Continuo a camminare a testa bassa, ho ancora la sensazione che qualcuno mi stia seguendo.
Mi fermo guardando dietro di me.
David, un mio compagno di classe, si ferma davanti a me -Hey-
Lo guardo come se fosse pazzo -Mi stai seguendo?-
Lui ridacchia passandosi una mano tra i capelli biondi -Volevo parlare con te, ti ho vista uscire dalla biblioteca- mi prende la mano per farmi spostare in modo da far passare della gente dietro di me, poi la lascia andare lungo il mio fianco.
Continuo a guardarlo non capendo esattamente che cosa vuole.
-Ho saputo che tua madre è stata arrestata, anche la mia è in prigione-
-Mi dispiace- gli rispondo.
-Stavo pensando che magari potremmo sfogarci l'uno con l'altro.-
Scuoto la testa -No, grazie- prima che io possa andarmene il biondo mi ferma.
-Ultimamente a scuola sei molto triste e stai sempre da sola, pensavo che magari parlare un pò con qualcuno che ha sofferto le tue stesse pene potrebbe aiutarti-
Faccio un piccolo sorriso per non sembrare scortese, rifiuto di nuovo l'offerta continuando a camminare.
David mi segue e mi racconta che sua madre è finita in carcere qualche anno fa per furto e disturbo della quiete pubblica, mi dice che da quel momento la sua vita è cambiata radicalmente per lui e per il fratello maggiore. Non ha un padre con cui stare quindi lui e Ricky, il fratello, vivono insieme da soli.
Mi racconta anche dei ricordi che ha di sua madre; ciò mi fa venire un nodo alla gola e sento il bisogno di piangere, mi prometto però di non lasciar andare neanche una lacrima davanti a lui.
Dopo ormai un'ora di chiacchiere, mi arrendo e decido di parlare con lui.
Ci sediamo su una panchina al parco, mi è difficile cominciare a parlare non solo per le urla dei bambini attorno a noi ma anche perché mi vergogno un pò a raccontare i fatti miei ad una persona con la quale non ho confidenza.
-Mia madre era così calma e gentile, a volte era davvero scorbutica e pesante.
Lei è quel tipo di persona che deve avere tutto sotto controllo, per lei tutto deve essere impaccabilmente perfetto.
Mi sembra ancora impossibile che abbia cercato di fare del male a mio padre- mi fermo non riuscendo a continuare. Sposto lo sguardo su David che mi sta ascoltando.
-Forse deve aver accumulato tutto lo stress per far sì che tutto sia perfetto, e poi si è sfogata su tuo padre nel peggiore dei modi- risponde lui abbassando il capo verso le sue mani.
Evito di fare un verso contrariato alle sue parole che mi sembrano così sbagliate e improvvisate sul momento per farmi stare meglio, invece riesce solo a far peggiore la situazione.
Il nodo alla gola si stringe sempre di più e non riesco più a trattenere delle lacrime. Sono addolorata, sono stanca.
Ho la tentazione di dirgli che è solo colpa di Nobody ma il ragazzo mi prenderebbe per pazza, forse si metterebbe a ridere e mi lascerebbe qui da sola.
-Non piangere Lora- dice a bassa voce che a malapena riesco a sentire la sua voce. Mi accarezza la schiena, mi aiuta ad alzarmi e cominciamo a camminare fianco a fianco, non so dove mi voglia portare ma in questo momento è l'ultimo dei miei pensieri.
STAI LEGGENDO
Nobody
HorrorLora è una giovane adolescente che vive in una situazione famigliare un pò complicata, fuori da casa però riesce ad essere felice insieme ai suoi amici vivendo una vita tranquilla. Le cose cambiano quando uno dei migliori amici di Lora le manda un...
