"Cosa dice, io..." Sono confusa e devono capirlo anche loro, vedendo le loro facce. Poi, il tipo di fianco a Stefano si avvicina a me, ha la fronte aggrottata, deve essere confuso pure lui. Non so se la cosa mi rassicura o mi preoccupa, ma lui continua ad avvicinarsi. Mi giro verso la signora e dico: "No, mi spiace, si sta sbagliando. Non sono la fidanzata di nessuno".
Il viso della donna prende un'espressione strana, e corruga la fronte come se io avessi detto la cosa sbagliata. Beh, saprò o no se sono la fidanzata di qualcuno, no? "Allora chi sei?" Stefano torna alla carica, è ancora nervoso da prima. "Io sono un'amica di..." Guardo la ragazza. Non so come si chiama. Non sono una sua amica, ma è la prima cosa che mi viene in mente. Ed è una stupidaggine, perché Stefano alza un sopracciglio e mi guarda nervoso.
Il tipo che si era avvicinato a me, scambia un'occhiata con l'attempata signora e poi mi mette una mano sulla spalla. "Ok, nessuno è fidanzato con nessuno" Mi giro verso di lui. Ma cosa sta facendo? E cosa sta dicendo? Sono tutti matti qui, non io. Loro.
Lui si sgancia la mascherina dall'orecchio e mi sorride. Ohi, Ohi. Sono abbastanza sicura che non si possa fare. Ma questo tipo ha fatto un sorriso da diavolo. Giuro. Da diavolo. Ora, Marco della 5F sembra un prete in confronto. Perfetto. Un bello che sa di essere bello. Sono i peggiori. Ehi, ma cosa ho pensato? Che questo tipo sia bello? Beh, sì. Sì, cavolo, ho pensato che lo fosse, perché è dannatamente bello. Oddio mi sto perdendo.
Lui mi stringe appena la spalla e mi riporta alla realtà. Poi il suo sorriso diventa diverso e mi strizza un occhio prima di girarsi verso Stefano. "È un po' confusa, mi sa. Sai, com'è non capita a tutti di essere qui in questo posto..." Lancia un'occhiata alla mia amica C, nel letto immobile e il suo sguardo cambia ancora. Mi fa tenerezza adesso. La sua mano trema sulla mia spalla e sento quasi il bisogno di abbracciarlo. Ok, Nicole, smettila. Guardo verso la porta. Ora ho bisogno di uscire da questa stanza.
"Perché non andiamo a parlare qui fuori, cara?" La signora mi guarda ancora, dopo aver accarezzato la mano della ragazza stesa. "Sì, andiamo pure. Io e la nonna abbiamo tempo per stare con... Celeste" Calca un po' sul nome e mi guarda facendomi l'occhiolino in modo che Stefano non ci veda.
CELESTE!!! Penso sorridente. Celeste. La ragazza si chiama Celeste. Che bel nome. Immagino c'entri con il cielo. Celeste, celestiale, cielo. Annuisco e lui mi spinge appena verso la porta. Quando noto che anche la nonna vuole venire con noi, sbarro gli occhi. Non possiamo lasciare Celeste da sola con Stefano!
"Non lasciate Stefano da solo con lei" sussurro infatti. Il ragazzo spalanca gli occhi e la signora annuisce facendogli un cenno con la testa. Lui si avvicina al letto.
Esco dalla stanza con la nonna e ci sediamo su una delle poltrone vicino al muro. Lei si toglie la mascherina e guarda l'orologio. "Stefano non andrà via fino alla fine dell'orario delle visite" Sospira "Manca mezz'ora. Ti va se ci troviamo qui fuori fra mezz'ora?" Non so cosa dovrei dire. Guardo la porta chiusa della stanza. Non so chi siano quelle persone. Ma ho scoperto di Celeste. Sono tutte cose che mi scombussolano. Qui fuori comunque c'è Sabina. Lei saprà sicuramente aiutarmi. Annuisco. "Vuoi tornare dentro insieme a me?" Il suo sorriso è dolce. Dolce come quello della nonna che non ho mai conosciuto e di cui mi è solo stato raccontato. Scuoto la testa. No. Non mi serve. Ho toccato la mano di Celeste, il suo tatuaggio, la sua pelle, ma non è cambiato niente. Non tornerò dentro adesso. Ma parlerò con loro. Con la nonna e con il ragazzo con gli occhi verdi.
Improvvisamente un'immagine si materializza davanti ai miei occhi. Non è un flashback, ma proprio un'immagine, come una foto.
Due bambini con gli occhi verdi giocano in un cortile. Quando le immagini prendono vita capisco che non è un ricordo. Non un ricordo vero. Sto guardando un filmino fatto con la telecamera. Uno di quei vecchi cosi che ci si portava in giro una volta, mica la fotocamera del telefonino. Sento le voci dei due bambini e capisco che la bambina sono io. No, non io. È Celeste. E chiama 'Leo' il bambino. È suo fratello. Il fratello, già, quello del quadro.
