L'amore è quello che ci salva

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Era una semplicissima giornata di fine inverno, Fabrizio ed Ermal dopo più di un mese senza vedersi erano finalmente insieme.

Milano, divano di Ermal, la televisione accesa su un programma messo a caso, giusto per tenere compagnia.

Stavano seduti uno vicino a l'altro, il riccio con la testa appoggiata sulla spalla di Fabrizio, mentre questo girava per la home di Instagram.

"Quanto eravamo belli?"
Erano finiti a guardare i post in cui era stato taggato Ermal, non poteva mancare di certo una bellissima foto di loro due insieme a cena durante l'eurovision.

"Tantissimo Bizio, però tu ora sei ancora più bello"
La risata di Fabrizio echeggiò nella stanza e anche Ermal venne contagiato da questa fantastica melodia.

"Tu scegli bene, da sempre"

Altri 10 minuti passati a ridere e scherzare come due ragazzini, quelli che in fondo si sentivano quando passavano del tempo insieme.

"Bizio, andiamo a prendere un gelato?"

Fabrizio rimase abbastanza sorpreso da quella proposta -Ermal era stato sempre quello riservato, che nonostante fosse passato più di un anno da quando avevano capito di amarsi, voleva tenere segreta la loro relazione- di certo non si aspettava una proposta del genere.

"Ermal? Ma sei sicuro?"
Fabrizio ricevette uno sguardo confuso da parte di Ermal.

"Si, mai stato più sicuro, perché?"

"Non so, non pensi che i fan potrebbero vederci?"

"Non eri tu il primo a dire che volevi una relazione alla luce del sole e che sentivi il bisogno di non nasconderti più?"
Il tono di voce di Ermal inizia ad essere spazientito, non riusciva a capire il perché dello stupore di Fabrizio.

"Si ermal. Ero io che dicevo di volere una relazione non più clandestina, solo che non me lo aspettavo, tutto qui" forse Fabrizio in fondo -ma non così tanto- non era pronto, ad Ermal voleva far vedere che era lui quello impavido della coppia, come d'altronde è sempre stato il suo carattere, però in questa situazione, non se la sentiva.

Non se la sentiva di dover dare delle spiegazioni, non tanto a chi li avrebbe visti -perché era ovvio, sarebbe successo- ma non era pronto a dover dare delle spiegazioni ai suoi figli, perché in fondo erano loro il problema.

Non sapeva come avrebbero potuto reagire, erano piccoli ancora, non sapeva se lo avrebbero accettato.

Già era stato difficile per loro accettare un'altra donna nella vita del papà - una relazione durata però pochissimo a causa del suo accettarsi omosessuale- e non osava nemmeno immaginare come avrebbero reagito ad un papà a cui piacevano gli uomini.

"Fabrizio, ti vergogni di me" no, non era una domanda.
Ermal era sicuro -sbagliando- che Fabrizio si verginasse di lui, di loro.

Ermal aveva iniziato a rivolgersi a Fabrizio come quest'ultimo si rivolgeva a lui quando accadevano episodi del genere.

"Non potrei mai e lo sai Ermal, benissimo"
Aveva paura, paura di che piega avrebbe preso la giornata, sapeva che Ermal era uno che le cose se le legava al dito, anche tutta la vita.

"E allora perché non usciamo a prendere 'sto cazzo di gelato Fabrì? Di che hai paura? Non sai come dire a tutti che ci amiamo? Se ti può aiutare nemmeno io, ma mi piace correre il rischio" Soprattutto se il rischio era Fabrizio.

"Non è degli altri che mi preoccupo, non è dei fan, non è di giada, non è dei miei genitori, sono Libero e Anita, se non mi dovessero accettare come papà? Se non dovessero voler bene a te? Come farei io?

Appena sentito il nome dei bambini di Fabrizio, Ermal si sedette nuovamente accanto al suo compagno.

"Scusami, non ci avevo pensato, non volevo attaccarti, scusami..." Ermal si sentiva in colpa, davvero non aveva pensato ai suoi figli, conosceva bene Fabrizio e sapeva che prima di tutto c'erano loro.

"Davvero fab" si rivolse ad Ermal con uno sguardo da cane bastonato, era dispiaciuto dal suo comportamento, non doveva rivolgersi in quel modo e non doveva comportarsi in maniera così egoistica.

Era immerso nei suoi pensieri quando si ritrovò con la guancia destra sul petto di Fabrizio che lo stringeva tra le sue braccia.

"Quindi ti va ancora il gelato piccolè?"

Dopo quella piccola discussione finita con un semplice e innocuo abbraccio -almeno inizialmente- Ermal si era ritrovato a cavalcioni su di Fabrizio mentre davano inizio ad un copioso bacio.

"Si, mi va ancora. Andiamo?"

Durantea la loro "merenda" avevano parlato, si erano chiariti su ciò che successo prima.
Ermal aveva compreso a pieno i dubbi di Fabrizio e si è reso conto che se fosse stato al posto suo avrebbe avuto le stesse paure.

"È stato tanto traumatico?"
È da quando avevano finito il gelato che Ermal continuava a prenderlo il giro.

"La pianti di prendermi in giro stronzo?" Ridono.
Entrarono in casa, prima Ermal che seguito da Fabrizio ricevette un amorevole -o forse no- schiaffetto sul sedere.
"Ma che sei scemo?"

Fabrizio chiusa la porta ci si appoggia con la schiena "sono stanchissimo" un piccolo sbuffo uscì dalle sue labbra

"È la vecchiaia Bizio mio"
Nonostante avessero solo 6 anni di differenza Ermal si divertiva da morire a prenderlo in giro per la sua età.

Non lo faceva con cattiveria, sapeva però che a Fabrizio dava fastidio e a lui piaceva infastidirlo.

"Da ciò che metti sulle storie sei tu quello che sembri avere quasi cinquant'anni"

Ermal capì a cosa stava alludendo Fabrizio e si mise a ridere contagiando anche l'altro.
"Che non mi segui e mi guardi le storie?"

Passarono il resto del pomeriggio a prendersi in giro per poi finire sempre con qualche bacio.

Ermal si rese anche conto che non importava uscire come una normale coppia, andava bene concedersi tempo reciproco o da Fabrizi o da Ermal -importava poco- si bastavano loro, era questo l'importante.

By gocciadibuio_ 💘

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