Ho sempre avuto dei genitori molto protettivi, molto ansiosi; genitori che quando dovevo uscire con amici non mi lasciavano scendere di casa se non fossi stata in compagnia di qualcuno. Per questo motivo le sere che uscivo con la mia compagnia di amici, Tay doveva aspettarmi al cancelletto di casa. Quanta pazienza. Era una sera di dicembre, un dicembre piuttosto strano dato che nessuno indossava il giubbotto ma una semplice felpa; Tay e altri addirittura in maniche lunghe. Sapevo già in partenza che quella serata l'avrei ricordata come l'inizio di tutto. L'età del nostro gruppo era varia: il più grande, Luca, a quel tempo ne aveva 21; mentre Teo, il più piccino ne contava 14. Non ho mai creduto alla frase "l'età è solo un numero" ma, posso giurare, che per tutti noi era proprio così. Quella sera era il compleanno di Ludovica e le avevamo preparato una cena per festeggiare insieme i suoi 15 anni, dopo mangiato e dopo aver scartato i regali saremmo andati a fare una passeggiata lungo la Darsena accompagnati da qualche drink ghiacciato e molti molti shots. Ricordo di quella serata solo ciò che mi va di ricordare. Ricordo benissimo com'era vestito Tay: jeans neri, cintura marrone, maglietta maniche lunghe bianco panna e ultimo ma non per importanza il suo cappellino nero corvino della Ralph Loren che gli avevo regalato e che non toglieva mai; a volte addirittura ero convinta ci dormisse. Non c'è festa che regga senza che i suoi partecipanti siano ubriachi. È proprio ciò che successe; primo giro, secondo giro, terzo giro... settimo giro. Inutile da dire eh? Eravamo tutti molto ubriachi, chi ballava, chi cantava inglese che somigliava per lo più ad un arabo antico, chi correva, chi parlava alle nuvole e chi si baciava. Esatto, c'era anche chi si baciava. Successe quella sera, la mia prima sbronza, non il mio primo bacio fisico ma il primo con la bocca dello stomaco. Ricordo che un istante prima stavamo ridendo come pazzi, l'istante dopo avevo le sue labbra calde ed alcoliche impresse sulle mie. Di colpo mi si spense il cervello, non che l'avessi mai acceso, non avevo ancora realizzato il "quid" della situazione attuale che ricapitolando era: io ubriaca, Tay ubriaco marcio e le nostre labbra incollate tipo vinavil. Ma lui continuava a baciarmi e più mi baciava più mi innamoravo. Pochi istanti prima era il mio migliore amico, com'era possibile tutto quel movimento assurdo nel mio stomaco? Si tratta per forza dell'alcol Martina non pensarci, non è ciò che sembra. Non ci pensare. Davvero simpatico il mio
subconscio devo dire. Non era possibile che non mi fossi mai accorta di nulla prima d'ora. Ma forse già lo sapevo, ma forse non l'ho mai voluto ammettere neanche a me stessa, ma forse quel ragazzo così stronzo con gli altri e così dolce con me era piano piano con gli anni riuscito a fare breccia nel mio cuore. Possibile fosse più di un "amico"?.
Possibile un cazzo torna alla realtà forza! Sei imbarazzante.
Ad interromperci fu una specie di esplosione, avevano infatti fatto scoppiare dei piccoli botti a pochi metri di distanza da noi. Inutile descrivere lo spavento. Tyler aveva il mio viso avvolto tra le sue grandi mani fredde e tremanti e i suoi occhi marroni mi guardavano perplessi quasi fissavano il vuoto. Le mie guance erano diventate di un color rosso intenso e subito presi le sue mani e le staccai dalla mia faccia allontanandomi molto velocemente. Lui rimase immobile. Non ho mai saputo quali fossero i suoi pensieri quella sera. Non ho mai saputo se tutto sia realmente iniziato per uno shot di troppo o semplicemente per reale volere.
Mi chiedo ancora come tu possa essere così idiota, ma dettagli, continua pure con i viaggi.
Era il classico ragazzo intelligente che non studiava mai, il ragazzo che non si poneva problemi ad alzare le mani, quello con un carattere molto particolare. Non ha mai preso seriamente le ragazze, diciamo che a parte me e a parte le femmine del nostro gruppo per lui erano puro "divertimento", un livello da sbloccare del suo nuovo videogioco. Lui ha sempre descritto questo suo atteggiamento con un "non ho voglia di impegnarmi", io ho sempre avuto una mia visione forse piu filosofica; non aveva ancora mai trovato la ragazza giusta, quella che gli avrebbe fatto sbattere la testa, quella per cui la testa l'avrebbe persa.
Torna alla realtà.
La serata si concluse con un delicato "ci sentiamo" da parte sua e con un pianto post sbronza da parte mia. Non sapevo a cosa attribuire queste lacrime, non sapevo se fossero di tristezza per il modo in cui lui se ne era andato, se fossero di preoccupazione oppure di semplice stanchezza. Sapevo solo che erano lacrime, ed erano le prime che lui non mi asciugava. Passai la notte a casa di Ludovica, ci eravamo svegliate a mezzogiorno con le bottiglie d'acqua da due litri vuote di fianco ai letti, con mille notifiche da ogni social esistente e chiamate varie da parte dei genitori, ovviamente senza risposta.
15 chiamate perse da mamma, 6 da papà. Ottimo sono morta!
Cercavo tra tutto un suo messaggio, ma ovviamente non c'era. Ero triste e non sapevo neanche perché. Ludo mi consigliò di tornare a casa, di non pensare a ciò che era successo la sera precedente e di spegnere il cervello per qualche ora. Mi baciò in fronte e chiuse la porta alle mie spalle. In quei cinque minuti di tragitto che mi separavano da casa, la mia mente viaggiò infinitamente, si pose così tante domande e non rispose a nessuna di queste.
Precisamente cosa ti aspettavi?
Fu proprio in quell'istante che, mentre percorrevo la stradina che precedeva casa mia, vidi una moto parcheggiata malamente davanti al cancelletto che avrei dovuto aprire. Se ne stava lì poggiato a fumare, si divertiva a creare cerchi col fumo.
E ora cosa vuole da me?
Era di spalle, non serviva si girasse. Tay era qui.
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Lascia che ti aspetti
RomanceEra innamorata, ma non avrebbe dovuto, non di lui, non del suo migliore amico. Mentre si innamorava lui giocava con lei, perché lui era abituato così, le ragazze erano il suo "livello da sbloccare". Ma Martina era diversa, non era come le altre; non...
