Cristiano mi sta accompagnando a casa, alla fine abbiamo anche cenato insieme in un posto che ho deciso io, dal re della pizza. Adesso siamo in macchina e lui ogni volta che può mi guarda e sorride.
Si ferma davanti al mio palazzo.
< Grazie per avermi accompagnato fino a casa.> dico.
< Grazie a te per aver passato la giornata con me, mi sono divertito molto.> dice e posa una mano sulla mia guancia. Mi fa una carezza e sorride. < Hai degli occhi incredibili. Così freddi e chiari che sembrano una caverna all'interno di un ghiacciaio.> dice avvicinandosi sempre di più < La tua voce è così sensuale e dolce che riuscirei a riconoscerla anche fra mille..> si avvicina ancora, sono incantata con lo sguardo fisso sulle sue labbra. Mi riprendo quando sento squillare il suo telefono e lui sospira allontanandosi un po'.
< Pronto?..si arrivo...ho già cenato..si mamma..va bene arrivo..ciao..> dice parlando con la madre al telefono. < Scusami mia madre ha bisogno di aiuto con i bambini. Giorgina se ne è andata di casa.> dice. Quando mi informa di ciò, non so perché, ma ho sentito come se mi si fosse tolto un peso dallo stomaco.
< Mi dispiace..> provo a dire.
< A me no, sarebbe comunque andata così.> risponde.
< E la bambina?> chiedo.
< A casa mia.> dice.
< Ma lei è sua madre, non vuole con se sua figlia?!> chiedo.
< E io sono suo padre, con me stata bene.> dice
< Ma sai che questo significa che non chiuderai mai con lei? Dovrà pur vedere sua figlia.> dico.
< La vedrà quando io non ci sarò e mia madre sta coi bambini.> dice.
< Capisco..> dico.
< Ehi.. non pensare che io sia un mostro che fa figli e poi una volta lasciate le madri non glieli faccio più vedere..> dice.
< Oh no! Non pensavo questo, pensavo a quanto i bambini meritano una vera madre, una donna che si prenda cura di loro con tutta se stessa, una donna che si prenda cura anche di te.> dico e lui punta il suo sguardo su di me.
< Io so prendermi cura di me e dei miei figli.>dice.
< Non ne dubito, ma avvolte è bello quando sai di poter contare su una donna che ami e che non ti da preoccupazioni. Sai che i tuoi figli sono con le e che lei si sta prendendo cura di loro, e una volta tornato a casa ti accoglierà con amore stringendoti in un abbraccio e baciandoti con tutto l'amore che esiste. Ti porterà dai tuoi figli e li vedrai felici perché hanno passato la giornata con la donna che ami e adesso sei arrivato tu per passare del tempo con loro.> dico descrivendogli una scena tipica in una famiglia normale.
< Sarebbe meraviglioso, ma incontrerò mai questa donna?> chiede.
< Potresti, certo. Io credo che la incontrerai presto, basta solo cercare Ronaldo.> dice infondendomi grande fiducia.
< Voglio vederti ancora.> dice guardandomi serio.
< Cosa?> chiedo.
< Voglio conoscerti, vederti, passare altri momenti come questi, sentirmi bene, passare le giornate con leggerezza e potendo dire e fare quello che voglio con te, ridere, scherzare e anche litigare.> dice e comincio a sentirmi agitata.
< Che stai dicendo?> chiedo incredula.
< Che mi sei subito piaciuta, non solo perché sei bellissima, ma hai un atteggiamento fiero e orgoglioso di te, sei sicura di quello che vuoi e decisa. Non temi niente e nessuno, non ti sei fatta condizionare dalla persona che sono, se dovevi dirmi di no l'hai fatto, hai mantenuto un atteggiamento molto professionale anche quando ho cercato di farti cedere, non ti sei comportata come le altre, non mi sei caduta hai piedi e hai iniziato a fare la sciocca o la seduttrice solo per attirare la mia attenzione. Tu mi attrai senza dire o fare qualcosa di particolare. Sei solo te stessa e questa cosa mi piace più di quanto pensassi, questa cosa mi sta piacendo e anche tanto. E ieri sera non ho fatto altro che pensare a te, a quanto mi sia piaciuto avere quella piccola conversazione con te, a quanto mi sei rimasta impressa.> dice.
< Cristiano..>dico ma lui mi interrompe.
