Gabriella è un giovane ragazza italiana di venticinque anni. Dopo essersi trasferita da Palermo a Torino per la rottura con il fidanzato con cui stava da otto anni e decisa più che mai di mettersi in gioco. È una party planner, con i risparmi accumu...
I giorni sono praticamente volati via, e il tanto atteso giorno 23 è arrivato. Sono le 17:00 è sono un po' in ansia! Spero che tutto vada bene, ho portato il cambio per accogliere gli ospiti stasera. < Ehi.. stai tranquilla andrà tutto bene!> cerca di calmarmi Clara. < Spero di incontrare l'uomo della mia vita stasera!> dice con aria sognante. < È definitivamente finita con Carlo?> chiedo. < Si, non potevo più continuare a tollerare i suoi continui ripensamenti. Obbediva un po' troppo a mammina per i miei gusti.>dice lei. < Capisco..beh mi dispiace.. eravate molto belli insieme..> dico. < Nah! Non preoccuparti non ha più importanza ormai.> dice dandomi una pacca sulla spalla. < Vorrei incontrare qualcuno anch'io, non necessariamente stasera, ma al più presto. Ho voglia di innamorarmi di nuovo...mi manca sentire quell'agitazione prima di un appuntamento, la voglia di essere sempre più bella per lui, l'emozione dei baci, la passione, la tenerezza di dormire insieme, gli abbracci e la spalla su cui piangere..il calore travolgente che ti invade quando i corpi di incastrano fra loro..> dico più a me stessa che a Clara. < Arriverà un nuovo amore per te Gabri, stai tranquilla. Il tuo ex è stato un vero bastardo, tradirti con tua cugina dopo otto anni di fidanzamento. Vedrai che avrai un uomo con la U maiuscola, uno che ti meriterà davvero.> dice lei abbracciandomi. < Si, lo spero davvero tanto.> dico ricambiando il suo abbraccio. Lei mi sorride e mi lascia una carezza sul viso. < Grazie davvero Cla..> dico. Mi riprendo dal quel piccolo momento di tristezza e mi rimetto a lavoro.
Si è già fatta ora è tra cinque minuti gli ospiti arriveranno. Mi sono cambiata
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Raggiungo l'ingresso e mi posiziono vicino alla porta.Cominciano ad arrivare i primi invitati, riconosco alcuni giocatori fra gli ospiti. < Scusi? Dove posso lasciare i bambini?> chiede una ragazza mora e molto carina. < Nella sala adiacente a questa, gli animatori penseranno a tutto signorina.> rispondo. < Cristiano! Portiamoli lì.> dice rivolgendosi ad un ragazzo che si volta a guardare nella nostra direzione appena sente la voce della ragazza. Punta i suoi occhi scuri su di me e mi squadra da capo a piedi, risale nuovamente con lo sguardo e mi guarda dritto negli occhi avvicinandosi a noi accompagnato da due bambini, uno più grande è uno in braccio. Si affianca alla ragazza che ha due bambine. < Può farci strada per favore?> chiede lui senza smettere di fissarmi. < Vi farò accompagnare da una cameriera.> dico reggendo il suo sguardo. < Rebecca! Accompagna i signori nell'altra sala. Devono portare i bambini.> dico alla ragazza che mi era appena passata accanto. Lei si ferma e cordialmente chiede loro di seguirla. Lui continua a guardarmi fino a quando non si volta completamente. Mi rendo conto di aver smesso di respirare per tutto il tempo che ho avuto il suo sguardo puntato addosso. Certo che ha un certo effetto sulla gente. O forse solo su di te! Mi dice la mia mente. Ma che sciocchezze. Continuo ad accogliere gli ospiti e infine arriva il presidente Agnelli con Nedved e famiglie. Il presidente inizia il suo discorso e ad un tratto nomina anche me e la sala: Ringrazio anche la signorina Gabriella Sole e il suo magnifico staff per averci accolto nella loro splendida sala ricevimenti. Ammetto di essermi sentita molto fiera di me in quel momento. E dopo gli auguri ha dato il via libera per l'inizio della cena. Mi dirigo in cucina e passo tra i tavoli e incontro nuovamente lo sguardo del ragazzo di prima, mi sta guardando nuovamente. Distolgo lo sguardo e continuo a camminare arrivo in cucina. < Cosa fai qui?> chiede Edoardo. < Respiro.> dico e lui mi guarda confuso. < Lascia perdere, Clara dov'è?> chiedo < In sala, dovrebbe essere.> dice ed io ho un po' di agitazione al sol pensiero di dover guardare il ragazzo super sexy. < ok vado. Buon lavoro.> dico uscendo e raggiungendo la mia amica. < Notato qualcuno di interessante?> mi chiede. Oh si! < No. Non ho tempo per questo.> dico. Bugia. < Io ne ho adocchiati un paio molto appetitosi.> dice < Piantala per favore.> dico. < Ehi, c'è un tipo li che ti fissa insistentemente.> mi fa notare e credo di sapere già di chi si tratta e come volevasi dimostrare è proprio lui, ma non è gelosa la sua fidanzata? Perché non guarda lei!? Inizia a darmi sui nervi. Esco un po' fuori per prendere aria nelle terrazze. < Si sente bene?> chiede una voce profonda e mascolina alle mie spalle. Mi volto e eccoli lì. < Si, sto bene grazie.> dico. Lui mi porge la mano < Cristiano Ronaldo, piacere di conoscerti.> dice sfoderando un sorriso smagliante. Gli stringo la mano < Gabriella Sole> dico e lui annuisce. < Si, lo so. Ho sentito il presidente prima in sala.> dice < È davvero spettacolare qui. Da quanto ci lavori?> chiede. < Un anno circa. Mi sono trasferita è ho aperto una sala ricevimenti.> dico. < Quindi sei il capo qui?> chiede. < Esattamente.> dico cercando di mantenere un certo distacco. < Beh, complimenti hai fatto un ottimo lavoro, davvero bello.> dice < Sei libera uno di questi giorni, vorrei festeggiare il compleanno di mio figlio.> dice. < Puoi chiamare al numero della sala, la segretaria ti segnerà un appuntamento.> dico professionale. < noi puoi segnarmelo tu?> chiede provocante. < Perché dovrei?> chiedo. < Sei davvero bellissima..> dice scostandomi una ciocca dalla spalla. < avete una fidanzata che vi aspetta, se non sbaglio.> dico. < Chi? Georgina? Tra noi non stanno andando affatto bene le cose. È qui per via ufficiale e perché è la madre di mia figlia.> dice. < Dei vostri figli. I bambini sono quattro se non erro.> dico. < Oh no, insieme ne abbiamo solo una. I primi tre li ho avuti da madri surrogate.> dice. < Capisco. Beh, i problemi di coppia tra te e la tua fidanzata non sono di mia competenza. Ti auguro una buona serata signor Ronaldo.> dico lasciandolo li e andando via, prima di rientrare volto a guardarlo e lo noto che mi osserva sorridente. Mi volto e rientro con il cuore che batte a mille.