23:30
La luna piena illuminava i tetti parigini. Il silenzio era il re della serata. Le strade deserte a causa della neve. Si udivano soltanto gli ululati dei cani. I bambini già addormentati, il giorno seguente avrebbero avuto scuola.
Sebbene il clima fosse ostile la vita continuava pensò Marinette, la quale, seduta sulla finestra della propria camera, contemplava la consueta pace della notte. I folti capelli neri raccolti in una coda alta, la pelle, di una splendida e tremenda bellezza, poiché piena di cicatrici, nascosta da un pigiama di raso rosso, le spalle coperte da una vestaglia ed una tazza di cioccolata calda fra le mani per addolcire quel silenzio assordante.
Da quando Papillon era stato sconfitto la città pareva essere mutata. Troppa serenità, troppa sicurezza.Se si fosse presentata una nuova minaccia cosa sarebbe successo?
Avrebbero chiesto certamente il suo aiuto. Oramai lei era una semplice venticinquenne come tutte le altre. Aveva compiuto una scelta. Rinunciò ad una responsabilità esorbitante nell'esatto istante in cui, facendosi coraggio, diede l'ultimo saluto ad Adrien.
Luka la teneva stretta, non era nelle condizioni di valutare cosa fosse giusto o sbagliato, avrebbe potuto compiere qualsiasi follia per seguire l'amato. Persino il maestro Fu acconsentì, dopotutto la minaccia era stata sconfitta, aveva concluso la missione.
Il kwami, devastato, accettò a malincuore la decisione e disse addio alla compagna. Gli orecchini furono riposti all'interno del cofanetto. Era finita."La morte si sconta vivendo".
Strinse la presa sulla bevanda.
Domani vedrò Alya.
Non che avesse qualcosa contro di lei, erano passati anni e l'amica era una figura prorompente del passato. Nonostante portasse spesso con sé i ricordi, indossando dei normali orecchini a forma di coccinella, non si sentiva pronta.
Iniziò a tremare e si alzò di scatto.
Guardò l'orologio. Mezzanotte.
Si sedette sul letto. Aprì il primo cassetto del comodino ed impugnò la scatola contenente il miraculous. Sì, aveva ricevuto il permesso di tenerla. Il maestro si fidava ciecamente di colei che aveva protetto Parigi. La fissò. Ascoltò il ritmo insistente delle lancette. Dopo poco la rimise al proprio posto. Prese un bel respiro. Poggiò le dita sulla chiave del cassetto inferiore. Un oggetto spiccava tra l'ammasso di fogli. Lo afferrò. Tre furono i passaggi. Su, apri e chiudi.
Nascose la chiave, si mise a letto e si addormentò.00:30
Il tono soave della chitarra sostituito dallo scroscio dell'acqua. Il viso rivolto verso il basso. Gli occhi socchiusi e le gocce che si diffondevano su tutto il corpo.
Luka era sotto la doccia da parecchio.
"Un luogo di perdizione spirituale", così lo chiamava.
Il pensiero fisso alle ore scarse che separavano Marinette dall'incontro con Alya.
Conosceva talmente a fondo la corvina da sapere benissimo che, per quanto volesse dimostrarsi forte, in realtà era terrorizzata.
Le novità erano sempre difficili da assimilare.
Del resto anche lui si sentiva inquieto. Qualcosa in quel ritorno improvviso non lo convinceva. Doveva saperne di più.
Uscì dalla doccia e agguantò due asciugamani, uno per la testa e uno per le membra.
Spalancò la porta del bagno. Il vapore si insediò in camera da letto.
Prese il cellulare e digitò il numero di Nino. Non era sicuro che gli rispondesse, ma era tenuto a tentare.«Pronto?» rispose il ragazzo.
«Nino? Sono Luka»
«È un piacere sentirti! Come stai?» domandò con tono allegro.
«Tutto bene, grazie, dove sei adesso?» chiese lui con tono più freddo.
«A San Francisco»Nino era divenuto un dj internazionale. Alya, famosa blogger, innamorata come il primo giorno, aveva deciso di seguirlo. Erano sempre in viaggio, e non tornavano in patria da anni.
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Dietro il velo
FanfictionSono passati diversi anni dalla battaglia contro il famigerato Papillon, la quale non può che essersi conclusa nel peggiore dei modi. Marinette ogni anno si ritrova a dover affrontare una triste realtà. Aiutata dal suo migliore amico Luka, e da tut...