Frammento: Prima Ripresa

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L'ho suonata di nuovo. Avevi ragione. Ogni genere di vento possiede la propria sinfonia.
Se penso alla Tramontana un brivido mi sale su per la schiena e sento la violenza dell'aria passare tra i miei capelli.
L'Austro è l'opposto, ci avrebbe costretti ad una ritirata strategica. Bagnati fradici per il sudore forse avremmo riso. Forse.
Eppure nessuno dei due è adatto. No.
Questo qui somiglia molto ad una brezza tipieda che ti sfiora la pelle ed ha un suono gradevole, come una carezza.
Strano vero? Anche le carezze possono avere un suono. Io lo so, perché l'ho avvertito. Quel giorno, quando hai poggiato la tua mano sulla mia guancia, ho sentito il suono della carezza nella mia mente, accompagnato da quel soffio che tu dipingevi come "danza di una Musa". Mi faceva ridere questo appellativo e il tuo modo di imitarle. Che divertimento.
Poi però sei diventata seria all'improvviso. Mi hai detto che ti dispiaceva. Ero confuso. Stava procedendo tutto a meraviglia, non avevi fatto niente di male. Allora perché eri sul punto di piangere?
Che stupido. Non avevo compreso quanto soffrissi per la mia condizione.
Ti sei voltata ed io mi sono sentito un idiota.
Mi hai confessato che le Muse non erano realmente la tua prima scelta.
Effettivamente chissà che fatica immaginarsele sgambettare per aria.
Non avevo mai creduto nel destino. Finché non sei arriva tu. Hai sconvolto il mio mondo.
Quel giorno il destino ha nuovamente colpito.
Avevi ragione.
La brezza che impatta contro il legno e le foglie di un cipresso produce una delle melodie più belle che abbia mai sentito.
Io lo so, nel posto dove sto andando ce ne sono parecchi.
"La danza dei Cipressi" è proprio un bel nome, sai?
Spero che le Muse possano perdonarci.

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