"Leo, il ragazzo che è dentro la stanza, è il fratello di Celeste?" chiedo quindi conferma alla signora. Lei fa un cenno con la testa. "Sì, sono entrambi miei nipoti" La porta della stanza di Celeste si apre e riusciamo a vedere Leo e Stefano che discutono. Lei si alza e mi richiede: "Ci vediamo qui fuori?" Annuisco e inizio a togliermi tutte le protezioni per uscire. Ora non vedo l'ora di farlo.
Quando scendo le scale per tornare al piano terreno, sono ancora imbambolata da tutto quello che è successo. Prima Stefano, poi il flashback, poi ancora Stefano e i parenti di Celeste. Celeste. Mi fermo su uno degli ultimi gradini. Celeste. Avrei dovuto immaginare che si chiamasse Celeste. Perché non lo sapevo? Perché? Bo...
"Ehi, Nicole, tutto bene?" Sabina entra dalla porta della costruzione e mi guarda stranita. "Vieni con me" La porto fuori e ci nascondiamo dietro a una siepe. Com'è che è pieno di siepi, qui? Le spiego velocemente il mio flashback e quello che è successo, intanto tengo d'occhio la porta d'entrata. Spero di vedere Stefano presto, così da poter uscire da questo nascondiglio.
"Quanto carino?" Sabina mi fa voltare verso di lei con la sua domanda "Come? Di chi parli?" lei sbuffa. "Del tipo con gli occhi verdi. Il fratello di Celeste. Quant'è carino? E quanti anni ha?" E che ne so io? Ma ho detto che è carino? Alzo le spalle. "Non lo so. Comunque adesso lo vedi. Ci troviamo qui fuori con loro" Per la prima volta, riesco a meravigliare Sabina. "Ci troviamo con loro?" ripete stranita.
"Sì. Così vediamo di capire un po' quello che sta succedendo, no? Non mi hai detto tu di fare qualcosa?" Lei mi guarda ancora con gli occhi sgranati. "Sì, sì, solo non pensavo..." Cosa? Che ci riuscissi? "Cosa?" lei si abbassa nel momento che vediamo Stefano uscire dalla porta "Non pensavo facessi così presto" Oh. Sì, effettivamente sono stata brava. No. Sono stata fortunata. "Sono stata fortunata" dico, sconsolata. Lei mi prende il viso fra le mani e mi dice: "Sei stata bravissima. Andiamo" E ci tiriamo su, proprio mentre escono dalla porta anche i parenti di Celeste.
La 'nonna' come l'ha chiamata Leo è una signora vestita con un abito lungo e colorato, ricorda molto le donne d'oriente, quelle asiatiche e il suo viso è dolce e paffuto ora che lo vedo senza la cuffia per i capelli. Poi mi giro verso Leo.
Leo il fratello di Celeste. Oddio. Non so quanti anni abbia questo ragazzo, ma non è tanto più grande di me. Non ha l'età di Stefano di sicuro. Sembra più giovane. Forse... venti? Ventidue anni? Gli guardo il fisico e santo cielo, non ho niente da obbiettare. Le spalle, le braccia, il torace. Quel camice faceva sembrare questo tipo un calamaro fritto e invece... Ha una ciospa di capelli ricci in testa, scuri e bellissimi. Vien quasi voglia di passarci le mani... Ma cosa sto pensando? Smettila, Nicole! mi sgrido ancora. Mi volto verso Sabina e vedo che lo sta guardando anche lei con curiosità. No. Non è curiosità. È vero e proprio interesse. Ehi! Le do una gomitata e lei si volta verso di me, offesa. "Non so se a Marco della 5F farebbe piacere vedere la tua faccia adesso" le sussurro un po' sostenuta. Lei ride e alza un sopracciglio. "Vuoi che lo lasci a te?" la sua faccia è divertita e io mi innervosisco. È una cosa seria! Torno a guardarlo, loro non ci hanno ancora visto e stanno parlando a bassa voce. Però... O, andiamo, è veramente una cosa seria! "Smettila! Pensi sempre a quello!" Lei ride e ci avviciniamo a loro. "Avevi ragione. È veramente carino" Non ho MAI detto che è carino! Non riuscivo neanche a vederlo sotto tutti quegli strati di stoffa.
Quando arriviamo davanti a loro, la nonna ci sorride ancora, e, secondo me, anche Sabina è rimasta incantata dalla cosa. "Andiamo a casa a berci un tè, così che possiamo chiarirci le idee su ciò che è successo là dentro?" Sabina annuisce alle parole della nonna, mentre io dico: "Potremmo andare in un bar. In un luogo pubblico..." Sono infastidita che io sia l'unica ad aver pensato che andare a casa di qualcuno non fosse proprio una bella idea. Sabina e Leo si girano verso di me con gli occhi spalancati e la nonna mi sorride annuendo. "Certo, Nicole. Possiamo andare in una sala da tè. In un luogo pubblico" Annuisco soddisfatta e poi mi blocco di colpo.
"Come fa a conoscere il mio nome?"
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Flashback (in revisione)
ParanormalLa storia partecipa al concorso "Pagine Magiche 2019" ideato da @Pagine_al_vento. L'inizio del prologo è comune per tutti e mi è stata data da Pagine_al_vento, da metà prologo in poi, la storia è mia. Nicole ha iniziato ad avere dei Flashback di cu...
