Come fa questa signora a conoscere il mio nome? La guardo mentre ancora mi sorride. Che sia una strega? Una veggente? Mi faccio un po' di castelli in aria nel giro di un minuto, quando lei mi risponde: "Ho sentito l'infermiera che ti chiamava" Oh. Imbarazzata abbasso gli occhi, mentre sento Sabina ridere. Mi volto verso di lei e la guardo malissimo. Lei sta ancora ridendo ma intercetta il mio sguardo e si contiene almeno un po'.
Il ragazzo che si chiama Leo, infila le mani in tasca imbarazzato e dice ad alta voce: "Allora andiamo a prendere 'sto tè?" Da come guarda il muro della costruzione capisco che non gli piace molto stare lì. Annuisco e mi incammino vicino a sua nonna, lasciando Sabina indietro, con lui. Voleva vedere quanto fosse carino? Beh, Sabina, ora guardatelo.
"Ha detto a Stefano che sono la fidanzata di Leo..." Inizio una conversazione che non so dove mi porterà e non so neanche bene cosa dire. Lei si volta verso di me e mi mette una mano sulla schiena per guidarmi in una strada laterale. "Volevo giustificare la tua presenza con Stefano, non metterti in imbarazzo, scusami. Entra qui" Mi accorgo solo in quel momento dell'insegna della sala da tè. Pazzesco, è veramente una sala da tè. Non pensavo ne esistessero ancora. Davvero.
Così la nonna voleva coprirmi con Stefano? E perché? E perché dire proprio che sono la fidanzata di... Mi volto verso Sabina che sta chiacchierando e ridendo con Leo, che ora sembra molto più a suo agio di prima. Già, la mia amica fa questo effetto a molti ragazzi. Una strana sensazione di fastidio mi attorciglia lo stomaco. Dannazione, sarò mica gelosa? No, assolutamente no.
Aspetto sulla porta che anche loro si avvicinino e sento il cellulare di Sabina suonare. Lei non è troppo sorpresa e lo tira fuori subito, nella fretta di leggere quello che immagino sia un messaggio. "È Marco" mi dice sorridendo, entrando nel locale dietro alla nonna e mi fa l'occhiolino prima di riportare l'attenzione al telefono.
"Chi è Marco?" mi chiede Leo quando arriva anche lui sulla porta. "È il suo ragazzo" Rispondo io. Sono una stronza. Mi sento una stronza. Ma non mi correggo. E lo guardo ghignando. Ma lui mi sorride e mi tiene la porta aperta per farmi entrare. Sono quasi stordita e mi sento in imbarazzo. Così entro velocemente e non dico più niente.
Dentro il posto è estremamente affascinante. Davvero. C'è il profumo di quello che penso sia patchouli, mischiato alla vaniglia dei biscotti, ma è una sala da tè o un forno? E poi, come faccio a sapere che è patchouli? Non so neanche cosa sia.
Una signora vestita come la nonna di Leo è intenta ad accogliere dei clienti. La saletta è piena di tavolini rotondi su cui sono posate tovaglie dai diversi colori e dalle forme differenti. Su ogni tavolo c'è un centrotavola con dei fiori, una candela e uno strano vasetto.
"Sono diffusori di essenze" La voce di Leo mi solletica il collo, probabilmente perché si è chinato per parlarmi sottovoce all'orecchio, e quando mi volto verso di lui, è dannatamente vicino. "Come?" Lui si raddrizza e indica un tavolo con il capo "Quei cosi lì, sono diffusori di essenze, per questo c'è questo odore. Mia nonna adora queste cose" Oh. Diffusori. Veramente al momento sono più preoccupata del fatto che lui mi fosse così vicino più che del profumo della stanza e sento la mia voce tremare quando gli rispondo qualcosa.
La nonna ci fa segno e si avvia a uno dei tavoli. "Come si chiama tua nonna?" chiedo allora a Leo mentre andiamo anche noi verso il fondo del locale. "Non lo sai? Non sei anche tu una sensitiva o una medium?" Dal suo tono sarcastico capisco che mi sta prendendo in giro, però non capisco perché. "In che senso?" Devo avere una faccia confusa.
"Come conosci mia sorella?" ora il suo sguardo è indagatore, come se non si fidasse di me. Effettivamente con sua sorella, con Celeste, non c'entro niente. Alzo le spalle. "Io non la conosco" Ora è lui quello confuso. "Eri nella sua stanza d'ospedale e non conoscevi il suo nome" Annuisco alla sua constatazione. Effettivamente non ho una spiegazione per questo. Non una valida. Così mi affretto a raggiungere il tavolo.
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Flashback (in revisione)
ParanormalLa storia partecipa al concorso "Pagine Magiche 2019" ideato da @Pagine_al_vento. L'inizio del prologo è comune per tutti e mi è stata data da Pagine_al_vento, da metà prologo in poi, la storia è mia. Nicole ha iniziato ad avere dei Flashback di cu...
