So chi è la ragazza che sta baciando Stefano nella foto. Merda. Merda. Merda. Tiro un pugno al mio cuscino e le parole della canzone più bella di Vasco Rossi si deformano sotto la mia mano. Mi siedo sul letto e mi metto le mani nei capelli.
Riguardo ancora la foto e mi rialzo, cavolo, non riesco a stare ferma. Sono agitata. Sono Celeste. Il formicolio al petto mi rende consapevole. Ok. Celeste, so che sei qui, qui con me. E io sono qui, insieme a te. Ce la posso fare. Posso aiutarti. Voglio aiutarti. Possiamo farcela.
Probabilmente la prima cosa da fare è calmarmi. Respiro tre volte, piano e a lungo. Quando mi rendo conto che non ha funzionato del tutto, mi stendo sul letto. Sposto il telefono sotto la coperta per non vederlo e chiudo gli occhi. Pensa a qualcosa di bello. Il formicolio si fa un pochino più forte e io decido di non opporre resistenza al prossimo flashback.
Il mare è bellissimo, nonostante la temperatura non sia proprio ideale per un bagno nell'acqua. Mi guardo intorno, non so dove sono, ma il posto è piacevole e mi sento bene.
Con me c'è nonna Isabella e cammino con lei, a giudicare dal suo viso e dall'età che dimostra, questo deve essere un ricordo molto vecchio. Celeste deve avere forse dieci anni. Mi guardo ancora intorno, ma non c'è nessun altro. Solo io e la nonna.
Poi Isabella si siede su una cunetta di sabbia, poco lontano dalla riva, e mi fa cenno di sedermi di fianco a lei. Io ubbidisco. Non so il perché, ma so che sta per parlarmi di qualcosa di molto importante e infatti non dico niente, mi siedo vicino a lei e tutte e due guardiamo verso il mare.
Passa qualche minuto prima che la nonna rompa il silenzio e, quando lo fa, la sua voce è calmante e mi fa stare bene. "Non devi aver paura di quello che hai visto. Sei una persona sensibile, puoi percepire cose che al resto del mondo sfugge. È una cosa speciale" Per un attimo, penso che stia parlando proprio a me, me Nicole, invece che a Celeste, ma poi lei continua a parlare. "Vedi, Celeste, il fatto che hai visto quelle cose, non ti deve spaventare. Non può succederti niente di male. Lo so, perché capita anche a me".
"Anche a te, nonna?" mi sento dire. Celeste, per la prima volta apre la bocca e la sua voce mi arriva come quella di una ragazzina spaventata. Quasi come lo sono io. Come lo ero qualche giorno fa. La nonna annuisce e sento richiedere dalla bambina: "E perché ci succede? Perché non siamo uguali agli altri?" La nonna sospira e mi sembra che scelga con cura le parole da dire: "Perché siamo speciali. Probabilmente la bambina che hai sognato ti sta chiedendo aiuto" Mi alzo in piedi, scuoto la mia gonna dalla sabbia e, con una tenacia che non ho mai avuto, mi sento decisa a cambiare il mondo.
"E come faccio ad aiutarla, nonna? Io voglio aiutarla!" la nonna si alza anche lei e sorride. "Troveremo il modo. Non preoccuparti".
Il mio flashback finisce improvvisamente. Ora però vorrei sapere della bambina. Chi era? E poi, sarà andato tutto bene? Il formicolio al petto mi invade ancora e la sensazione di pace che mi ha lasciato il ricordo del mare non mi abbandona. So che la bambina di cui non so niente, sta bene. So solo questo. Ma mi fido di Celeste, così non cerco altre soluzioni. Mi crogiolo nel tepore del letto per qualche minuto prima di ricordarmi di Sabina, Stefano e la bella mora. Viviana. Si chiama Viviana. E io la conosco. Vabbè, la conosce Celeste, ma ormai, la conosciamo tutte e due.
