio e sapevo che mamma stava già pensando a come nascondermi.
- Madre? -la chiamai cauta -posso parlarti per favore? -
Mia madre non sembro' ascoltarmi, era tutta presa nel preparare il necessario per il mio isolamento temporaneo.
- Coperte... - mormorava piano con aria concentrata - candele... qualche vestito... cibo... cos'altro potrà servire? -
- Madre, ascoltami per favore - la richiamai afferrandola delicatamente per le mani, bloccandola - ti devo parlare -
Mia madre alzò lo sguardo verso il mio viso, come se si fosse accorta solo ora della mia presenza - non abbiamo tempo- sussuro' - devi nasconderti -
Feci un bel respiro - no, madre. Non ho intenzione di nascondermi-
Mamma sgranò spaventata i suoi occhioni spiritati - no... non posso permettertelo... ti uccideranno!-
Le strinsi le mani, cercando di rassicurarla - non posso nascondermi per sempre, madre. E se mi volessero morta, mi possono uccidere anche senza il sacrificio. Lo sai benissimo -
Mia madre crollò in ginocchio, scoppiando a piangere.
- Non posso perdere anche te - disse tra i singhiozzi - ho già perso tuo padre... come potrei fare senza di te? Non ce la farei-
L'abbracciai forte - tranquilla madre, se dovesse succedere ci sarà Percifal ad aiutarti. Non sarai sola-
Mi dispiaceva vederla in quello stato ma ero stanca di vivere come un animale braccato. Avrei affrontato il mio destino, qualunque cosa potesse riservarmi. Se dovevo morire che così sia, almeno avrei smesso di vivere in quel modo, punita per qualcosa di cui non avevo colpa.
Mai avrei immaginato ciò che sarebbe successo in seguito...
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La sposa del Vampiro
VampirLuna, diciotto anni, è da sempre presa di mira dalla gente del suo paesino, Castelvania, per via dei suoi capelli argentati facendole passare una vita d'inferno. Castelvania è circondata da mostri di ogni tipo e il loro capo, il Conte, richiede ogni...