< Aspetta non dire niente. Non pensare che io ti stia dicendo queste cose per metterti pressioni o che io mi sia innamorato. Ti ho detto queste cose perché sono stato bene e mi sei piaciuta come persona in questi due giorni.> dice.
<È tutto ok. Nessun fraintendimento, stavo per dirti che anche io sono stata bene oggi con te. Ieri ti avrei volentieri strozzato, ma oggi sei stato carino e gentile. Quindi ho apprezzato la tua compagnia. Grazie..> dico sorridendogli.
Lui inizia a ridere < Perché ridi!? Sono seria!> dico e lo spingo leggermente. Lui continua.
< Piantala!> dico e lui mi guarda confuso.
< Cosa vuol dire in italiano piantala?> chiede.
< Significa smettila. Ma tu da dove vieni?!> chiede.
< Portogallo. Tu sei italiana immagino torinese.> dice.
< Immagini male, sono siciliana.> dico e lui sorride.
< Sud giusto?> chiede.
< Yes!> dico fiera delle mie origini.
< Come mai sei andata via dalla tua città?> chiede ed io mi sento un po' come se le vecchie ferite si stessero riaprendo.
< Ecco..io..> inizio a parlare ma non so come dirlo senza ferirmi.
< Lascia stare, se non te la senti, non dirmelo. Se vorrai me lo dirai un giorno. Ok?> dice ed io annuisco e gli sorrido grata che avesse chiuso l'argomento ancora prima di iniziarlo.
< C'è qualche ragazzo al momento nella tua vita?> chiede.
< Si, è l'uomo più importante per me è lo sarà per sempre...> dico e lui stringe le mani e diventa serio.
< Ah.. e come si chiama..?> chiede con un tono meno allegro. Mi avvicino a lui e glielo sussurro all'orecchio. < Papà.>
< Ma tuo padre non vale! Intendevo sentimentalmente!> dice.
< Ma io amo mio padre.> dico.
< Non mi riferivo a quel tipo di amore!> dice mettendosi una mano sul viso.
< Stavo scherzando, so cosa intendevi! E comunque no.> dico.
< Nessuno nessuno? Ma come una ragazza così bella?> chiede.
< Avranno il prosciutto sugli occhi che posso dire?> dico alla "Ronaldo"
< però modesta.> dice ridendo.
< È la " Ronaldite" si sta impossessando di me!> dico e guardando la sua espressione scioccata scoppio a ridere.
< Ah Ah Ah simpatica..> dice lui.
< Lo so!> dico.
Mi cade l'occhio sull'orario. < Sono già le undici di sera, ma non ti aspettava tua madre?> chiedo.
< Ah già è vero!> dice ricordandosi della conversazione avuta con la madre < Che fai per Natale?> chiede.
< A casa.> dico.
< Passo a prenderti domani mattina, stai con noi.> dice.
< Ma no non mi sembra il caso..> dico.
< Nah! E poi sarà divertente! Siamo in famiglia non preoccuparti!> dice.
< Ma Cristiano!> dico nel tentativo di fargli cambiare idea.
< Non accetto un no come risposta! Non voglio che stai da sola il giorno di Natale. E poi sono amici.> dice ed io lo guardo scettica.
< E da quando siamo amici?> chiedo.
< Da ora. Quindi ci vediamo domani alle nove.> dice. E io sbuffo.
< Ook! Va bene vengo. Buonanotte..> dico e mi avvicino per salutarlo, ma lui mi precede e mi bacia la guancia.
< Buonanotte..> dice gli sorrido e scendo dall'auto. Lo saluto con la mano e lui aspetta che entri nel palazzo prima di sfrecciare via con la sua Bugatti.
Forse non avrei dovuto accettare di andare da lui per Natale.
Ma è forse sbagliato desiderare che qualcuno ti stia accanto quando sei lontana da casa e dalle persone che ami?
Ho una paura tremenda, avvicinarmi a lui e come avvicinarsi al sole e Icaro non ha fatto una bella fine..
Autrice: Nuovo capitolo! Aaah li adoro..😍😘
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Calda come l'estate.
RomanceGabriella è un giovane ragazza italiana di venticinque anni. Dopo essersi trasferita da Palermo a Torino per la rottura con il fidanzato con cui stava da otto anni e decisa più che mai di mettersi in gioco. È una party planner, con i risparmi accumu...