Mi risiedo velocemente, mentre afferro il telefono e inizio a mandare messaggi a Sabina per informarmi se lei sia ancora al locale, se ci sono ancora anche Stefano e la ragazza e tutte le altre cose. Le scrivo di mandarmi la posizione, così posso raggiungerla e le dico che sarò da lei in meno di mezz'ora. Glisso su tutte le sue domande su come farò per raggiungerla e intanto mi vesto per uscire. Non so ancora come andrò in pizzeria, ma non voglio dirglielo. Mi sto infilando il maglione quando il cellulare inizia a suonare.
So già che è lei, così interrompo la chiamata prima ancora di risponderle e faccio una cosa più importante: prendo il numero di Leo dal comodino e salvo il suo numero prima di scrivergli.
Gli spiego velocemente che deve venire con me in pizzeria e butto il telefono sul letto per infilarmi i jeans. Quando mi risponde, sbuffo perché non ha capito niente.
Chi sei?
Ok. Non sono mai stata molto brava con le parole scritte, specialmente quando ho fretta di far le cose e mi dimentico che lui non ha il mio numero. Però non è tutta colpa mia e ho già perso tantissimo tempo, così lo chiamo e faccio prima.
Leo per fortuna mi risponde subito e, con mio enorme sollievo (e un bel po' di soddisfazione) mi riconosce senza che gli dica chi sono. Mi fermo mentre sto abbottonando i jeans e sorrido. Immagino di sembrare un'idiota. Ma non riesco a non farlo.
Poi mi ripiglio. Devo star lontana da questo ragazzo. In quel senso, perlomeno, perché ho bisogno di lui per aiutare Celeste. Così gli spiego brevemente la situazione e gli dico che ci vediamo al locale. "Vuoi che ti venga a prendere?" Una parte di me vorrebbe dire di sì, vorrei davvero passeggiare avanti e indietro e cercare i vestiti da mettermi mentre penso che sta venendo da me, ma... "No, ci vediamo là" E interrompo la chiamata.
Il cellulare suona ancora. Ma non è lui. Già. Perché avrebbe dovuto insistere dopo quello che ho appena scoperto? Sospiro e rispondo a Sabina, forse un po' troppo bruscamente: "Pronto?"
Sabina non si lascia sconvolgere dal mio tono e mi sgrida per non averle risposto. Sorrido. È vero, ho interrotto la chiamata, prima. Sto quasi per ridere, ma mi riprendo pensando alla situazione.
"Ho chiamato anche Leo, gli ho detto di venire" Sento Sabina rimanere in silenzio. Oh. Per la prima volta è senza parole? Cos'è, ha paura che il suo Marco veda Leo? O che Leo conosca Marco? Subito mi preoccupo, ma poi lei riprende la parola alla velocità della luce. "Giusto, giusto hai fatto bene a chiamarlo. Non ci avevo pensato" Come? Ok ok. Mi infilo una scarpa e le spiego che ho dovuto chiamarlo per forza, perché so chi è la ragazza. Anzi, lo sa Celeste. Scuoto la testa da sola perché alla fine non fa differenza. Così mi infilo anche l'altra scarpa e sto per aprire la finestra per uscire, visto che non ho intenzione di dire ai miei che sto uscendo per andare in un posto dove il mio ex si sta vedendo clandestinamente con una ragazza, quando lei mi chiede: "Come sai chi è? E chi è?"
Apro la finestra e salto giù, cercando di non lasciare l'anta troppo aperta e mi incammino verso la pizzeria. Riavvicino il telefono all'orecchio e riprendo la conversazione con la mia amica.
"È Viviana. La ragazza di Leo."
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Flashback (in revisione)
ParanormaleLa storia partecipa al concorso "Pagine Magiche 2019" ideato da @Pagine_al_vento. L'inizio del prologo è comune per tutti e mi è stata data da Pagine_al_vento, da metà prologo in poi, la storia è mia. Nicole ha iniziato ad avere dei Flashback di cu...
